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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00615 presentata da ROILO GIORGIO (L'ULIVO) in data 02/05/2007

Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00615 presentata da GIORGIO ROILO mercoledì 2 maggio 2007 nella seduta n.145 ROILO, GALARDI - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che: dal 1963 al 1992 l'ENEL, nella sua qualità di ente pubblico economico nazionale, ha finanziato una struttura per la ricerca dedicata al settore elettrico, sostenendo non solo le attività direttamente interessate nella produzione, trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica, ma tutti i settori dell'industria elettromeccanica italiana, nonché le università e gli altri centri di ricerca del Paese; a metà degli anni '90, erano impegnati nell'attività di ricerca circa 1.000 dipendenti organizzati in 5 centri interni ed altri 1.500 presso società di ricerca esterne controllate totalmente o in parte (CISE, CESI, ISMES e Conphoebus); in seguito alla riforma del settore elettrico attuata con il cosiddetto decreto Bersani (decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 - "Attuazione della direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica"), con una serie di operazioni societarie e attraverso politiche di riduzione del personale, l'ENEL ha praticamente tralasciato il settore della ricerca, mantenendo al suo interno solo una ridottissima struttura dedicata alla ricerca di interesse aziendale, facendo confluire tutto il rimanente personale (circa 1.000 persone) nel CESI, società partecipata, oltre che da ENEL, anche da TEMA e dalle principali utility elettriche e aziende elettromeccaniche italiane; lo stesso decreto Bersani ha istituito un Fondo per la ricerca di sistema (FdS) alimentato con un modesto prelievo sulla bolletta; tale fondo era destinato a finanziare sia l'attività di ricerca svolta da CESI tramite affidamento diretto, sia, in prospettiva, ricerche svolte da altri soggetti pubblici e privati attraverso l'emissione di bandi di gara, gestiti da un apposito comitato di esperti (CERSE) e finora mai attivati; dopo alcuni anni di finanziamento la Commissione europea ha segnalato che la modalità di assegnazione diretta dei fondi non era applicabile ad una società privata; di conseguenza, il 1° gennaio 2006 fu creata una nuova società non profit (CESI Ricerca S.p.A.), in cui sono confluiti 400 lavoratori di CESI ed alla quale sono state affidate le attività di ricerca. A completamento dell'operazione, nell'agosto del 2006, ENEA ha acquisito il 51% delle azioni di CESI Ricerca S.p.A., caratterizzandola così come soggetto "pubblico"; nel corso del primo semestre del 2006, il Ministero dello sviluppo economico (allora Ministero delle attività produttive) aveva, nel frattempo, emanato un primo decreto in cui si sanciva la possibilità di concludere accordi di programma con società di ricerca pubbliche o a partecipazione prevalentemente pubbliche, per lo svolgimento di attività di ricerca finanziate dal Fondo, e un successivo decreto che ufficializzava le attività da svolgere (piano CERSE) e il relativo finanziamento; alla luce di questi avvenimenti CESI Ricerca S.p.A. aveva avviato le proprie attività, grazie alla certezza dei finanziamenti: mancava solo la sigla da parte del Ministero dell'Accordo di programma che definisse le modalità operative per lo svolgimento delle attività; dopo molti mesi di attesa e molti rassicurazioni da parte del Ministero sull'imminenza della firma dell'Accordo di programma, a fine marzo CESI Ricerca S.p.A. ha presentato il proprio progetto di bilancio 2006, ma il mancato accordo causerà il fallimento della società; sono a rischio 400 posti di lavoro ed un ricco patrimonio di competenze e conoscenze scientifiche, che appartengono al Paese e dai quale si attende un contributo essenziale in questo momento di crisi energetica; CESI Ricerca S.p.A. infatti fornisce esperienza, conoscenza e capacità per far fronte ai problemi attuali legati al mondo dell'energia come la necessità della diversificazione energetica (il carbone pulito, l'idrogeno, il nuovo nucleare), le fonti alternative, la qualità e la sicurezza della infrastrutture elettriche, il modo di far fronte ai black out , ai dissesti idrogeologici, alle frequenti situazioni di siccità, alla salvaguardia dell'ambiente; il Fondo giace inutilizzato da mesi nelle casse dello Stato e l'azienda CESI Ricerca S.p.A. si è indebitata per tutta la gestione 2006; i lavoratori di CESI Ricerca S.p.A. chiedono che l'Accordo di programma per il 2006 venga firmato immediatamente per evitare l'ormai imminente fallimento, e che contestualmente venga definito un nuovo accordo per il 2007, che consenta di non ritrovarsi nella stessa situazione tra 12 mesi; in data 18 aprile 2007 il Ministero, con un comunicato stampa, ha affermato che "la sopravvivenza del CESI Ricerca S.p.A. non è in discussione" e che "le difficoltà che hanno finora impedito di firmare gli accordi di programma in materia di ricerca per il sistema elettrico, tra cui quello che riguarda il CESI Ricerca S.p.A., vengono da lontano, in quanto riguardano norme emanate durante la precedente legislatura che presentano aspetti non chiari tali da aver fatto sollevare dubbi giuridici sull'attuazione"; pertanto, il Ministero si è impegnato a risolvere i problemi di attuazione delle norme che prevedono il finanziamento di 35 milioni di euro per l'attività 2006 del CESI Ricerca S.p.A., si chiede di sapere quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di arrivare al più presto alla firma dell'Accordo di programma, evitando così il fallimento della società, garantendo la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali e delle qualificate professionalità della società, nonché il proseguimento delle fondamentali attività di ricerca. (3-00615)





 
Cronologia
venerdì 20 aprile
  • Politica, cultura e società
    Si svolge a Roma il Congresso della Margherita, che si conclude con la decisione di confluire nel Partito democratico.

mercoledì 2 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, in seconda lettura, la proposta di legge costituzionale Modifica all'articolo 27 della Costituzione, concernente l'abolizione della pena di morte (C.193-B), che sarà approvata definitivamente dal Senato il 25 settembre (legge costituzionale 2 ottobre 2007, n. 1).

sabato 5 maggio
  • Politica, cultura e società
    Gli aderenti alla mozione-Mussi del IV congresso dei DS decidono di uscire dal partito e fondano il nuovo movimento Sinistra Democratica.