Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00272 presentata da MARINELLO GIUSEPPE FRANCESCO MARIA (FORZA ITALIA) in data 18/09/2007
Atto Camera Risoluzione in Commissione 7-00272 presentata da GIUSEPPE FRANCESCO MARIA MARINELLO martedì 18 settembre 2007 nella seduta n.206 La XIII Commissione, premesso che: l'ultimo sondaggio Eurobarometro realizzato per conto della Commissione europea evidenzia un elevato livello di fiducia dei consumatori italiani nei confronti dei prodotti biotecnologici e della ricerca in campo sulle biotecnologie agricole; dalla tabella 1 a pagina 13 del rapporto si evince che dopo un triennio di crisi di fiducia degli italiani verso le biotecnologie agroalimentari (con una discesa della fiducia dal 54 al 21 per cento tra il 1996 ed il 1999) la percezione pubblica delle biotecnologie è risalita al 65 per cento ossia al valore del 1993, prima che il primo OGM fosse commercializzato; tale trend positivo accomuna tutta l'Europa e nessun Paese europeo ha diminuito la percezione di fiducia nelle biotecnologie nel triennio 2002-2005; nella Tabella 3 a pagina 21 del rapporto di Eurobarometro il 54 per cento degli italiani non sono contrari al cibo derivante da piante biotecnologiche nonostante l'impressionante campagna mediatica per demonizzare questa tecnologia; tale percentuale raggiunge il 74 per cento nel Paese europeo che coltiva OGM da più anni e sulla più estesa superficie, ossia la Spagna su circa 70.000 ettari; l'associazione Europea per l'Agricoltura Biologica IFOAM e 23 dei 27 Stati membri dell'Unione europea hanno chiesto che la soglia massima di commistione tra prodotti biologici e OGM restasse all'attuale limite dello 0,9 per cento; bisogna concretamente garantire un'effettiva libertà di scelta alle imprese agricole e ai consumatori che chiedono di poter competere sui mercati internazionali con prodotti sicuri per l'ambiente e per la salute umana ed animale; è necessario venire incontro alla richieste dei cittadini in materia di cibi sicuri e di qualità; l'obiettivo è quello di valorizzare le produzioni made in Italy e difenderle dalla omologazione e dalla delocalizzazione territoriale; la produzione agricola made in Italy è tenuta in alta considerazione per varietà dei prodotti (80 per cento), gusto e ricchezza dei sapori (80 per cento), qualità nutrizionale (79 per cento), legame con il territorio (78 per cento) ed affidabile (74 per cento); il regolamento (CE) n. 1829/2003 stabilisce inoltre che tutti i mangimi OGM debbano riportare in etichetta la dicitura relativa alla presenza di OGM; tutti i Consorzi di tutela italiani (Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Prosciutto di Parma, Prosciutto di Sandaniele, eccetera) rispettano tale normativa nelle loro produzioni a marchio DOP ed IGP e i vari consorzi rispettano altresì le normative europee connesse quali quelle fissate in modo specifico per questo settore dal regolamento (CE) n. 1830/2003, che definisce la tracciabilità come la capacità di rintracciare OGM e prodotti ottenuti da OGM in tutte le fasi dell'immissione in commercio attraverso la catena di produzione e di distribuzione; secondo le norme relative all'emissione deliberata nell'ambiente (direttiva 2001/18/CE e, in precedenza, direttiva 90/220/CE), 18 OGM in Europa sono stati finora autorizzati per vari impieghi: per la coltivazione, l'importazione o la trasformazione, come prodotti per l'alimentazione degli animali e come prodotti per l'alimentazione umana; le più importanti Agenzie che si occupano di salute e sicurezza dei cittadini, come l'EFSA, agenzia europea per la sicurezza alimentare e l'Organizzazione mondiale della Sanità (WHO) oltre all'Unione europea, la FAO, le Nazioni Unite e tutte le più prestigiose Accademie scientifiche mondiali, inclusa la Pontificia Accademia per le Scienza hanno attestato la sicurezza degli OGM per l'ambiente e la salute animale ed umana; l'organizzazione multinazionale Greenpeace sta conducendo da mesi un attacco secondo i sottoscrittori del presente atto indiscriminato e denigratorio al Consorzio del Parmigiano Reggiano ed in prospettiva a tutti i Consorzi di tutela italiani; cambiare il tipo di approvvigionamento dei mangimi da parte dei Consorzi di tutela comporterebbe un innalzamento medio dei costi per i consumatori del 30 per cento; gli stessi produttori di parmigiano non-OGM dichiarano che sono costretti a vendere oltre 40 per cento delle loro forme dichiarando che trattasi di Parmigiano tradizionale e non senza OGM perché altrimenti non avrebbero mercato (citazione da il Salvagente del 5 luglio 2007, pagina 8); il costo del mais biologico di 60 euro la tonnellata più elevato di quello non biologico; non sono commercializzati in Italia semi di soia biologici; impegna il Governo: a sviluppare azioni volte a favorire e tutelare la rispettabilità e l'affidabilità dei consorzi di tutela nazionali a partire da quello del Parmigiano Reggiano che rispettano le vigenti norme europee in termini di sicurezza alimentare ed utilizzo di mangimi; a realizzare intereventi ed iniziative capaci di assicurare l'assenza di speculazioni e disinformazione a mezzo stampa o web che mirino a diminuire la fiducia dei consumatori verso le produzioni nazionali di alto pregio e qualità; a valutare attentamente le conseguenze di atti e comportamenti che nel cambiare radicalmente le attuali fonti di approvvigionamento delle materie prime necessarie al comparto della mangimistica, potrebbero causare un elevato aumento dei costi di produzione con il derivante aumento dei prezzi dei prodotti al consumo e quindi l'uscita dei principali mercati nazionali e mondiali con grave danno per la bilancia agroalimentare italiana che già oggi è in rosso per 9,6 miliardi di euro. (7-00272)«Marinello, Romele».