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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04798 presentata da CASTAGNETTI PIERLUIGI (L'ULIVO) in data 13/09/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-04798 presentata da PIERLUIGI CASTAGNETTI giovedì 13 settembre 2007 nella seduta n.204 CASTAGNETTI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: monsignor Giovanni Han Dingxian, vescovo sotterraneo della diocesi di Yongnian/Handan, Hebei è morto il 9 settembre scorso, all'età di 68 anni, per un cancro ai polmoni, mentre era tenuto in isolamento dalla polizia; secondo informazioni raccolte dall'agenzia missionaria AsiaNews (http://www.asianews.it) fra i cattolici cinesi dell'Hebei serpeggia malcontento e dolore sul modo in cui la salma è stata trattata. A poche ore dalla sua morte (avvenuta alle 11 di sera), al mattino presto, la salma è stata subito cremata e seppellita in un cimitero pubblico, senza possibilità per fedeli e sacerdoti di poterlo vedere, salutare e benedire. Per alcuni questo è il segno che la polizia «temeva la sua morte e voleva coprire delle prove»; per altri è solo un segno che la polizia voleva evitare celebrazioni pubbliche troppo vistose della Chiesa sotterranea, in una regione dove sussiste una forte concentrazione di cattolici; il comunicato della diocesi di Yongnian non ha note polemiche sulla dinamica della morte del vescovo. Esso sottolinea che monsignor Han ha passato quasi 35 anni della sua vita in prigione e chiede a tutti i cattolici di pregare per lui, definito «modello di fede e pastore» per tutta la Chiesa; nel 2005 era stato di nuovo sequestrato e portato in un luogo sconosciuto e da allora nessuno ha saputo più niente di lui fino alla morte. Per la sua liberazione AsiaNews aveva lanciato una campagna che aveva trovato appoggio anche nel Parlamento europeo e presso la Conferenza episcopale americana; il sottoscritto interrogante aveva presentato un'interrogazione a risposta scritta (n. 4/00904) il 19 settembre 2006; l'interrogante è consapevole che qualora si intenda fare pressione su un Paese come la Repubblica Popolare della Cina riguardo un tema così carico di risvolti politici e culturali, operare attraverso la cornice europea assicura una maggiore autorevolezza, derivante anche dalla priorità che al tema dei diritti umani e della democrazia viene conferito da tutti i Paesi europei e dall'Unione europea nel suo complesso -: di quali informazioni disponga sulla vicenda il Governo, considerato che nella risposta scritta, pubblicata lunedì 14 maggio 2007, nell'allegato B della seduta n. 156, all'interrogazione n. 4/00904, si afferma che: «Per quanto concerne più specificatamente le vicende dei religiosi cattolici oggetto dell'interrogazione, esse sono seguite con grande attenzione dall'Ambasciata d'Italia a Pechino anche nell'ambito degli organismi e dei meccanismi attivati a livello di Unione europea che trattano delle questioni relative ai diritti umani in Cina». (4-04798)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 4 febbraio 2008 nell'allegato B della seduta n. 274 All'Interrogazione 4-04798
presentata da CASTAGNETTI Risposta. - Il nostro Paese segue con grande attenzione la tematica relativa al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali in Cina, sia nei contatti bilaterali sia nel più ampio contesto dell'azione esterna dell'Unione europea in questo settore. In proposito, l'Italia partecipa attivamente al Dialogo sui diritti umani dell'Unione europea-Cina, un esercizio che si svolge regolarmente dal 1997 e che consente, proprio grazie all'autorevolezza di cui dispone dell'Unione europea di coinvolgere la Cina in un confronto costruttivo sulle tematiche dei diritti umani. Queste consultazioni forniscono anche l'occasione all'Unione europea di segnalare alle autorità cinesi casi individuali di detenuti per reati di opinione, di vittime di trattamenti inumani e degradanti, di condannati a morte. Da tempo la situazione del vescovo della cosiddetta Chiesa clandestina cinese Han Dingxiang faceva parte dei casi individuali oggetto del Dialogo. Le notizie in possesso della nostra Ambasciata a Pechino confermano che il vescovo Han è effettivamente deceduto il 9 settembre 2007, in un ospedale della provincia dell'Hebei. Arrestato nel 1999 e detenuto in una località non precisata fino alla sua morte, complessivamente il vescovo Han aveva trascorso 35 anni in detenzione. Pochi parenti sono stati convocati con breve preavviso dalle autorità cinesi appena prima della sua morte, e nessuno di loro era al corrente delle sue gravi condizioni di salute. L'Italia ha promosso con alcuni altri partners nell'ambito dell'Unione europea una démarche effettuata presso le autorità cinesi al fine di acquisire ogni possibile informazione sulle circostanze del decesso del vescovo Han, e per rappresentare, in coerenza con le finalità del Dialogo, l'importanza da noi attribuita alla questione della libertà-religiosa nella Repubblica Popolare Cinese. A questo riguardo, e a riprova della nostra particolare sensibilità in questo settore, ho personalmente rappresentato l'Italia nel ruolo di co-Presidente di una Conferenza svoltasi a Nanchino nel quadro Asia-Europa Meeting sul dialogo interreligioso, proprio al fine di favorire, anche per questa via, progressive aperture da parte delle autorità di Pechino. Dall'analisi dei capi missione dell'Unione europea accreditati a Pechino, il Governo cinese sembra aver progressivamente adottato negli ultimi anni una strategia di controllo dei gruppi religiosi, abbandonando le politiche di aperta persecuzione che avevano caratterizzato il passato. Questo mutamento di rotta risponderebbe alla crescente importanza acquisita dalla religione nella società cinese, con particolare riferimento ai cristiani. D'altro canto, le autorità cinesi continuano a non tollerare lo sviluppo di movimenti religiosi che non rientrino nelle chiese o organismi confessionali «ufficiali» e nei confronti dei quali viene mantenuto un indirizzo repressivo. I rapporti con la Chiesa cattolica, storicamente problematici, sembrano attraversare una fase distensiva, favorita dai recenti segnali di apertura e di dialogo inviati dal Papa Benedetto XVI nella sua «lettera aperta ai cattolici cinesi». L'attenzione dell'Italia e dell'Unione europea al tema del diritto alla libertà religiosa trova riflesso anche nel particolare accento posto nelle varie sessioni del Dialogo Unione europea-Cina sulla questione della ratifica del Patto internazionale sui diritti civili e politici da parte della Cina. Il Patto, come noto, statuisce tra le sue disposizioni il diritto alla libertà religiosa (articolo 18 e 27 del testo). Nel corso dell'ultima sessione del Dialogo (Berlino, 15-16 maggio 2007), l'Unione europea ha richiamato la Cina ad accelerare la ratifica del Patto ed a definire una «tabella di marcia» più precisa del suo iter, fornendo anche maggiori informazioni sull'adeguamento della legislazione interna cinese alle disposizioni del Patto. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Gianni Vernetti.