Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00562 presentata da POSSA GUIDO (FORZA ITALIA) in data 11/04/2007
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00562 presentata da GUIDO POSSA mercoledì 11 aprile 2007 nella seduta n.138 POSSA - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che: l'11 dicembre 1997 è stato approvato a Kyoto il Protocollo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, vincolando i Paesi industrializzati firmatari ad un impegno unilaterale di riduzione delle loro emissioni nell'atmosfera di gas ad effetto serra; i sei gas ad effetto serra considerati in tale Protocollo sono: 1) l'anidride carbonica CO2, 2) il metano CH4, 3) l'ossido di azoto NO2, 4) gli idrofluorocarburi HFC, 5) i perfluorocarburi PFC, 6) l'esafluoro di zolfo SF6; di questi gas quello di gran lunga più rilevante è l'anidride carbonica CO2; gli impegni del Protocollo di Kyoto sono espressi in termini di riduzione dell'anidride carbonica CO2, intendendosi però come quantitativi di CO2 equivalente ai quantitativi dei gas serra da ridurre; nel Protocollo di Kyoto la riduzione complessivamente stabilita per i Paesi industrializzati (da conseguire come valore medio dei gas serra equivalenti per il quinquennio 2008-2012) è del 5,2% rispetto ai livelli 1990 per i gas serra nn. 1, 2 e 3 e rispetto ai livelli 1995 per i gas serra nn. 4, 5 e 6; l'Unione europea ha assunto per i propri Stati membri considerati nel loro insieme una riduzione pari all'8%; gli impegni di riduzione dei singoli Stati membri dell'Unione europea sono stati stabiliti con la decisione 2002/358/CE del Consiglio dell'Unione europea; tali impegni sono assai diversi tra loro; l'impegno dell'Italia è di ridurre le proprie emissioni del 6,5%, quello della Germania del 21%, come la Danimarca, quello della Gran Bretagna del 12,5%; la Francia si è impegnata a non aumentare le proprie emissioni (nessuna riduzione); la Spagna ha ottenuto di poter aumentare le proprie emissioni del 15%; il Protocollo di Kyoto è stato ratificato dal Parlamento italiano con la legge 120/2002, il 1° giugno 2002, un giorno dopo la ratifica del Protocollo di Kyoto da parte dell'Unione europea; con la ratifica della Federazione Russa, avvenuta a fine 2004, il Protocollo è entrato ufficialmente in funzione il 16 febbraio 2005; per l'Italia il quantitativo di anidride carbonica CO2 equivalente immesso nell'atmosfera nel 1990, da assumere come riferimento per le riduzioni previste dal Protocollo di Kyoto, è stato determinato, a seguito di accurato inventario, pari a 521,0 milioni di tonnellate; l'obiettivo da raggiungere per gli anni 2008-2012 è quindi di una immissione nell'atmosfera di 521,0 x 0,935 = 487,1 milioni di tonnellate di CO2 equivalente; poiché l'Italia conta 57,9 milioni di abitanti l'immissione consentita di CO2 equivalente per anno e per abitante negli anni 2008-2012 sarà di 8,39 tonnellate; per la Francia il quantitativo di anidride carbonica CO2 equivalente immesso nell'atmosfera nel 1990, da assumere come riferimento per le riduzioni previste dal Protocollo di Kyoto, è pari a 558,4 milioni di tonnellate; l'obiettivo da raggiungere per gli anni 2008-2012 è quindi di una immissione nell'atmosfera di 558,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente; poiché la Francia conta 59,9 milioni di abitanti, l'immissione consentita di CO2 equivalente per anno e per abitante negli anni 2008-2012 sarà per questo Paese di 9,32 tonnellate, una immissione maggiore di quella italiana, nonostante che, per effetto del massiccio ricorso all'energia nucleare in Francia, la produzione di energia elettrica avvenga quasi senza produzione di gas serra; per la Germania il quantitativo di anidride carbonica CO2 equivalente immesso nell'atmosfera nel 1990, da assumere come riferimento per le riduzioni previste dal Protocollo di Kyoto è di 1.216,2 milioni di tonnellate; l'obiettivo da raggiungere per gli anni 2008-2012 è quindi di una immissione nell'atmosfera di 1.216,2 x 0,79 = 960,8 milioni di tonnellate di CO2 equivalente; poiché la Germania conta 82,5 milioni di abitanti l'immissione consentita di CO2 equivalente per anno e per abitante negli anni 2008-2012 sarà di 11,65 tonnellate, quindi del 39% superiore a quella consentita al cittadino italiano; come risulta con evidenza nei tre esempi sopra citati relativi a Italia, Francia e Germania, nella distribuzione tra i vari Paesi membri dell'Unione europea degli oneri derivanti dagli impegni assunti dall'Unione europea stessa nel Protocollo di Kyoto, non sono stati seguiti criteri improntati ad equità; ciò avrà cospicui effetti distorsivi nel mercato comune dell'energia nei prossimi cinque anni 2008-2012; tra tutti gli Stati membri dell'Unione europea l'Italia risulterà (e già risulta) particolarmente penalizzata; le quantità di gas serra annualmente immesse nell'atmosfera nei singoli Stati membri dell'Unione europea sono tra loro molto differenti, anche in termini di facilità (e costo) di una loro riduzione; è al riguardo determinante la modalità di produzione dell'energia elettrica; ad esempio, per un Paese che affida una quota importante della produzione di energia elettrica ad impianti termoelettrici a carbone (come è attualmente la Germania) la sostituzione di tali impianti con impianti termoelettrici a gas a ciclo combinato ad alto rendimento consente di ridurre di un fattore 2, e anche maggiore di 2, la produzione di anidride carbonica a parità di condizioni, mentre, al contrario, per un Paese (come è attualmente l'Italia) che già affida gran parte delle produzione di energia elettrica a impianti a gas a ciclo combinato ad alto rendimento, la possibilità di ridurre le emissioni di gas serra è oltremodo difficile; il Consiglio europeo di primavera 2007, tenutosi a Bruxelles l'8 e 9 marzo 2007, ha assunto l'obiettivo di trasformare l'Europa in un'economia con un'efficienza energetica elevata ed emissioni di gas ad effetto serra ridotte e ha deciso che, sino alla conclusione di un accordo globale e completo per il periodo successivo al 2012 e fatta salva la posizione dell'Unione europea nell'ambito dei negoziati internazionali, l'Unione si deve impegnare in modo fermo ed indipendente a realizzare una riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra di almeno il 20% entro il 2020 rispetto al 1990 (si veda punto n. 32 del documento "Conclusioni della Presidenza" (7224/07)); sempre nel Consiglio europeo di primavera sopra citato, si è deciso che per la realizzazione della riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra "è necessario un approccio differenziato nei confronti dei contributi degli Stati membri improntato ad equità e trasparenza, che tenga conto delle situazioni nazionali e dei pertinenti anni di riferimento per il primo periodo d'impegno del protocollo di Kyoto" (si veda il punto n. 33 del documento "Conclusioni della Presidenza" (7224/07)), si chiede di sapere quale sia, nelle ormai prossime trattative dell'Italia con la Commissione europea e gli altri Stati membri dell'Unione europea, finalizzate al "Burden Sharing Agreement" relativo alla prospettata riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra di almeno il 20% rispetto al 1990 entro il 2020, l'obiettivo concreto del Governo in termini di quantità di gas serra annualmente emissibili in Italia nel periodo 2013-2020. (3-00562)