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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00236 presentata da COMPAGNON ANGELO (UDC (UNIONE DEI DEMOCRATICI CRISTIANI E DEI DEMOCRATICI DI CENTRO)) in data 04/07/2007

Atto Camera Risoluzione in Commissione 7-00236 presentata da ANGELO COMPAGNON mercoledì 4 luglio 2007 nella seduta n.183 La XI Commissione, premesso che: la situazione delle casse previdenziali integrative del personale militare è stata più volte oggetto di esame in sede parlamentare senza che siano state individuate e definite le opportune modifiche normative a fronte di problematiche molto serie, che generano forti dubbi sull'idoneità di tali istituti a raggiungere risultati soddisfacenti per la generalità degli aventi titolo; alle casse in argomento sono obbligatoriamente iscritti tutti i militari in servizio permanente, così sostanziandosi una condizione di unicità nel panorama del pubblico impiego, peraltro contrastante con l'impianto generale del sistema pensionistico disciplinato dalla legge 335 del 1995 (complesso normativo che ebbe ad introdurre nell'ordinamento principi fondamentali di riforma economico-sociale su un argomento contemplato dall'articolo 38 della Costituzione) che prevede per ogni lavoratore un solo sistema pensionistico obbligatorio, mentre sancisce in modo inequivocabile la volontarietà circa la partecipazione a qualsiasi forma di previdenza ulteriore; il vincolo di iscrizione ovviamente impone una contribuzione aggiuntiva che va a ridurre le già marginali possibilità date dalle retribuzioni dei militari di aderire alle forme di previdenza complementare, comprese quelle di categoria che si auspica vengano al più presto attivate mediante, come previsto, la procedura della concertazione in relazione alla quale l'esistenza delle casse concretizza un evidente ostacolo, così contribuendo ad impedire l'avvio di quegli istituti che il legislatore ha voluto introdurre quali mezzi idonei a lenire l'inevitabile riduzione dei trattamenti di quiescenza che saranno attribuiti secondo il metodo contributivo definito dalla citata legge 335 del 1995; quand'anche si volesse sorvolare sulla disparità di trattamento cui è soggetto il personale militare, le casse non si prefigurano, comunque, idonee a garantire, ancorché parzialmente ma in ogni modo adeguato, il futuro decremento delle pensioni in quanto: a) operano in regime di ripartizione, con prestazioni legate a parametri prestabiliti che le dinamiche stipendiali prevedibili fanno ritenere che saranno sostanzialmente equivalenti all'insieme dei contributi versati; b) per quanto i dati di bilancio non pongano in dubbio la loro capacità di corrispondere le prestazioni a coloro che ne matureranno o il diritto nel breve periodo, la diminuzione degli arruolamenti, a fronte di esodi di consistenza numerica per lungo tempo sicuramente costante, ne eroderà le riserve, con sicuri problemi per il medio ed il lungo periodo; la Cassa ufficiali dell'Esercito e dell'Arma dei Carabinieri presenta problematiche aggiuntive rispetto alle altre casse in quanto, rispetto a queste, prevede due prestazioni (indennità supplementare di fine servizio e assegno speciale) in luogo di una (la sola indennità supplementare), nonché una doppia contribuzione a carico dell'ufficiale, complessivamente pari al 4 per cento sull'80 per cento dello stipendio; l'indennità supplementare viene liquidata agli ufficiali dell'Esercito e dei Carabinieri calcolando la base del 2 per cento dell'ultimo stipendio per gli anni di servizio, ovvero sulla metà del dato contributivo, mentre l'assegno speciale spettante dopo 8 anni dal congedo, anche qualora venisse corrisposto per un lungo periodo, è di entità così modesta che non può certo costituire la remunerazione della rimanente metà della contribuzione, che in ogni caso, viene solo parzialmente recuperata; il trattamento chiaramente sfavorevole è, per questi ufficiali, il frutto di una modifica normativa, che ha previsto l'incremento della contribuzione e l'invarianza dei parametri di calcolo delle prestazioni, introdotta nel 1996 a fronte di una difficile situazione di bilancio della cassa, che pure aveva correttamente elargito le prestazioni non avendo il legislatore introdotto i necessari correttivi per evitare gli effetti di un forte incremento stipendiale verificatosi in pochi anni, che determinava la corresponsione di indennità quantitativamente elevate rispetto alla complessiva modestia dei contributi versati; la situazione delle casse militari è stata costantemente oggetto di critica della Corte dei Conti, in sede di relazione al Parlamento sulle annuali verifiche di bilancio di tali istituti, che ha in essi ravvisato tratti di anacronismo e di minor rispondenza alle finalità originariamente poste dal legislatore; il trattamento di quiescenza dei militari è argomento della massima importanza, che Parlamento e Governo devono affrontare con attenzione assoluta affinché, garantendo tutti i diritti acquisiti, non sia in alcun modo trascurata ogni possibilità di miglioramento e di razionalizzazione per garantire ad una categoria di cittadini particolarmente e proficuamente impegnati nell'adempimento di alti ed onerosi doveri istituzionali la tranquillità e la certezza del futuro, impegna il Governo ad affrontare con ogni urgenza la delicata problematica, individuando rapidamente soluzioni che superino ogni difficoltà e resistenza, garantendo i diritti acquisiti, reperendo le necessarie coperture finanziarie anche tenendo conto dei patrimoni comunque cospicui delle casse, in vista della definizione di ogni iniziativa che risolva l'attuale, insoddisfacente situazione delle casse militari, al fine di assicurare a tutto il personale delle forze annate un consono trattamento pensionistico integrativo, in lirica con le legittime aspettative dei militari e coerente con il quadro normativo generale. (7-00236) «Compagnon, Bosi, Volontè».

 
Cronologia
martedì 3 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 304 voti favorevoli e 213 contrari, l'articolo unico del d.d.l. C. 2826, di conversione del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l'esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

giovedì 19 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 309 voti favorevoli e 182 contrari, l'emendamento del Governo Dis 1.1, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. C. 2852, di conversione del decreto-legge 2 luglio 2007 n. 81, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.