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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00605 presentata da CIRIELLI EDMONDO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 14/06/2007

Atto Camera Interpellanza 2-00605 presentata da EDMONDO CIRIELLI giovedì 14 giugno 2007 nella seduta n.170 Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, per sapere - premesso che: il Numero Unico per le Emergenze europeo è stato istituito nel 1991 attraverso la disposizione della Comunità Europea 91/396/Cee; il NUE è un servizio che si pone come obiettivo la realizzazione di un sistema integrato e coordinato di gestione delle risposte alle chiamate di emergenza e dei relativi interventi, fondato sulla sola numerazione 112, valido su tutto il territorio dell'Unione europea; il servizio doveva essere sperimentato nell'anno 2006 ed avrebbe dovuto trovare concreta attuazione a partire dall'anno 2007; il 4 agosto 2003, attraverso un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, fu disposta la creazione del gruppo di lavoro interministeriale per l'istituzione del numero unico europeo di emergenza presso il Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri; tale gruppo avrebbe avuto lo scopo di definire ed approvare lo studio di fattibilità del progetto ed il manuale operativo di gestione dei centri di risposta pubblici alle chiamate di emergenza; con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 30 giugno 2005, fu disposta la creazione di un'«Unità tecnico-operativa per l'istituzione del numero unico»; secondo quanto si evince dall'articolo pubblicato dal quotidiano Il Sole 24 ore , «... i due gruppi di lavoro interministeriali - spiega Settimio Vinti ex coordinatore del gruppo di lavoro interministeriale per il progetto e la realizzazione in Italia del 112 europeo - hanno redatto lo studio di fattibilità e il manuale operativo per il personale. Hanno anche definito molti dei protocolli tecnici con gli operatori di telefonia fissa e mobile e quelli di ingaggio dell'emergenza seguiti dalle forze competenti ...»; il servizio, in fase di sperimentazione, era stato previsto, in un primo momento, per le province di Salerno, Palermo e Catanzaro ma è stato inopinatamente sospeso nonostante la stessa sperimentazione fosse già in fase avanzata; secondo quanto affermato da Settimio Vinti nell'articolo citato, sembra che a maggio-giugno del 2006 fosse tutto pronto «... per partire con la prima sperimentazione ma con il cambio di Governo le strutture del progetto sono decadute e non sono più state costituite ...» causando così un forte ritardo per il completamento definitivo del progetto; il progetto era già stato finanziato dal CIPE nel 2003 con 9,7 milioni di euro che non sono mai stati utilizzati anche a causa della cancellazione della sperimentazione della città di Salerno che prevedeva l'istituzione di una centrale unica di primo livello che sovrintendeva alle attuali in servizio; da quanto affermato dal nuovo Capo del Dipartimento Innovazione Tecnologica della Presidenza del Consiglio dei ministri, infatti, il progetto sul numero unico di emergenza, sembrerebbe sia stato profondamente modificato rispetto alla originaria impostazione; il progetto sviluppato dal gruppo di lavoro interministeriale costituitosi nel 2003 prevedeva la riorganizzazione di tutto il sistema per la gestione delle emergenze creando un'unica centrale operativa interforze su base provinciale la quale, una volta ricevuta la chiamata avrebbe deciso le risorse da impiegare e poi gestito l'emergenza; il progetto nuovo prevede, invece, soltanto la riqualificazione delle centrali già esistenti; secondo quanto si evince dal predetto articolo di stampa, a causa del forte ritardo accumulato dall'Italia rispetto agli altri Paesi europei per attuare il progetto del NUE, la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione con atto di costituzione in mora per la non disponibilità delle informazioni di localizzazione del chiamante alle autorità di emergenza; ancora oggi le autorità incaricate dei servizi di soccorso non sono in grado di reperire le informazioni relative all'ubicazione di chi chiama i numeri di emergenza attualmente attivi e ciò pone in serio rischio la vita di quanti, per cause di semicoscienza, non riescono tempestivamente a comunicare la loro posizione sul territorio nel momento del bisogno; tutto ciò nonostante il Parlamento europeo, attraverso la direttiva «servizio universale», precisamente la 2002/22/CE, all'articolo 26, paragrafo 3, abbia disposto di provvedere «... affinché per ogni chiamata al numero unico di emergenza europeo, le imprese esercenti reti telefoniche mettano a disposizione delle autorità incaricate dei servizi di soccorso le informazioni relative alla ubicazione del chiamante ...» -: quali siano le motivazioni che hanno determinato la decisione da parte del Governo di bloccare la sperimentazione nelle province di Salerno, Palermo e Catanzaro; se ritenga opportuna e funzionale la scelta di modificare il progetto in itinere e di adottare una soluzione alternativa per quanto concerne la creazione del NUE, scelta che ha già causato notevole ritardo per il definitivo completamento dello stesso progetto, ampiamente finanziato dal CIPE, e che ha vanificato l'enorme lavoro sviluppato dal gruppo di lavoro interministeriale creato con decreto del Presidente della Repubblica 4 agosto 2003; quali iniziative di propria competenza intenda adottare per dare avvio nuovamente alla sperimentazione del NUE nelle predette province; se ritenga opportuno attivare ogni iniziativa di propria competenza volta a soddisfare, in primo luogo, la direttiva della Comunità eEuropea 2002/22/CE citata in premessa per far sì che le autorità incaricate dei servizi di soccorso possano reperire in tempo reale i dati di coloro che chiamano e che, per motivi vari, risultano impossibilitati a comunicare la loro posizione nel momento del bisogno. (2-00605)«Cirielli».

 
Cronologia
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