Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00200 presentata da FUGATTI MAURIZIO (LEGA NORD PADANIA) in data 11/06/2007
Atto Camera Risoluzione in Commissione 7-00200 presentata da MAURIZIO FUGATTI lunedì 11 giugno 2007 nella seduta n.167 La Commissione VI, premesso che: l'articolo 1, comma 14, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, stabilisce che «fino alla elaborazione e revisione degli studi di settore previsti dall'articolo 62- bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, e successive modificazioni, che tengono conto degli indicatori di coerenza di cui al comma 2 dell'articolo 10- bis della legge 8 maggio 1998, n. 146, introdotto dal comma 13, con effetto dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2006, ai sensi dell'articolo 1 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1999, n. 195, si tiene altresì conto di specifici indicatori di normalità economica, di significativa rilevanza, idonei alla individuazione di cavi, compensi e corrispettivi fondatamente attribuibili al contribuente in relazione alle caratteristiche e alle condizioni di esercizio della specifica attività svolta. Ai fini della relativa approvazione non si applica la disposizione di cui all'articolo 10, comma 7, secondo periodo, della legge 8 maggio 1998, n. 146. Si applicano le disposizioni di cui al comma 4- bis dell'articolo 10 della medesima legge»; i nuovi indicatori di normalità economica sono transitori e non sono assolutamente rappresentativi delle circa duemila tipologie di imprese cui gli studi fanno riferimento; l'applicazione dei nuovi criteri spingerà numerose piccole e medie imprese, finora in regola con gli studi di settore, fuori dai parametri di congruità. Come esposto anche da autorevoli rappresentanti di categoria, gli incrementi dei ricavi medi che scaturiscono dalle elaborazioni risultano spropositati rispetto alla reale attività aziendale. Una quota compresa tra il 40 e il 70 per cento delle piccole imprese risulterebbe incoerente agli studi di settore; l'aumento della soglia di congruità potrebbe addirittura provocare una diminuzione del gettito, per la riduzione dell'adempimento spontaneo da parte dei contribuenti, visto l'importante esborso chiesto ai contribuenti che sforano i parametri; questo «regime transitorio» penalizza, in misura variabile, tutti i settori, con punte di crescita dell'indice di congruità nel settore artigianale, immobiliare ed edilizio; la circolare 31 del 22 maggio 2007 chiarisce alcuni problemi tecnici, ma lascia aperta la questione fondamentale della gestione del contraddittorio da parte degli uffici locali dell'Agenzia delle entrate; i rischi sono quelli di avere difformità di comportamenti all'interno del territorio nazionale e di lasciare una discrezionalità eccessiva in capo ai singoli uffici; il contribuente di Milano rischia così di essere trattato in maniera diversa rispetto a quello di Verona o a quello di Roma; le maggiori imposte, assolutamente non previste all'inizio del 2007, che dovranno versare i contribuenti che risultano non coerenti ai nuovi parametri, rischiano di mettere in crisi l'attività stessa di questi piccoli imprenditori e artigiani e, a testimonianza del livello di esasperazione raggiunto, alcune associazioni di categoria stanno valutando iniziative provocatorie come l'indicazione ai propri associati di non adeguarsi agli studi e l'assistenza gratuita durante il contenzioso con l'amministrazione finanziaria; impegna il Governo a valutare con urgenza l'opportunità di applicare, per le dichiarazioni 2007, i predetti indici di normalità economica in maniera graduale, in attesa della revisione prevista dal comma 13 dell'articolo 1 della legge finanziaria per il 2007. (7-00200) «Fugatti, Leo, Garavaglia, Goisis, Salerno, Maroni, Cota, Gibelli, Alessandri, Allasia, Bodega, Bricolo, Brigandì, Caparini, Dussin, Fava, Filippi, Giancarlo Giorgetti, Grimoldi, Montani, Pini, Stucchi».