Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00012 presentata da CUSUMANO STEFANO (MISTO - POPOLARI UDEUR) in data 20/06/2007
Atto Senato Risoluzione in Commissione 7-00012 presentata da STEFANO CUSUMANO mercoledì 20 giugno 2007 nella seduta n.087 La 9a Commissione permanente del Senato, esaminato, ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento, l'atto comunitario n. 9, relativo alla proposta di riforma del mercato vitivinicolo europeo, premesso che: la Commissione europea ha inoltrato al Consiglio e al Parlamento europeo, lo scorso giugno, una Comunicazione relativa ad una riforma complessiva dell'OCM vino sulla quale la Commissione agricoltura del Senato ha svolto un ampio dibattito anche a seguito delle audizioni del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, dei parlamentari membri della Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento europeo, delle organizzazioni professionali agricole e delle realtà associative e imprenditoriali coinvolte dalla riforma in esame; nel documento presentato dalla Commissione europea sono contenute una serie di misure ritenute rilevanti al fine di affrontare le difficoltà del settore vitivinicolo, dovute, secondo la Commissione europea, ad una serie di fattori tra cui la diminuzione costante dei consumi, avvenuta, tra l'altro, in una fase di stasi nelle esportazioni, peraltro accompagnata da un contestuale incremento delle importazioni e da una crescente sovrapproduzione negli ultimi anni; la riforma in esame, inoltre, consentirà ai produttori, secondo la Commissione europea, di raggiungere in tempi rapidi un maggiore grado di competitività per affrontare le sfide legate alla globalizzazione dei mercati; la proposta della Commissione europea può essere presa in considerazione solo se inquadrata come misura accessoria nel quadro di una strategia complessiva volta a potenziare la competitività del settore vitivinicolo europeo nel mondo, attraverso delle misure tese a riequilibrare la domanda e l'offerta; e che risulta pertanto contraddittoria la proposta della stessa Commissione di consentire la trasformazione in vino di mosti importati in Europa da Paesi terzi; considerato inoltre che: il settore vitivinicolo ha registrato, negli ultimi anni, a livello europeo, una produzione annuale media di 178 milioni di ettolitri, con un valore complessivo di circa 16 miliardi di euro; nella classifica dei produttori europei l'Italia è seconda subito dopo la Francia, mentre l'Unione europea, da un punto di vista commerciale, attualmente esporta i suoi vini per un valore complessivo di 15 miliardi di euro; a livello occupazionale le imprese europee del settore vitivinicolo impiegano più di un milione e mezzo di lavoratori a tempo pieno e che l'Italia rappresenta più di un terzo di tutti i lavoratori, impiegati nel comparto negli altri paesi dell'Unione europea; la produzione vitivinicola europea è caratterizzata per circa un 40 per cento dai cosiddetti vini da tavola e per circa un 60 per cento da vini di qualità prodotti in determinate aree e tutelati da specifici marchi; il settore della viticoltura rappresenta una importante realtà per lo sviluppo economico delle aree interessate grazie anche alla promozione del turismo e in ragione del valore tradizionale che la coltivazione delle viti riveste in molte aree rurali; rilevato inoltre che: il Parlamento europeo ha approvato, lo scorso 15 febbraio, una risoluzione in cui veniva giudicato inadeguato e privo di giustificazione il programma di estirpazione dei vigneti e di liberalizzazione integrale dei diritti di impianto proposto dalla Commissione europea; in tale risoluzione, inoltre, veniva espresso un orientamento negativo al trasferimento degli stanziamenti dal primo al secondo pilastro, rilevando che il complesso delle misure avanzate dalla Commissione rischia di penalizzare la diversità dei vini europei; ribadito che: va in ogni caso assicurato il mantenimento delle risorse finanziarie destinate al settore, lasciando intatto l'ammontare degli stanziamenti per ciascun Paese, valutando positivamente l'introduzione di un "envelope" nazionale, da utilizzare per misure di promozione e di rafforzamento della competitività delle imprese del settore, alla luce anche delle normative sugli aiuti di Stato; impegna il Governo: a difendere e possibilmente a incrementare il budget complessivo destinato al settore, anche al fine di indirizzare parte delle risorse alle attività di riconversione delle zone di produzione meno competitive; a valutare attentamente l'ipotesi di trasferimento delle risorse del settore vitivinicolo dal primo al secondo pilastro, sostenendo la necessità di procedere, come avvenuto già per altri settori, all'assegnazione delle relative risorse sulla base del criterio storico per evitare che il recente ingresso di nuovi Paesi, a forte vocazione agricola, nell'Unione europea, possa pregiudicare la disponibilità delle risorse per il comparto, producendo degli effetti negativi sull'intero settore vitivinicolo nazionale; ad operare, a livello comunitario anche attraverso il ricorso ad una serie di alleanze strategiche con altri Paesi dell'Unione europea per addivenire all'adozione, nell'ambito di tale riforma, come già avvenuto proficuamente con le alleanze siglate nell'ambito della riforma dell'OCM ortofrutta con i Paesi dell'area mediterranea, di misure che salvaguardino e tutelino le peculiarità e le tipicità che contraddistinguono da sempre il patrimonio vitivinicolo italiano; ad esprimere un orientamento contrario alla proposta della Commissione europea di procedere alla estirpazione di 400.000 ettari di vigneto, per i gravi danni che tale intervento produrrebbe sull'agricoltura nazionale e in considerazione dell'attuale tendenza che vede gli altri paesi extraeuropei predisporre dei nuovi impianti; e, in ogni caso, a operare perché siano fissati criteri di estirpazione che non penalizzino i Paesi con maggiore potenziale produttivo, prevedendo la possibilità, per gli Stati, in applicazione del principio di sussidiarietà, di limitare in alcuni casi l'accesso ai premi di estirpazione e comunque di individuare le aree per le estirpazioni, al fine di difendere anche le aree più marginali di collina e di montagna, dato il forte rilievo economico e ambientale delle produzioni vitate; a prevedere un'adeguata opera di ristrutturazione degli impianti dei vigneti stessi e a sostenere delle campagne di promozione commerciale che consentano l'aumento dei consumi e la diffusione del vino europeo in mercati diversi da quello comunitario; ad applicare, in maniera graduale, il processo di liberalizzazione degli impianti prevedendo, in ogni caso, che l'avvio di tale procedura non avvenga prima del 2013; a prevedere delle forme di aiuto diretto ai viticoltori, che consentano la ristrutturazione degli impianti e il potenziamento delle proprie aziende per aumentarne il grado di competitività sul mercato globale, individuando una serie di risorse adeguate da destinare per il superamento e la gestione delle crisi di mercato così come già previsto anche nella riforma dell'OCM ortofrutta; a configurare la distillazione come distillazione di soccorso (solo in particolari circostanze climatiche o ambientali), mantenendo al contempo la distillazione dei sottoprodotti; a valutare con attenzione le problematiche legate allo zuccheraggio, sostenendo la proposta di divieto dell'utilizzo di zucchero per aumentare il grado alcolico del vino; a mantenere il divieto di vinificare mosti di importazione; a difendere con forza, in tutte le sedi, il sistema di etichettatura e delle denominazioni d'origine dei vini per tutelare non solamente il consumatore, ma anche il produttore; a questo proposito, si segnala la necessità di agire, anche attraverso degli accordi in sede comunitaria, per garantire, nel corso dei negoziati WTO la difesa delle peculiarità e delle tipicità dei vini nazionali; a prevedere un sistema adeguato di etichettatura volto a garantire la rintracciabilità del prodotto, evitando, inoltre, l'indicazione per i vini da tavola, nell'etichetta, del vitigno di provenienza e dell'annata; a sostenere, infine, con tutte le strumentazioni necessarie, le esportazioni, favorendo la presenza dei prodotti nazionali nei mercati internazionali, in considerazione del recente considerevole aumento delle esportazioni dei vini italiani sui mercati esteri che costituiscono uno strumento di valorizzazione e promozione del made in Italy all'estero. (7-00012) CUSUMANO