Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00216 presentata da MARONI ROBERTO (LEGA NORD PADANIA) in data 10/09/2007
Atto Camera Mozione 1-00216 presentata da ROBERTO MARONI lunedì 10 settembre 2007 nella seduta n.201 La Camera, premesso che: le linee guida del piano industriale 2008-2010 di Alitalia, approvate dal Consiglio di Amministrazione in data 30 agosto 2007, sono state definite dagli stessi vertici aziendali come misure atte a garantire solo la «sopravvivenza e transizione» dell'azienda allo scopo di mantenere nel breve periodo la continuità dell'operato aziendale. Le stesse in realtà modificano profondamente le strategie aziendali fino ad oggi perseguite, facendo registrare importanti cambiamenti relativi al posizionamento competitivo di Alitalia, che si estendono anche a medio-lungo termine, con effetti dannosi per l'intero sistema del trasporto aereo nazionale; la scelta di ridimensionare la rete di collegamenti a lungo raggio sull'hub di Malpensa a vantaggio di Fiumicino, come ipotizzato nel nuovo piano industriale prospettato, ha suscitato interrogativi sul futuro della compagnia aerea nazionale, che su Malpensa ad oggi ha concentrato circa il 46 per cento del proprio traffico, e fa ritenere di conseguenza che l'obiettivo oramai dichiarato sia quello di un ridimensionamento che in concreto comporterà una ulteriore e irreversibile marginalizzazione della compagnia aerea nazionale, pregiudicando definitivamente la crescita economica del Paese; le strategie di intervento rappresentano un chiaro segnale di rinuncia da parte della compagnia aerea nazionale di competere con i grandi vettori europei, allontanando definitivamente l'Italia ed in particolare il Nord con il suo sistema di piccole e medie imprese dai traffici economici mondiali; quest'ultime é bene ricordarlo sono in numero quasi triplo nell'area di Malpensa rispetto ai dati di riferimento dell'area di Fiumicino; ad avviso dei sottoscrittori del presente atto, il progetto di rilancio prospettato della compagnia aerea Alitalia, in base alle indicazioni contenute nel nuovo piano industriale, risulta poco credibile essendo contrario ad ogni logica di mercato ed in controtendenza rispetto ai dati che indicano una costante crescita dell'aeroporto lombardo; i dati relativi al traffico intercontinentale di Malpensa indicano chiaramente che il mercato principale per questi voli è concentrato nel Nord del Paese. Infatti, rivolgendo l'attenzione su arrivi e partenze per i Paesi al di fuori dell'Unione europea, i voli di Malpensa sono 18.347 cioè rappresentano il 76 per cento contro i 5.680 di Fiumicino corrispondenti al solo 24 per cento, quest'ultimo caratterizzato per i due terzi del traffico Alitalia da voli nazionali; l'area aeroportuale di Malpensa raccoglie circa 1.296.800 imprese attive (24 per cento) ed i tassi di crescita dell'hub aeroportuale, che nel periodo 2002-2006 hanno toccato un valore dell'8 per cento sono superiori a quelli di numerosi hub europei ed in particolare di Fiumicino che nello stesso periodo è cresciuto mediamente del 4,5 per cento; una crescita, quella di Malpensa, confermata anche dai positivi risultati vicini al 10 per cento, nel primo semestre 2007. Nello stesso periodo il traffico merci è cresciuto del 23 per cento, facendo vincere a Malpensa il premio Air Cargo of Ecellence 2007 per la qualità dei servizi erogati; la scelta di puntare sullo sviluppo di Fiumicino per la sopravvivenza della compagnia aerea nazionale sembrerebbe essere dettata più da ragioni politiche piuttosto che industriali, dal momento che il piano di Alitalia non tiene conto di un'evidenza, cioè della grande fetta di mercato concentrata nel Nord del Paese. Circa il 70 per cento dei biglietti business infatti è venduto nel nord-ovest del Paese e solo nel primo semestre 2007 si è registrato un significativo aumento del traffico passeggeri (+ 9,5 per cento) in gran parte determinato dalle rotte intercontinentali; secondo le rilevazioni dell'AEA, l'associazione delle compagnie aeree europee, Malpensa nel primo semestre 2007, è risultato l'aeroporto più puntuale d'Europea, mentre l'aeroporto di Fiumicino figura al nono posto; una performance resa possibile anche da un adeguato sistema di smistamento bagagli che gestisce circa 7 mila bagagli l'ora, con 4.700 valigie in transito, frutto questo di ingenti investimenti programmati dalla SEA che non ha corrispondenze significative da parte di AdR; la compagnia aerea nazionale aveva programmato in passato la sua presenza strategica su Malpensa quale elemento fondamentale e inscindibile della propria strategia industriale, ottenendo da parte di SEA importanti investimenti in termini di infrastrutture proprio per garantire ad Alitalia un appoggio logistico finalizzato a competere con le principali compagnie concorrenti presenti sul mercato, con l'obiettivo di raggiungere uno sviluppo complessivo di tutto il sistema aeroportuale del paese. La scelta, ingiustificata dal punto di vista industriale, di rinunciare al ricco mercato del Nord, comporterà un sottoutilizzo di questi investimenti, riducendo ulteriormente i margini operativi dell'Alitalia a tutto vantaggio delle compagnie aeree concorrenti; il ridimensionamento delle attività sull'aeroporto di Malpensa rappresenta quindi un serio e reale ostacolo al rilancio competitivo della compagnia aerea Alitalia, che dall'avvio delle procedure di gara per la privatizzazione si è fortemente indebolita, perdendo oltre 400 milioni di euro di liquidità, circa 1,5 milioni di euro al giorno, con un incremento dell'indebitamento netto dell'1,5 per cento nel solo mese di luglio; tale ridimensionamento rappresenta inoltre un serio e reale ostacolo anche allo sviluppo del gruppo SEA che dovrà tra l'altro valutare, in stretta correlazione con quanto annunciato da Alitalia, il rischio di una riduzione dei propri livelli occupazionali, impegna il Governo a respingere in qualità di azionista, gli orientamenti previsti dal piano industriale proposto da Alitalia in quanto incompatibili con logiche industriali, come già evidenziato in premessa, e totalmente al di fuori da criteri di mercato oggettivi, con il rischio che gli effetti conseguenti producano un forte danno economico al sistema paese ed in primo luogo al Nord, ed irrazionali rispetto sia agli investimenti fino ad oggi sostenuti in favore del trasporto aereo nazionale ed in particolare dall'aeroporto di Malpensa, sia in relazione al conseguente e grave deprezzamento del valore industriale di Alitalia in questa delicata fase di privatizzazione. (1-00216) «Maroni, Gibelli, Caparini, Cota, Dozzo, Alessandri, Allasia, Bodega, Bricolo, Brigandì, Dussin, Fava, Filippi, Fugatti, Garavaglia, Giancarlo Giorgetti, Goisis, Grimoldi, Lussana, Montani, Pini, Stucchi».