Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00173 presentata da RUSSO SPENA GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 11/04/2007
Atto Senato Interpellanza 2-00173 presentata da GIOVANNI RUSSO SPENA mercoledì 11 aprile 2007 nella seduta n.138 RUSSO SPENA, GIANNINI, BRISCA MENAPACE, DEL ROIO, MARTONE - Ai Ministri della difesa e degli affari esteri - Premesso che: da articoli pubblicati dai quotidiani "La Stampa" ed "Il Messaggero" del 29 marzo 2007 si apprende che, in occasione di una conferenza stampa dedicata al progetto di realizzazione di uno scudo antimissile che "protegga l'Europa dalla minaccia iraniana", il titolare dell'Agenzia responsabile del programma missilistico Usa, generale Obering, ha reso nota la firma di un accordo quadro sulla difesa antimissile tra Usa e Italia; il generale ha poi affermato che "l'Italia sarebbe protetta da uno scudo che sorgerà in Europa grazie a dieci missili intercettori posizionati in Polonia ed al radar nella Repubblica Ceca"; questo progetto è stato fortemente osteggiato dalla Russia che, per bocca del presidente Putin, ha accusato l'amministrazione Bush di "un uso della forza eccessivo e quasi senza freni nelle relazioni internazionali"; l'inasprimento dei rapporti tra Usa e Russia è evidenziato anche dalle dichiarazioni del generale Popovkin, il quale ha dichiarato che lo scudo missilistico rappresenterebbe "un'evidente minaccia per la Russia", e dalle parole dello stesso Putin che si è detto preoccupato perché "l'unilateralismo statunitense sta alimentando una corsa agli armamenti insieme al desiderio dei Paesi emergenti di dotarsi dell'atomica"; il progetto di scudo antimissile non sembra essere gradito nemmeno da Francia e Germania, che hanno sconsigliato un'iniziativa unilaterale degli Stati Uniti, preferendo, come ha dichiarato il cancelliere Angela Merkel, "una soluzione all'interno dell'Alleanza atlantica e colloqui franchi con la Russia"; tale progetto statunitense sembra un ulteriore passo verso l'abbandono della dottrina della dissuasione nucleare e dell'equilibrio della minaccia distruttiva; proseguendo nel progetto di scudo spaziale non solo si protrarrebbe una politica di distinzioni di vulnerabilità tra gli alleati, ma si rafforzerebbe la tendenza americana a stabilire rapporti "speciali" con alcuni Paesi, che risulterebbero così "più alleati" di altri; sono molti gli esperti del settore a nutrire forti dubbi sul progetto, considerato che lo stesso portavoce dell'Agenzia di difesa missilistica (Mda) Rick Lehner, sul settimanale "Diario" del 19 marzo 2004, ha dichiarato che "quando si colpisce qualcosa nello spazio, ovviamente si creano dei detriti che possono cadere sulle aree abitate sottostanti", il quotidiano "il manifesto" in articoli a firma Manlio Dinucci e Tommaso Di Francesco del 1° aprile e del 10 aprile 2007 arricchisce di particolari la vicenda. Più precisamente si afferma "Il memorandum di accordo quadro è stato siglato al Pentagono lo scorso febbraio probabilmente dal sottosegretario per la difesa Giovanni Forcieri (Ds), che il 7 febbraio ha firmato qui il memorandum d'intesa con cui l'Italia si assume ulteriori impegni nel programma del caccia statunitense F-35 Lightning (Joint Strike Fighter). Ma mentre questo onerosissimo accordo - subito ci costerà un miliardo di dollari - è stato reso pubblico, quello sulla partecipazione italiana allo «scudo» anti-missili è rimasto segreto"; di tale accordo non sarebbero stati informati né il Consiglio dei ministri, come del resto richiederebbe l'art. 2, lett. h) , della legge 23 agosto 1988, n. 400, né, tantomeno, il Parlamento, si chiede di sapere: se risponda al vero che l'Italia abbia firmato il suddetto accordo quadro; se il Ministro della difesa intenda informare il Parlamento dei contenuti di questo accordo; se il Ministro della difesa non ritenga avventato firmare un accordo quadro su un progetto che vede dubbiosi, se non decisamente contrari, Governi di importanti Stati europei; quali siano i reali rischi che una difesa missilistica di tale tipo comporterebbe per i territori coperti dalla sua azione; se i Ministri in indirizzo non ritengano pericolosa questa politica di armamento preventivo nei confronti di una crisi iraniana paventata, ma non ancora esplosa, ed il cui decorso potrebbe anzi essere accelerato da tali gesti; se il Ministro degli affari esteri non ritenga, altresì, che il Governo italiano si debba impegnare per una soluzione politica della crisi, nonché per la piena realizzazione di una politica del disarmo nucleare. (2-00173 p. a. )