Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00227 presentata da RUSSO SPENA GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 02/08/2007
Atto Senato Interpellanza 2-00227 presentata da GIOVANNI RUSSO SPENA giovedì 2 agosto 2007 nella seduta n.209 RUSSO SPENA, SALVI, BRISCA MENAPACE, BRUTTI Paolo, GAGGIO GIULIANI, VILLONE, GRASSI, PISA - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che: nel giugno del 1994 veniva trovato, nella sede della Procura generale militare in via degli Acquasparta in Roma, il cosiddetto "armadio della vergogna"; sito in un angolo remoto, l'armadio era lì dalla seconda metà degli anni '40 e conteneva 695 fascicoli delle stragi effettuate in Italia da nazisti e fascisti tra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945; i fascicoli riguardavano anche le stragi commesse dai nazisti ai danni dei militari italiani tra cui quelle di Cefalonia, Spalato, Rodi, Corfù; il Consiglio superiore della Magistratura militare (CSMM) aprì un'inchiesta che si concluse tre anni dopo, nella primavera-estate del 1999; l'esito dell'inchiesta del CSMM addebitò al potere politico, susseguitosi in carica dalla seconda metà degli anni '40, il silenzio imposto ai Procuratori generali militari motivando in "ragioni di Stato" riconducibili alla necessità di non ostacolare il riarmo della Germania anche in funzione anti-URSS, durante tutto il periodo della guerra fredda; nel maggio 2003, di fronte all'ineludibile esigenza di giustizia che si manifestava nel Paese, di conoscenza della storia e di difesa della reale memoria, venne istituita una Commissione parlamentare d'inchiesta che avrebbe concluso i suoi lavori nel febbraio 2006 con due relazioni: una di maggioranza ed una di minoranza; nessuna delle relazioni è riuscita a rispondere compiutamente al quesito di fondo: chi, come, quando e perché decise di non dare corso alle indagini ed ai procedimenti giudiziari dei 695 fascicoli delle stragi nazi-fasciste perpetrate dal '43 al '45 che diedero vita al cosiddetto "armadio della vergogna" (per 415 casi si conoscevano già i nomi degli assassini), si chiede di sapere: per quali cause, dal 1994 ad oggi, non si sia stati in grado di accertare le responsabilità politiche di fatti di così grande rilevanza; se non si ritenga, a distanza di oltre 13 anni dal ritrovamento dei 695 fascicoli, di oltre 60 anni dalle stragi e dai fatti, di individuare uno strumento utile ad appurare quante furono effettivamente le vittime delle stragi nazi-fasciste e quali ne furono gli autori; se e come il Ministro della giustizia intenda intervenire per portare a compimento le procedure di estradizione dalla Germania e dal Canada degli assassini già condannati, con sentenza passata in giudicato, per le stragi di Sant'Anna di Stazzema, di Marzabotto, di Bolzano ed altre; come si intenda onorare la memoria, dopo oltre 60 anni dagli eventi, delle vittime delle 695 stragi nazi-fasciste rinvenute negli archivi della Procura generale militare di Roma; quali strumenti risarcitori si intendano porre in essere per colmare il debito morale con le vittime delle stragi e le loro famiglie, nonché nei confronti dei cittadini italiani. (2-00227)