Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00163 presentata da FABRIS MAURO (POPOLARI-UDEUR) in data 17/05/2007
Atto Camera Mozione 1-00163 presentata da MAURO FABRIS giovedì 17 maggio 2007 nella seduta n.159 La Camera, premesso che: in data 7 maggio 2007 il Ministro del Lavoro, l'Onorevole Cesare Damiano, ha confermato che l'entità del cosiddetto «tesoretto», ovverosia dell'intero ammontare dell'extragettito derivante dalla crescita delle entrate tributarie della pubblica amministrazione nel 2006 rispetto al 2005, è pari a 10 miliardi di euro e, in particolare, ha dichiarato che di tali risorse saranno utilizzato 7,5 miliardi di euro per la riduzione del deficit pubblico e 2,5 miliardi di euro per lo stato sociale; durante lo svolgimento dell'«Indagine conoscitiva sulle condizioni sociali delle famiglie in Italia» presso la XII Commissione «Affari Sociali» della Camera dei deputati e, segnatamente, in occasione dell'audizione del Presidente dell'Istituto nazionale di statistica, il Prof. Luigi Biggeri, è emerso che il numero delle famiglie e di persone relativamente povere, individuate sulla base di un valore convenzionale del livello di spesa per consumi, si è modificato poco negli ultimi otto anni; in termini generali è stato rilevato come la povertà relativa sia concentrata nel Mezzogiorno, nelle famiglie con un elevato numero di componenti, con figli minori, tra gli anziani soli, nelle famiglie con disoccupati; attualmente è possibile individuare almeno quattro gruppi caratteristici di famiglie povere nel nostro Paese: le coppie anziane (circa il 33 per cento del totale delle famiglie povere), le donne anziane sole (circa il 20 per cento), le famiglie con persone in cerca di occupazione nel Mezzogiorno (circa l'8 per cento) e le famiglie con lavoratori a basso profilo professionale (quasi il 40 per cento); il disagio economico si traduce anche in una situazione di privazione materiale e di insicurezza; si stima che le famiglie che riscontrano difficoltà nel consumare un pasto adeguato ogni due giorni siano il 7,5 per cento e che quelle che trovano difficoltà per arrivare a fine mese con il reddito conseguito o che non riescono a far fronte ad una spesa imprevista di mille euro siano in entrambi i casi il 30 per cento; tra le famiglie in condizioni economiche meno favorite vi sono quelle dei giovani che hanno prevalentemente redditi da lavoro autonomo, le famiglie numerose e quelle residenti nel Mezzogiorno; una nuova fonte statistica, i Conti pubblici territoriali elaborati nell'ambito del Sistema statistico nazionale, consente oggi di analizzare nel dettaglio i divari di spesa per interventi e servizi sociali a livello regionale, ed ha evidenziato come, a fronte di un valore medio per abitante di poco superiore a 3 mila euro annui, permangano ampi divari territoriali di spesa sociale, con valori maggiori nelle regioni centro-settentrionali e minori in quelle meridionali; le differenza di spesa sociale per abitante tra la regione che spende di più e quella che spende di meno è pari a quasi 2 mila euro annui; il reddito pro capite è fortemente associato con questa spesa sociale e sono le regioni più ricche a spendere di più per queste funzioni, indicando che la spesa sociale ha solo modeste funzioni di riequilibrio dei divari fra le regioni; la spesa sociale dovrebbe invece svolgere una funzione di perequazione delle differenze in termini di dotazione di servizi tra i territori, operando in particolare una redistribuzione delle risorse in base ai rischi specifici dei diversi comparti quali la povertà, le condizioni di salute per la sanità, il disagio per l'assistenza sociale e l'investimento in capitale umano per l'istruzione; considerato che: in Italia solo il 3,8 per cento della spesa sociale è destinato alla famiglia, contro una media europea dell'8,2 per cento: una percentuale modesta che appare davvero risibile se paragonata alle quote, pari al 10 per cento, dei Paesi del Nord Europa e della Francia, senza contare che la spesa media nell'Unione europea per la famiglia è pari al 2 per cento del prodotto interno lordo, mentre in Italia è solo l'1 per cento: impegna il Governo ad indirizzare le politiche di welfare attribuendo maggiore priorità agli interventi a favore della famiglia, destinando a tal fine il 25 per cento dell'intero ammontare dell'extragettito derivante dalla crescita delle entrate tributarie della pubblica amministrazione nel 2006 rispetto al 2005, ovvero 2,5 miliardi di euro attualmente destinati allo stato sociale, per agevolare dal punto di vista economico, fiscale e sociale le famiglie italiane, con particolare riguardo a quelle che versano in condizioni di gravi difficoltà finanziarie; ad intervenire predisponendo azioni di sostegno alla genitorialità, attraverso l'implementazione di un sistema di servizi tesi ad incrementare la natalità potenziando i servizi educativi per la prima e primissima infanzia in tutto il territorio nazionale; a promuovere politiche per la casa a favore di tutte le famiglie ed in particolare delle giovani coppie che intendano soddisfare il desiderio di formazione di nuove famiglie attraverso la soppressione dell'ICI sulla prima casa; a rimodulare il sistema fiscale e redistributivo in funzione del quoziente familiare; a sostenere le famiglie con a carico persone anziane non autosufficienti o figli portatori di handicap con la modifica della normativa vigente, introducendo a tal fine nuove norme in materia di prepensionamento anticipato nel senso più favorevole per i genitori; ad agevolare le famiglie nell'accudimento dei figli, attraverso una riorganizzazione del mercato del lavoro che consenta percorsi lavorativi più flessibili al fine di promuovere concrete politiche di conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare; a potenziare le politiche a favore delle famiglie che, indipendentemente dalla loro condizione economica, si dimostrino disponibili ad accogliere e adottare bambini senza famiglia. (1-00163) «Fabris, Rossi Gasparrini, Cioffi, Satta, Del Mese, Giuditta, Rocco Pignataro, Affronti, Adenti, Picano, D'Elpidio, Capotosti, Morrone, Li Causi».