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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00199 presentata da D'ONOFRIO FRANCESCO (UNIONE DEI DEMOCRATICICRISTIANI E DI CENTRO (UDC)) in data 13/06/2007

Atto Senato Interpellanza 2-00199 presentata da FRANCESCO D'ONOFRIO mercoledì 13 giugno 2007 nella seduta n.166 D'ONOFRIO, MANINETTI, BACCINI, BUTTIGLIONE, CICCANTI, DE POLI, EUFEMI, FANTOLA, FORTE, LIBE', MAFFIOLI, MANNINO, MARCONI, MONACELLI, NARO, PIONATI, POLI, RUGGERI, TREMATERRA, ZANOLETTI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che: la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007), ha previsto una disciplina transitoria degli studi di settore, in attesa di una loro revisione complessiva, introducendo specifici indici di coerenza di normalità economica e prevedendone l'applicazione al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2006; tali modifiche hanno sollevato una serie di gravi problemi sia per i contribuenti interessati, lavoratori autonomi e piccole e medie imprese, sia per i professionisti in sede di dichiarazione dei redditi; in particolare, come si può diffusamente leggere sugli organi di stampa dell'ultimo periodo, viene da più parti denunciata l'assoluta mancanza di aderenza alla situazione reale del Paese degli indici di normalità economica, visto che quasi il 70% delle imprese non rientra nei parametri fissati dagli studi di settore, che prevedono aumenti dei ricavi medi del tutto spropositati; a ciò si aggiunga che la norma ha effetto retroattivo e vale per tutto il periodo d'imposta del 2006, cosa che aggrava ulteriormente la situazione, e che dal punto di vista giuridico non appare ammissibile trattandosi di materia tributaria; la legge finanziaria per il 2007 prevede, inoltre, l'accertamento automatico della dichiarazione derivante dal semplice scostamento della dichiarazione del contribuente rispetto alle elaborazioni del software Gerico; a testimonianza della mancanza di chiarezza e della gravità della situazione si sono succedute a distanza di breve periodo una serie di circolari interpretative dell'Agenzia delle entrate, che non hanno risolto i problemi e, semmai, hanno contribuito a creare confusione e incertezza; l'aggravarsi della situazione, e il crescente coro di proteste ha indotto lo stesso vice ministro Visco a fornire alcuni chiarimenti sulla questione, precisando, in particolare, la natura sperimentale degli attuali indici, con la possibilità per il contribuente di scegliere se adeguarsi o meno e con la possibilità di applicare i futuri indici revisionati; il Ministro ha altresì annunciato nuove indicazioni e ulteriori criteri per determinare la marginalità delle imprese; i chiarimenti, per quanto opportuni, non sono sufficienti, essendo necessario intervenire sul piano legislativo al fine di eliminare ogni dubbio e di evitare conseguenze nefaste su un ampio settore produttivo con ripercussioni negative sull'intero sistema economico, soprattutto in una fase di timida ripresa economica; considerato che, alla luce di quanto esposto, occorrerebbe sospendere l'applicazione di quanto previsto nella legge finanziaria per il 2007, ed avviare immediatamente una revisione seria degli studi di settore, aprendo un tavolo di confronto con le categorie interessate, al fine di pervenire ad una definizione condivisa di uno strumento così importante, che deve servire ad instaurare un corretto rapporto tra fisco e contribuente, e non a vessare il mondo del lavoro autonomo e delle piccole e medie imprese con l'applicazione di indici abnormi al solo scopo di fare cassa, si chiede di sapere quali opportune iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di porre rimedio alla situazione esposta in premessa, evitando che l'applicazione degli indici di normalità economica di cui all'art. 1, comma 14, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, la cui entità è assolutamente lontana dalla situazione economica reale del Paese, metta in grande difficoltà il lavoro autonomo e la stragrande maggioranza delle piccole e medie imprese. (2-00199 p. a. )





 
Cronologia
sabato 9 giugno
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martedì 26 giugno
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    Tony Blair, Primo ministro della Gran Bretagna dal 1997 al 2007, lascia definitivamente il suo incarico al laburista Gordon Brown, già Cancelliere dello scacchiere del Regno Unito.