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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00259 presentata da MISURACA FILIPPO (FORZA ITALIA) in data 25/07/2007

Atto Camera Risoluzione in Commissione 7-00259 presentata da FILIPPO MISURACA martedì 31 luglio 2007 pubblicata nel bollettino n.217 La VIII e la XIII Commissione, premesso che: sembrerebbe in corso di approvazione un'ulteriore bozza di decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ai sensi dell'articolo 1, comma 1226 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante criteri minimi uniformi per la disciplina delle zone di protezione speciale e di altre aree protette di cui alla «Rete natura 2000» costituita dal recepimento della direttiva comunitaria n. 92/43/CEE «Habitat» e n. 79/409/CEE «Uccelli»; detti criteri minimi interessano materie quali il governo del territorio, le pratiche agricole e forestali, le tradizioni venatorie, i trasporti e le infrastrutture, materie che sono tutte comprese nell'ambito delle competenze legislative regionali, ai sensi dell'articolo 117, commi terzo e quarto, della Costituzione; nella seduta del 5 luglio 2007 è stata discussa in Commissione Agricoltura l'interrogazione a risposta immediata 5-01227 Misuraca ed altri, proprio in merito alle implicazioni sul settore agricolo e della caccia di tale decreto ministeriale; la risposta alla suddetta interrogazione non rassicura sui possibili disagi, se non proprio danni, che il decreto potrebbe causare, infatti esso verrebbe ad impattare sull'attività agricola in atto, sull'attività ricreativa, sull'attività venatoria, senza consentire, in pieno periodo di ferie, alle regioni di intervenire in materia di propria competenza; è in atto un lungo confronto fra i vari soggetti istituzionali per la definizione del decreto ministeriale previsto dalla legge finanziaria per il 2007; le associazioni venatorie lamentano tuttavia la mancata concertazione con le istituzioni, come era del resto avvenuto anche in vista della promulgazione del decreto-legge n. 251 del 2006, per la predisposizione del decreto ministeriale, lamentando che le riunioni con i comitati tecnici non sono avvenute nella sede specifica dei Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per cui sarebbero inidonee a fornire al Ministero i dati istruttori sui quali fondare l'elaborazione di qualsiasi ipotesi di decreto ministeriale nelle sue varie bozze di difficile lettura; a seguito del lavoro svolto in Commissione Agricoltura della Camera sin dall'esame in sede referente del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 251 del 2006, appare altresì evidente l'esigenza di individuare un percorso di confronto che in sede di definizione delle misure di salvaguardia relative alle zone speciali di conservazione (ZSC) e alle zone di protezione speciale (ZPS), coinvolga le regioni e le province autonome, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, l'Unione delle province italiane (UPI), il Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale, nonché le associazioni di categoria agricole, venatorie e della pesca; inoltre in data 21 dicembre 2006, nel corso dell'esame del disegno di legge finanziaria per il 2007, il Governo ha accolto come raccomandazione l'ordine del giorno 9/1746-bis-B/008 Zucchi, volto ad assicurare che il citato decreto ministeriale fosse adottato in conformità con le indicazioni risultanti dal lavoro svolto in Commissione Agricoltura della Camera, in occasione dell'esame in sede referente del disegno di legge di conversione del decreto-legge 16 agosto 2006, n. 251 (A.C. 1610); a detta delle associazioni venatorie ed agricole, peraltro, il problema sarebbe già stato affrontato e disciplinato dalla maggior parte delle regioni, dopo la promulgazione dei decreto-legge n. 251 del 2006, che, come noto, non è poi stato convertito in legge; il decreto ministeriale recante criteri minimi per l'attuazione della «Rete natura 2000» sembrerebbe di fatto superato con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 24 luglio 2007 dei decreti del Ministero dell'Ambiente con gli elenchi nazionali di tutte le ZPS e di tutti i SIC, perdendo dunque la propria rilevanza sugli effetti che possono derivare dalle procedure di infrazione avviate dalla Commissione europea ed in relazione ai contributi comunitari destinati al settore agricolo, soprattutto nell'ambito dello sviluppo rurale; le maggiori criticità al decreto si evidenzierebbero in tutta la loro gravità soprattutto laddove si imponessero al settore agricolo divieti al di fuori dei principi informatori del regime di condizionalità degli aiuti in agricoltura (decreto ministeriale 12541 del 21 dicembre 2006); laddove si imponessero divieti all'attività venatoria privi di ragioni tecniche e contrastanti con la normativa vigente per cui si andrebbe a colpire un «assetto» sensibile, frutto del faticoso raffronto tra caccia e ambiente, senza apportare a quest'ultimo alcuna concreta ulteriore tutela; laddove si imponessero divieti generalizzati che contrastano con il variegato panorama dei «siti», del tutto diverso tra regione e regione, e facendo venir meno così l'obiettivo della biodiversità, intesa dall'Unione europea come fondamentale risorsa umana ed economica per la valorizzazione delle attività agricole, sportive, piscatorie, ricreative, venatorie, eccetera; relativamente al settore agricolo per quanto possano essere introdotti miglioramenti normativi in connessione con gli obblighi di condizionalità previsti dalla PAC resterebbero evidenti elementi gravemente invasivi delle competenze regionali; nel settore della pesca va assolutamente corretto quanto previsto in tema di divieti dalla versione italiana dei regolamenti (CE) 1967/06 (articolo 4, comma 1), il quale contiene errori importanti di traduzione rispetto all'originale testo in inglese, se non addirittura divieti per attrezzi non vietati nel testo in inglese (trappole), e ciò per evitare che vi sia disparità di trattamento tra pescatori italiani e quelli comunitari; per quanto riguarda le attività venatorie, infine, non ci si dovrebbe scontrare con gli indirizzi della Commissione europea, recentemente ribaditi a tutti gli Stati membri dove, ad esempio, la caccia non è il problema, ma rappresenta la soluzione dei problemi atteso che lo scopo delle ZPS è la protezione di determinate specie di uccelli (quelle dell'allegato 1 della direttiva n. 79/409/CEE) e quello delle ZSC sono gli habitat e gli habitat di specie di animali (quali rettili, anfibi, eccetera) e vegetali; fine ultimo del decreto dovrebbe essere dunque quello di evitare che la disciplina di queste zone possa risolversi in una fittizia protezione di una determinata specie ai danni di altre specie ed attività consolidate insistenti nelle stesse, dotate di rilevanza economica, sociale, culturale, tradizionale, agricola che vanno invece garantite attraverso una corretta integrazione secondo i principi della biodiversità; è necessario intervenire con urgenza per evitare molti dei problemi sopraesposti anche in relazione all'avvio imminente della stagione di caccia e che pertanto, per quanto sopra, un decreto ministeriale, non condiviso, sarebbe dirompente sulla predetta normativa senza alcun riflesso pratico e cogente a difesa dell'ambiente per la sovrapposizione di inconferenti interventi tutto a discapito della buona gestione dell'amministrazione pubblica e della credibilità dei cittadini nei confronti delle istituzioni, impegnano il Governo: ad assicurare che il decreto di definizione dei criteri minimi uniformi per le misure di salvaguardia che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano devono adottare nelle zone speciali di conservazione (ZSC) e nelle zone di protezione speciale (ZPS) sia adottato d'intesa con le regioni e le province autonome, dopo aver sentito l'Unione delle province d'Italia, il Comitato tecnico faunistico- venatorio nazionale, le associazioni di categoria agricole, venatorie e della pesca, prendendo in debita considerazione le valutazioni del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e tenendo conto altresì del lavoro di adeguamento legislativo svolto in questi mesi dalle regioni; ad assicurare che il regime di protezione delle zone speciali di conservazione (ZSC) e delle zone di protezione speciale (ZPS) rimanga distinto da quello delle aree naturali protette; ad assicurare che la gestione delle zone speciali di conservazione (ZSC) e della zone di protezione speciale (ZPS) non avvenga in pregiudizio dell'ordinario svolgimento dell'attività venatoria, attesa la mancanza di riflessi pratici e cogenti sull'ambiente, realizzando il coordinamento degli interventi e delle misure di salvaguardia con le norme regionali in vigore in materia di protezione della fauna selvatica e di esercizio dell'attività venatoria; ad assicurare un puntuale monitoraggio delle disposizioni delle regioni e delle province autonome al fine di conoscere le modalità applicative. (7-00259) «Misuraca, Luciano Rossi, Giuseppe Fini, Grimaldi, Iannarilli, Licastro Scardino, Marinello, Minardo, Romele, Paolo Russo, Lupi, Tortoli, Germanà, Pili».

 
Cronologia
lunedì 23 luglio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    I rappresentanti degli Stati membri si incontrano a Bruxelles per l'apertura ufficiale di una Conferenza intergovernativa (CIG) su un progetto di trattato di riforma che modifica i trattati UE.

mercoledì 25 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera delibera l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali.

martedì 31 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva la proposta di legge Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto (C. 445-B), che sarà approvata definitivamente dal Senato il 1° agosto (legge 3 agosto 2007, n. 124).