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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00577 presentata da MARTONE FRANCESCO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 17/04/2007

Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00577 presentata da FRANCESCO MARTONE martedì 17 aprile 2007 nella seduta n.141 MARTONE, DEL ROIO - Al Ministro degli affari esteri - Premesso che: i Saharawi vivono una condizione di occupazione da parte del Marocco dal 1976. Il 27 febbraio dello stesso anno il Fronte ed il Consiglio Nazionale Saharawi proclamano la Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD); una repubblica in esilio nata per colmare il vuoto istituzionale lasciato dalla partenza degli spagnoli; a 31 anni dalla proclamazione dell'indipendenza della RASD il Sahara Occidentale continua a rimanere sotto il pieno controllo delle autorità marocchine; l'Unione Africana, in collaborazione con le Nazioni Unite, è impegnata nel tentativo di trovare una soluzione pacifica e condivisa per il Sahara Occidentale. Più volte, in passato, l'organizzazione che raggruppa la maggior parte degli Stati africani, si è pubblicamente espressa in favore del diritto di autodeterminazione dei Saharawi; l'ONU, con le risoluzioni dell'Assemblea Generale e del Consiglio di Sicurezza, ha riaffermato più volte il diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi e ha presentato diversi piani di regolamento per la soluzione del conflitto e in particolare: il Piano di Regolamento delle Nazioni Unite approvato dal Consiglio di Sicurezza con le sue risoluzioni 658 del 27 giugno 1990 e 690 del 29 aprile 1991; gli Accordi di Houston, firmati nel settembre 1997 dalle due parti in conflitto; il Piano per l'autodeterminazione del popolo saharawi, elaborato da J. Baker III su richiesta del Consiglio di Sicurezza e approvato dal Consiglio nella sua risoluzione 1495 del 31 luglio 2003; tali documenti esplicitano assai chiaramente che il regolamento della questione del Sahara Occidentale non può avvenire che tramite l'espressione libera della scelta del popolo saharawi sul proprio avvenire per mezzo di un referendum di autodeterminazione; sono numerose le accuse mosse dalla comunità internazionale contro il Governo marocchino. Secondo le Nazioni Unite, che nell'ottobre 2006 hanno optato per il prolungamento della missione Minurso, Rabat, impedendo lo svolgimento del referendum per l'indipendenza del Sahara Occidentale, viola il diritto internazionale; al momento, la situazione sembra aver raggiunto un livello di stallo. Si è, infatti, arenata nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite la proposta di Mohammed VI, avanzata nel 2006; un piano studiato per concedere, apparentemente, ampia autonomia alla regione, impedendone di fatto l'indipendenza; il piano marocchino è stato definito "preoccupante" dall'Intergruppo del Parlamento europeo per il Sahara Occidentale, che ha inoltre espresso il proprio stupore per la recente vendita di armi spagnole al Marocco. Questa commessa bellica è stata interpretata come un segnale di serio allarme per la popolazione saharawi; presenti in Marocco dal 1991, con la missione Minurso, le Nazioni Unite sembrano impossibilitate a perseguire il proprio obiettivo di garantire regolari elezioni per l'indipendenza del Sahara Occidentale. Nei giorni scorsi, Il Marocco ha duramente criticato quanto rilevato dai funzionari del Palazzo di Vetro, sostenendo che l'ONU avrebbe stilato il rapporto dietro forti pressioni del Fronte Polisario, impegnato attivamente nella lotta per l'indipendenza del popolo saharawi, nonché delle autorità algerine. Il prolungamento della missione ONU, la cui scadenza era prevista per la fine del 2006, è un ulteriore segnale della scarsa forza persuasiva dell'organizzazione, che è impegnata nel monitoraggio del cessate il fuoco tra le parti contendenti, nella verifica del ritiro delle truppe militari marocchine dal territorio del Sahara Occidentale e, soprattutto, nell'identificazione e registrazione dei votanti per il referendum che dovrebbe stabilire il destino del territorio. La missione delle Nazioni Unite si dovrebbe concludere con la proclamazione ufficiale dell'esito del referendum , sulla cui regolarità dovrebbe vigilare la stessa organizzazione internazionale; il Segretario Generale dell'ONU, Ban Ki-Moon, ha nominato il diplomatico inglese Julian Harston Rappresentante Speciale e Capo della missione delle Nazioni Unite nel Sahara Occidentale. Nell'ottobre scorso, l'Alto Commissariato per i Diritti Umani ha fornito un quadro preoccupante della situazione, mettendo in evidenza la violazione dei più elementari diritti umani da parte delle forze di polizia marocchine, contro il popolo saharawi; nel corso del mese di aprile 2007 il Consiglio di Sicurezza dell'ONU esaminerà gli sviluppi della situazione nel Sahara Occidentale, in un incontro al quale parteciperà l'Italia in qualità di membro non permanente, si chiede di sapere: quali iniziative di propria competenza il Governo intenda adottare a livello internazionale e in qualità di membro del Consiglio di Sicurezza dell'ONU per il rispetto delle risoluzioni adottate sia dal Consiglio di Sicurezza che dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite; quali interventi di propria competenza il Governo intenda adottare perché nei territori occupati dal Marocco, venga assicurata la protezione delle popolazioni saharawi dalla repressione operata dal Governo marocchino, dalle torture, dai processi arbitrari, dall'appropriazione delle risorse naturali. (3-00577)

 
Cronologia
venerdì 30 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 161 voti favorevoli e 153 contrari, l'articolo unico del d.d.l. S.1427, di conversione del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, recante misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

giovedì 19 aprile
  • Politica, cultura e società
    Si svolge a Firenze il IV Congresso dei Democratici di sinistra. La maggioranza guidata dal segretario Fassino approva la mozione che guarda al superamento dei DS e alla costituzione di un più ampio partito di centrosinistra, che si ponga come unione dei riformisti di matrice socialdemocratica e cattolica. Contro la mozione della maggioranza si candida alla segreteria Fabio Mussi, che annuncia che non aderirà alla fase costituente del Partito democratico.