Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA URGENTE 2/00461 presentata da MERLO RICARDO ANTONIO (MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO) in data 17/04/2007
Atto Camera Interpellanza urgente 2-00461 presentata da RICARDO ANTONIO MERLO martedì 17 aprile 2007 nella seduta n.145 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro degli affari esteri, il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che: fino allo scorso febbraio, la procedura per il riconoscimento della cittadinanza Jure Sanguinis , come disposto nella Circolare K.28, dell'8 aprile 1991, del Ministero dell'interno, stabiliva che le istanze di riconoscimento della cittadinanza Italiana - ex articolo 1 della legge 13 giugno 1912, n. 555 - potevano essere indirizzate direttamente al Sindaco dei Comune italiano di residenza; questa condizione imponeva al cittadino, che aspirava a diventare italiano, di chiedere una iscrizione anagrafica (temporanea) in un Comune d'Italia; come disposto con la circolare del Ministero dell'interno - n. 28 del 23 dicembre 2002 - quindi, i discendenti di italiani che presentavano domanda di cittadinanza direttamente nei Comuni italiani, dovevano entro 8 giorni dall'arrivo in Italia, con tutta la opportuna documentazione legalizzata dai consolati, chiedere il permesso di soggiorno in Questura, con la motivazione della richiesta della cittadinanza; il permesso di soggiorno per turismo della durata di 3 mesi era sufficiente per chiedere al comune l'iscrizione all'anagrafe e, conseguentemente alla presentazione di tutta la documentazione, legalizzata dal Consolato, chiedere il riconoscimento della cittadinanza; il decreto-legge n. 10, del 15 febbraio 2007, ha soppresso l'obbligo di richiedere il permesso di soggiorno, per motivi di turismo o comunque per breve soggiorno di durata non superiore ai tre mesi; al posto del permesso di soggiorno è stato introdotto l'obbligo di presentare una semplice dichiarazione di soggiorno all'autorità di polizia di frontiera alla questura dei luogo di dimora, successivamente all'ingresso e sempre entri gli otto giorni lavorativi; questa norma, però, non è diventata di fatto pienamente operativa perché il Ministero dell'interno sembra non aver ancora adottato un proprio modulo per questa dichiarazione; a causa di questa situazione, numerosi aspiranti cittadini italiani, per lo più provenienti dai Paesi sudamericani, arrivati in Italia non sono riusciti ad avere informazioni certe e univoche sul procedimento da seguire, con un enorme dispendio economico e grande preoccupazione; in attesa che, in Italia, la situazione sia chiarita, e anche forse per evitare inutili costosi viaggi in Italia a quanti sperano di risolvere direttamente la questione della propria cittadinanza, sembra che sia intervenuta una direttiva dei Ministero degli affari esteri che, a quanto riferisce il Consigliere Claudio Pieroni, sollecitato dal Comitato di Presidenza del CGIE, avrebbe fatto sospendere, in tutti i consolati dei mondo, le legalizzazioni dei documenti, necessarie ad attestare la discendenza diretta da italiani; già solo in America Latina, il ritardo dei riconoscimento delle cittadinanze colpisce più di 500.000 persone (il 31 dicembre 2006 solo in Brasile erano in attesa 498.789 domande); l'unica alternativa per non restare in fila per decenni è quella, anche se notevolmente più costosa, di presentare la richiesta della cittadinanza direttamente nei comuni italiani-: se i ministri, in oggetto, siano a conoscenza dei fatti e se non intendano adottare efficaci ed urgenti misure affinché sia eliminata l'ambiguità della situazione attuale; in particolare, se il Ministro dell'interno non intenda autorizzare le Questure a rilasciare li permesso di soggiorno, nel caso specifico di sollecitazione di cittadinanza o, altrimenti, semplicemente non intenda abolire l'obbligo di richiedere il permesso di soggiorno, anche per i casi in cui venga richiesto ai fini dell'ottenimento della cittadinanza; se il Ministro degli affari esteri, allo scopo di non gettare ulteriormente nel panico migliaia di cittadini oltreoceano, che temono di non poter più ottenere il tanto desiderato diritto di cittadinanza, non intenda disporre che, presso i consolati italiani, vengano riattivate urgentemente le procedure di legalizzazione dei documenti, attualmente sospese. (2-00461) «Ricardo Antonio Merlo, Brugger».