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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00239 presentata da D'AGRO' LUIGI (UDC (UNIONE DEI DEMOCRATICI CRISTIANI E DEI DEMOCRATICI DI CENTRO)) in data 05/07/2007

Atto Camera Risoluzione in Commissione 7-00239 presentata da LUIGI D'AGRO' giovedì 5 luglio 2007 nella seduta n.184 La X Commissione, premesso che: il settore dell'energia ha assunto negli ultimi anni un'importanza cruciale e strategica per lo sviluppo economico, sociale e ambientale di ogni Paese; in Italia la cosiddetta «crisi del gas» verificatasi ad inizio 2006 ha evidenziato l'emergenza dell'approvvigionamento del gas e delle carenze strutturali del nostro Paese in questo settore, dove, peraltro, il gas è cruciale nella produzione di energia elettrica; negli ultimi anni la produzione nazionale si è ridotta, mentre la dipendenza dell'Italia dalle importazioni di petrolio e gas è aumentata sensibilmente, superando l'80 per cento dei consumi; l'approvvigionamento si basa prevalentemente su fonti extracomunitarie (37 per cento dall'Algeria, 32 per cento dalla Russia, 6 per cento dalla Libia) ed avviene attraverso infrastrutture di adduzione (quattro gasdotti e un rigassificatore) che attualmente si trovano in una situazione critica, in quanto la capacità disponibile per l'importazione è praticamente saturata per la crescita della domanda, che dal 1995 al 2005 è aumentata ad un tasso medio dell'1,4 per cento; l'attuale coalizione di Governo già nel proprio programma elettorale aveva dichiarato che «lo sviluppo della capacità di approvvigionamento deve essere perseguito anche con una pluralità di provenienze per il gas e una pluralità di fonti primarie per la generazione di elettricità. È per questo che puntiamo alla costruzione di nuovi gasdotti e terminali di rigassificazione del gas naturale liquefatto (GNL)»; il Governo in carica ha confermato il proprio impegno in questa direzione inserendo il «Programma per l'efficienza e la diversificazione delle fonti energetiche: fonti rinnovabili e localizzazione e realizzazione rigassificatori» tra i dodici punti «prioritari e non negoziabili» della propria azione individuati a seguito della «crisi di Governo» dello scorso marzo; anche nel primo DPEF per gli anni 2007-2011, nel campo della politica dell'energia vengono riconosciuti il potenziamento delle reti e la realizzazione di nuove infrastrutture di produzione e di importazione e stoccaggio, quali elementi indispensabili per garantire la sicurezza del sistema; il solo potenziamento delle infrastrutture esistenti, come più volte dichiarato e confermato dal Ministro Bersani, non sarà in grado di fare fronte all'aumento della domanda già dal 2010, mentre la situazione potrebbe migliorare esclusivamente con l'entrata in esercizio terminali di rigassificazione già autorizzati (quelli di Brindisi, di Rovigo e di Livorno); la realizzazione dei terminali di rigassificazione di gas naturale liquefatto (GNL) risponderebbe al duplice obiettivo di soddisfare il fabbisogno energetico interno, sviluppando concorrenza, e di migliorare la sicurezza del «sistema del gas», attraverso la diversificazione delle fonti di approvvigionamento; per quanto concerne i rigassificatori autorizzati, un caso eclatante è rappresentato dal terminale di Brindisi per il quale, con istanza datata 9 novembre 2001, la British Gas Italia S.p.A. (oggi Brindisi LNG S.p.A.) ha chiesto all'allora Ministero delle attività produttive l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio dell'impianto nell'area «Capo Bianco» del Porto di Brindisi; l'istanza, corredata dal progetto preliminare e da uno studio di impatto ambientale, è stata presentata ai sensi dell'articolo 8 della legge 24 novembre 2000, n. 340, che prevede che l'uso o il riutilizzo di siti industriali per la realizzazione di impianti di rigassificazione di GNL è soggetto ad autorizzazione da parte del Ministero delle attività produttive, di concerto con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, d'intesa con la Regione interessata; l'istruttoria si è regolarmente svolta nelle conferenze di servizi del 16 gennaio e 15 novembre 2002, nel corso delle quali le amministrazioni interessate hanno rilasciato parere favorevole e il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio ha accordato il nulla osta di propria competenza (ai sensi del citato articolo 8, legge 340 del 2000); il Ministero delle attività produttive ha concesso la richiesta autorizzazione con proprio decreto n. 17032 del 21 gennaio 2003, emanato di concerto con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e in accordo con la Regione Puglia; da allora, ed in particolare a partire dall'ottobre 2005, Brindisi LGN ha avviato i lavori per la costruzione del rigassificatore, incontrando, con il rinnovo dei vertici delle amministrazioni locali, sempre maggiori ostacoli, sfociati anche in azioni legali, finalizzate alla revisione della procedura autorizzatoria, ritenuta illegittima per vizi originari dell'atto e, tra l'altro, per la mancata attuazione di tutte le procedure previste (in particolare la VIA, con annessa «consultazione della popolazione»); nonostante i giudici amministrativi abbiano in più occasioni riconosciuto la validità dell'iter dell'autorizzazione e la relativa definitività del procedimento, ad oggi la costruzione del terminale di Brindisi è di fatto paralizzata dalla mancata adozione di misure risolutive; a margine del Consiglio dei ministri del 27 dicembre 2006, il Governo, dopo quasi quattro anni, ha deciso (su pressione degli enti locali coinvolti) la riapertura della conferenza dei servizi per la conseguente revisione dell'autorizzazione rilasciata dal Ministero delle attività produttive, nonostante il Consiglio di Stato, in data 16 gennaio 2006, abbia sancito che non vi sia alcun obbligo di riesame della decisione, anche se richiesto da un'amministrazione (la provincia di Brindisi) che ha partecipato al procedimento amministrativo; sono trascorsi oltre sei mesi dalla riapertura della conferenza dei servizi che, dopo tre sedute, non si è ancora pronunciata sulla validità dell'autorizzazione; durante l'ultima riunione della conferenza dei servizi, tenutasi lo scorso 28 maggio, il Ministero dello sviluppo economico ha presentato ai partecipanti un proprio studio sull'approvvigionamento energetico italiano, evidenziando come sia necessario, per far fronte alla crescente domanda, completare la realizzazione dei tre terminali di rigassificazione già autorizzati, tra cui quello di Brindisi, al fine di garantire la sicurezza energetica e la diversificazione delle fonti di approvvigionamento; la Brindisi LGN è una società del gruppo BG (con sede principale nel Regno Unito) che è leader internazionale nel settore del gas naturale, attivo nell'intera filiera del gas, dalla prospezione fino alla trasmissione e distribuzione; la costruzione del terminale di Brindisi rappresenta il maggiore investimento diretto inglese in Italia (oltre 500 milioni di euro di cui 200 milioni già spesi); tale terminale, con una capacità di rigassificazione di 8 miliardi di metri cubi annui, pari al 10 per cento dell'import italiano, sarebbe in grado non solo di contribuire all'incremento dell'offerta di gas, ma soprattutto di favorire la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, trattandosi di uno dei pochi progetti con un'esistente fornitura associata, capace quindi di fornire e rendere disponibile energia pulita proveniente da diversi Paesi; nell'ultimo DPEF (anni 2008-2011), nella sezione dedicata all'energia, si legge che «Aumentare la sicurezza dell'approvvigionamento, garantire la competitività delle imprese comunitarie e contemporaneamente realizzare vantaggi per i consumatori sono sfide importanti che potranno essere realizzate in un mercato più interconnesso, in cui le decisioni in materia di investimenti nelle reti siano maggiormente incoraggiate grazie alla separazione proprietaria delle reti e al passaggio a sistemi indipendenti di gestione»; il testo dell'attuale DPEF sottolinea inoltre che «rimane cruciale il problema del rafforzamento delle infrastrutture energetiche, in particolare nel settore del gas naturale, dove la continua crescita della domanda interna si accompagna ad una sostanziale invarianza della capacità dei canali di importazione. La realizzazione di nuovi terminali di rigassificazione di GNL e di gasdotti di importazione dall'estero, il potenziamento dei gasdotti esistenti e la rapida attivazione di nuovi stoccaggi di gas in sotterraneo per riserva strategica e per le esigenze di mercato costituiscono condizioni indispensabili per evitare continue e pericolose crisi di fornitura e per ridurre i prezzi del gas, e rispondono ad esigenze di primario interesse nazionale sia nel breve sia nel lungo periodo»; impegna il Governo ad intervenire perché si concludano rapidamente i lavori della Conferenza dei servizi con la conferma della validità dell'autorizzazione rilasciata, al fine di consentire il completamento del terminale di rigassificazione di GNL di Brindisi, opera fondamentale nel settore energetico del nostro Paese; ad accelerare l'espletamento delle procedure autorizzative per la realizzazione degli altri terminali di rigassificazione programmati, per favorire migliore disponibilità di gas reperito in una pluralità di mercati. (7-00239) «D'Agrò, Saglia, Lazzari, Fava, Mele».

 
Cronologia
martedì 3 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 304 voti favorevoli e 213 contrari, l'articolo unico del d.d.l. C. 2826, di conversione del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l'esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

giovedì 19 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 309 voti favorevoli e 182 contrari, l'emendamento del Governo Dis 1.1, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. C. 2852, di conversione del decreto-legge 2 luglio 2007 n. 81, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.