Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00610 presentata da MANZIONE ROBERTO (L'ULIVO) in data 02/05/2007

Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00610 presentata da ROBERTO MANZIONE mercoledì 2 maggio 2007 nella seduta n.145 MANZIONE - Ai Ministri dell'interno e dei trasporti - Premesso che: nella risposta scritta all'interrogazione 4-00939, il Vice Ministro dell'interno ha sommariamente illustrato il punto 4.2 della scheda n. 1 del Programma nazionale di sicurezza deliberato dal Comitato interministeriale della sicurezza dei trasposti aerei e degli aeroporti. Si tratta di una disamina che riconosce ai soli diplomatici procedure di controllo particolari, dotate di un fondamento di diritto positivo riconducibile ad un trattato internazionale, mentre nessuna considerazione ricevono le ricorrenti rivendicazioni fondate su di un dato normativo che dovrebbe essere leggermente più vincolante per un Ministero della Repubblica italiana, cioè l'articolo 68, comma 2, della Costituzione; addurre, come fa nella citata risposta il vice ministro Minniti, il rischio che "di fatto, chiunque può, anche involontariamente, divenire veicolo per l'accesso di oggetti pericolosi all'interno delle aree sterili o a bordo di un velivolo" - per escludere anche solo la possibilità di contemplare procedure differenziate per l'accesso ai varchi da parte dei parlamentari - significa accampare in malam partem l'unico elemento di fatto, in una ricostruzione tutta segnata dalla scissione tra il mondo reale e le prescrizioni normative che governano la materia. Non è un segreto per nessuno - e men che mai lo dovrebbe essere per il Viminale - che la situazione degli accessi ai varchi aeroportuali di molti aeroporti è più quella descritta dall'interrogazione 4-02382 della XIV Legislatura ("persiste ancora la concreta possibilità di introduzione all'interno delle aerostazioni di qualsiasi oggetto, anche il più pericoloso, utilizzando i varchi di accesso dedicati a quanti, come per esempio i Parlamentari, i diplomatici, gli addetti d'ambasciata, i dignitari, gli operatori, le Personalità ecclesiastiche, eccetera possono sottrarsi ai controlli non solo personali ma anche dei bagagli a mano") che quella irenicamente desumibile dal Programma nazionale di sicurezza, ai sensi del quale in Italia si verserebbe in una situazione di rigore assoluto che escluderebbe ogni trattamento di favore; nemmeno merita considerazione l'assolutamente irrealistica affermazione secondo cui "l'autorità di polizia o doganale che opera in ambito aeroportuale viene sottoposta allo screening": non soltanto l'esistenza di servizi di accoglienza "sottobordo" è di tutta evidenza per chi frequenta le stazioni aeroportuali, ma non si spiega altrimenti la proliferazione di distintivi di corpi amministrativi dello Stato (si veda, a mero titolo di esempio, il distintivo di appartenenza al Corpo prefettizio, di cui al decreto ministeriale 15 luglio 2004) esibiti in circostanze che sarebbe arduo ricondurre all'esercizio della pubblica funzione, a meno di non volerne ravvisare l'esistenza in un'accezione ampia che copra l'attività in itinere ; raggiunge infine il massimo del virtuosismo platonico l'affermazione del Vice Ministro, secondo cui il passeggero potrebbe rifiutarsi di sottoporsi a procedure effettuate da operatore privato, avendo il diritto di richiedere che "alle stesse proceda la Polizia di Stato e, se necessario ai fini della privacy , che ciò avvenga in apposita area riservata, presente su ogni scalo". Non è soltanto questione dell'inevitabile riflesso della vicenda sulla tempistica dell'imbarco, e sull'inevitabile pericolo che la stessa partenza sia a rischio per chi voglia far valere quello che resta un diritto, anche se nei fatti reso inattuabile. Vi è una più sostanziale questione, che la risposta del Vice Ministro elude sottovalutando le delicatissime problematiche connesse all'esercizio delle pubbliche potestà da parte di privati. Richiamare regolamentazioni rimaste assolutamente sulla carta - quando da tutti è visibile come tali attività siano condotte solo formalmente sotto la vigilanza dell'ufficio della Polizia di Stato presso lo scalo aereo - significa ignorare i sostanziosi quesiti da tempo sollevati in dottrina (si veda M. Comenale Pinto, "I profili di security e le interrelazioni con le normative di safety ", relazione tenuta al Convegno organizzato dal Dipartimento giuridico delle istituzioni nazionali ed europee dell'Università di Milano-Bicocca su «La Sicurezza negli aeroporti. Problematiche giuridiche ed interdisciplinari», Milano, 22 aprile 2004, in "Sicurezza negli aeroporti (La)", Giuffré, 2005) per quanto concerne la responsabilità (anche per gli abusi nell'attività di security pre-volo) a fronte di un'attività di sicurezza che sia espletata su basi imprenditoriali, dal gestore aeroportuale, o da un soggetto che operi per suo conto, ovvero da un soggetto che operi per conto del vettore; considerato che: nella XIV Legislatura fu merito del Ministro dell'interno Pisanu non mostrarsi prono alle burocrazie ministeriali, cogliendo la profonda problematicità della materia: nella lettera al presidente Pera - citata nell'interrogazione 4-00939 - il predecessore del ministro Amato riconosceva che "in relazione all'obiettiva esigenza di un trattamento differenziato per motivi inerenti all'incarico parlamentare (...) si potrebbe pensare all'attivazione di varchi dedicati"; nella medesima circostanza, il ministro Pisanu aveva onestamente riconosciuto che gli ambiti di esenzione previsti dalla normativa europea per soggetti istituzionali non solo sono possibili, ma sono stati positivamente riconosciuti in Germania dove sono stati esentati "dai controlli, tra gli altri, il Presidente del Parlamento, i Capigruppo parlamentari ed i Presidenti dei Parlamenti dei Lander"; saper divisare un ruolo propulsivo dell'amministrazione rappresenta il proprium del responsabile politico, compito che il vice ministro Minniti manca in assoluto, limitandosi a reiterare argomentazioni speciose, inidonee ad affrontare il delicato profilo di contenzioso tra i poteri dello Stato virtualmente apertosi dopo le sentenze della Corte costituzionale n. 58 del 30 gennaio 2004 e la sentenza della Corte di cassazione 9 febbraio-9 marzo 2004, n. 10773, si chiede di sapere se tra i componenti del Comitato interministeriale della sicurezza dei trasposti aerei e degli aeroporti ve ne sia qualcuno disposto non solo a descrivere l'esistente Programma nazionale di sicurezza, ma anche ad esercitare il ruolo della politica nella produzione del diritto: esso dovrebbe essere quello di governare il mondo reale, selezionando le esigenze meritevoli di tutela, invece di emanare proclami inapplicabili che lasciano poi ampio margine ai favoritismi del caso per caso. (3-00610)

 
Cronologia
venerdì 20 aprile
  • Politica, cultura e società
    Si svolge a Roma il Congresso della Margherita, che si conclude con la decisione di confluire nel Partito democratico.

mercoledì 2 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, in seconda lettura, la proposta di legge costituzionale Modifica all'articolo 27 della Costituzione, concernente l'abolizione della pena di morte (C.193-B), che sarà approvata definitivamente dal Senato il 25 settembre (legge costituzionale 2 ottobre 2007, n. 1).

sabato 5 maggio
  • Politica, cultura e società
    Gli aderenti alla mozione-Mussi del IV congresso dei DS decidono di uscire dal partito e fondano il nuovo movimento Sinistra Democratica.