Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE CONCLUSIVA DI DIBATTITO 8/00050 presentata da LION MARCO (VERDI) in data 18/04/2007
Atto Camera Risoluzione in Commissione 8-00050 presentata da MARCO LION mercoledì 18 aprile 2007 pubblicata nel bollettino n.167 La XIII Commissione, premesso che: la grave problematica sanitaria legata al comparto bufalino, soprattutto in specifiche aree della Regione Campania, impone una attenta e profonda riflessione con l'adozione di specifiche misure atte a risolverla in via definitiva; le motivazioni che impongono di adottare misure in grado di risolvere definitivamente il problema delle epizoozie nel settore bufalino sono sostanzialmente riconducibili alle seguenti: 1) si tratta dell'unico comparto dell'agroalimentare campano e di altre importanti aree centromeridionali, in grado di assicurare soddisfazioni economiche all'intera filiera ed all'economia di un vasto territorio; 2) rappresenta uno dei pochi settori zootecnici che può ancora espandersi, ma solo a condizione di mettere in atto azioni compatibili con l'ambiente ed in genere con il territorio; si deve evidenziare ad ogni modo che siamo in presenza di un sistema produttivo caratterizzato da una estrema vulnerabilità, in quanto poggia, al momento, solo sulla caseificazione e la commercializzazione del prodotto principale, vale a dire la mozzarella di bufala campana; è doveroso impegnarsi, sia dal punto di vista politico, sia amministrativo, affinché in futuro si sviluppino anche altri percorsi produttivi di ambito bufalino, progettando programmi che puntino soprattutto alla valorizzazione e alla commercializzazione della carne; al miglioramento della genetica; all'individuazione di produzioni alternative alla mozzarella, che consentano una migliore valorizzazione del latte nel periodo invernale; si manifestano, purtroppo, anche nuove minacce per il comparto zootecnico bufalino campano. Da alcuni anni, infatti, in altre aree in cui l'agricoltura ha assunto livelli di professionalizzazione incompatibili con gli equilibri economici ed ambientali dei rispettivi territori rurali, si sono formati forti interessi economici intorno a nuovi settori strategici che attualmente stanno operando per trasferire altrove la produzione e la trasformazione delle produzioni di origine bufalina; addirittura sembrerebbero esistere studi ed interventi anche autorevoli che vorrebbero far risalire origini e storia di questo caratteristico patrimonio allevatoriale ad altre realtà; le difficoltà esposte invitano a predisporre misure urgenti e straordinarie la cui realizzazione richiederà l'impegno di tutti i soggetti coinvolti nel comparto: allevatori (organizzazioni professionali, associazione allevatori, associazione nazionale di specie), organi istituzionali (assessorati regionali e provinciali competenti), consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana DOP, trasformatori e indotto (distribuzione), autorità ispettive e di polizia, anche con competenze sanitarie e zootecniche; l'integrazione dei diversi soggetti è da ritenersi fondamentale per raggiungere gli obiettivi perseguiti, senza limitarsi ad attivare «interventi tampone» non idonei a dare prospettive certe di sviluppo al comparto. La questione deve essere affrontata in modo globale, a partire dai reflui fino ad arrivare alla verifica delle derrate alimentari a garanzia del consumatore; lo strumento da adottare per raggiungere i risultati auspicati deve consistere necessariamente in uno specifico piano di eradicazione e di risanamento sanitario, che permetta di affrontare tutte le questioni sul tappeto assicurando alle aziende effettività di sviluppo e di competitività; tale piano, per avere successo, deve prevedere interventi efficaci per il rispetto della sanità pubblica, ma anche per la salvaguardia della sopravvivenza delle aziende e del patrimonio zootecnico bufalino, allo scopo ponendo al centro delle attenzioni l'allevatore, garantendogli un futuro certo, anche se sarà costretto ad attraversare un inevitabile periodo di sofferenza economica; per assicurare l'effettiva attuazione di un simile piano bisognerà in primo luogo garantire agli allevatori partecipanti che le azioni messe in campo interesseranno tutti e non saranno lasciate sacche incontrollate di focolai delle malattie, nocive per le aziende che intendono risanarsi e pericolose per il futuro dell'intero settore; nell'ambito del piano di risanamento dovranno essere attivati tutti gli interventi in grado di limitare il danno legato alla mancata produzione del latte per un periodo più o meno lungo; non sarà infatti sufficiente il solo incentivo all'abbattimento, visto che i danni riguarderanno due ulteriori aspetti, la mancata produzione e lo scarso reperimento di capi da sostituire; le misure, pertanto, dovranno interessare gli indennizzi all'atto dell'abbattimento, gli indennizzi legati alla mancata produzione e gli incentivi volti a creare centri di ripopolamento e di crescita per la sostituzione dei capi abbattuti; emerge l'esigenza di un piano di intervento complessivo, da parte del Governo, che, mediante le amministrazioni competenti, permetta di conseguire i seguenti obiettivi: migliorare l'identificazione dei capi con adozione dei boli ruminali; assicurare controlli sierologici in tempi certi; separare i capi infetti nel più breve tempo possibile e assicurare il loro successivo abbattimento in base alle disposizioni di legge; controllare il latte che arriva ai caseifici che producono mozzarella di bufala campana; garantire l'azione di un adeguato numero di veterinari in grado di assistere l'allevatore nella complessa fase del risanamento, che comporta la verifica dei dati, il controllo dell'ambiente, l'allontanamento dei capi infetti, l'isolamento e la vaccinazione (territorialmente autorizzata) dei capi sani, la possibilità di allontanamento dei capi sani sotto vincolo sanitario in aree vicine o in aziende appositamente allestite ovvero in equivalenti situazioni sanitarie; valutare la possibilità di rivedere l'articolazione del piano straordinario attualmente in vigore, in merito all'utilizzazione della vaccinazione con RB 51, estendendola anche alle aziende ufficialmente indenni in aree di particolare rischio ed eventualmente imporne il ricorso per tutti gli allevamenti non indenni; sempre nell'ambito delle finalità del piano, bisognerebbe prevedere la necessità di porre in grado le aziende agricole ed alimentari di rispettare tutte le norme applicabili in materia di sanità, sicurezza sul lavoro e tutela ambientale, nonché di quelle sullo spandimento dei liquami, promuovendo una diversa utilizzazione dei reflui a fini energetici; dal punto di vista normativo, a supporto del piano, dovranno essere individuate norme regolamentari, o, in casi eccezionali, legislative, atte a garantire una copertura di base del reddito degli allevatori che vedranno ridurre la consistenza della propria mandria; compatibilmente con le norme comunitarie applicabili in materia, in tale contesto bisognerebbe cercare di favorire la sostituzione dei capi infetti, anche se nel tempo, con una rimonta sana nell'ambito dell'azienda, vista la generale scarsità di capi bufalini e l'alto costo del relativo acquisto; in un opportuno tavolo di concertazione tra parti ministeriali e parti regionali dovranno altresì essere valutate le conseguenze economiche di un risanamento sanitario su un comparto complesso come quello bufalino, in quanto tali conseguenze richiedono l'adozione di interventi volti a sostenere il reddito degli operatori, che potrebbero trovare giustificazione in base alla Comunicazione della Commissione al Consiglio europeo del 9 marzo 2005 relativa alla gestione delle crisi nel settore agricolo, in cui è espressamente previsto che tali azioni possono essere finanziate utilizzando un punto percentuale della modulazione del Piano di sviluppo rurale; in caso di necessità, analogamente a quanto avvenuto per le recenti crisi sanitarie ed economiche occorse al comparto avicolo e a quello del tabacco, si dovranno prevedere specifici ammortizzatori sociali, in analogia con quelli che ultimamente sono stati attivati per il settore agricolo e per i lavoratori a tempo determinato, oltre che interventi di sospensione e di rateizzazione degli oneri contabili e contributivi, impegna il Governo: 1) a rivolgere una specifica e urgente attenzione alla questione del risanamento sanitario del comparto zootecnico bufalino campano, in tal senso favorendo l'attuazione di un piano di eradicazione e di sviluppo che corrisponda alle caratteristiche ed alle finalità del piano indicato in premessa; 2) a predisporre, nell'ambito dell'attuazione dell'ordinanza ministeriale 14 novembre 2006, concernente misure straordinarie per il controllo della tubercolosi, brucellosi bovina e bufalina, brucellosi ovi-caprina, leucomi enzootica bovina e bufalina in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, misure di intervento per il risanamento degli allevamenti bufalini campani, come allo scopo anche previsto dalla legge finanziaria per il 2007, con particolare riferimento a quelli della provincia di Caserta, che siano in grado anche di preservare la continuità e la capacità produttiva delle aziende coinvolte, di non mettere a rischio il patrimonio zootecnico bufalino campano; a tal fine, a prevedere, previa verifica di compatibilità con le decisioni che a tale riguardo sono assunte dalle competenti istituzioni sanitarie nazionali ed europee, operazioni di abbattimento programmate nel tempo, salvaguardando i capi appena nati e le bufale prossime al parto, nonché proteggendo la genetica fino ad ora acquisita; ad attivare, sotto stretto controllo sanitario, una attenta separazione dei capi sani da quelli infetti, in modo da ridurre il rischio di diffusione della malattia, favorendo, al tempo stesso, la rimonta dei capi non negativi, al fine di contenere il danno economico al comparto; 3) a predisporre appositi interventi normativi, compatibili con la disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato nel settore agricolo, volti alla concessione di indennizzi per gli allevatori bufalini che subiscono perdite di reddito e di competitività in conseguenza delle misure di abbattimento e di restrizione sanitaria connesse all'ordinanza del 14 novembre 2006; 4) a realizzare misure di sostegno per lo sviluppo dell'intera filiera casearia bufalina e per quella della carne di bufalo, assicurando uno specifico intervento per il consolidamento e la competitività della mozzarella di bufala campana DOP, nonché a sostenere lo sviluppo e la valorizzazione della filiera zootecnica anche nelle altre regioni interessate dalla citata ordinanza ministeriale. (8-00050) «Lion, Zucchi, Misuraca, Satta, Baratella, Bellanova, Brandolini, Vincenzo De Luca, Fiorio, Fogliardi, Franci, Fundarò, Maderloni, Oliverio, Pertoldi, Rotondo, Paolo Russo, Sereni, Servodio, Soro».