Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE CONCLUSIVA DI DIBATTITO 8/00082 presentata da GIUDITTA PASQUALINO (POPOLARI-UDEUR) in data 19/09/2007
Atto Camera Risoluzione in Commissione 8-00082 presentata da PASQUALINO GIUDITTA mercoledì 19 settembre 2007 pubblicata nel bollettino n.227 La IV Commissione, premesso che: ha sede nella città di Pavia uno Stabilimento Militare Materiali del Genio (Arsenale), ove prestano servizio 240 dipendenti civili, nel quale si è verificata la quasi totale cessazione delle attività proprie a seguito del processo di riorganizzazione dell'Amministrazione della Difesa; nell'ambito della ristrutturazione del Ministero della difesa, in data 20 gennaio 1998, è stata decretata la dismissione dell'Arsenale di Pavia; a partire dall'emissione di questo decreto si è aperto un processo di confronto fra tutte le parti interessate: Ministero della difesa, Ministero dell'interno, Ministero della funzione pubblica, Ministero del tesoro e del bilancio e della programmazione economica, lavoratori e Organizzazioni Sindacali di categoria; il primo esito di tale confronto è stato il progetto di trasferimento della struttura alle dipendenze dell'Agenzia per la Protezione civile del Ministero dell'interno; progetto, quest'ultimo, venuto meno nel gennaio 2002 in virtù della discutibile scelta della regione Lombardia di non destinare alla provincia di Pavia la sede principale della Protezione civile ed allo stabilimento militare la posizione importante che ad esso competeva, in questo quadro; dal 2004 sono state messe in atto iniziative volte a sperimentare possibilità di riconversione attraverso l'affidamento di nuovi incarichi per cui a Pavia, in accordo con l'Ispettorato logistico dell'Esercito sono riprese manutenzioni sui mezzi e materiali dell'Esercito; a fine 2005 nel corso di un incontro tra il Ministro pro tempore e le Organizzazioni sindacali in merito anche allo stabilimento pavese «è stato confermato che sono in corso iniziative per il rilancio dell'attività, con l'impegno a ricercare ogni soluzione per salvaguardare i livelli occupazionali» (Comunicato stampa del 16 novembre 2005 del Gabinetto del Ministro); di conseguenza si è proceduto, congiuntamente all'Ispettorato Logistico dell'Esercito, a individuare un piano industriale coerente con il progetto in corso sul Polo industriale nord di Piacenza; le ristrettezze economiche del bilancio della Difesa (confermate nella legge finanziaria 2007) e l'indirizzo politico generale, orientato alla razionalizzazione delle strutture militari, hanno indotto l'Amministrazione della difesa a confermare il mancato interesse strategico per lo stabilimento di Pavia riconfermando il progetto di dismissione; nell'ultimo decennio nella città di Pavia oltre 15 stabilimenti industriali hanno chiuso i battenti, con la conseguente perdita del posto di lavoro per migliaia di operai e l'Arsenale oggi costituisce l'ultimo polo industriale della città; pur in un quadro di scarsa chiarezza e incertezza i 240 lavoratori dell'Arsenale di Pavia, nel corso di questi anni, hanno dimostrato una significativa capacità di mettersi sempre in discussione, di farsi artefici e fattivi protagonisti del loro futuro e con la loro professionalità e buona volontà hanno saputo dimostrare la capacità di assolvere ai nuovi compiti affidati (riparazione di unità abitative Shelter, di tende pneumatiche Modula ed altri interventi), ovvero di saper rispondere alle nuove esigenze che trovano ragion d'essere nelle nuove e sempre più vive necessità che si manifestano in conseguenza della sempre maggiore presenza operativa italiana in missioni all'estero; di fronte all'esemplare risultato della sperimentazione di questo nuovo piano industriale, la città si attendeva un provvedimento che ufficializzasse la nuova missione dello stabilimento, provvedimento che il precedente Ministro della difesa non ha firmato prima delle elezioni; stante questa situazione, il nuovo Governo ha dato immediatamente significativi segnali tangibili del proprio interesse e della propria attenzione, culminati nella firma di un protocollo di intesa con le rappresentanze sindacali, in cui si stabiliva anche l'attivazione di tavoli tecnici per approfondire le complesse tematiche relative all'arsenale di Pavia; non possono essere considerati esaustivi nella valutazione di idoneità economico-industriale i dati di contabilità economica e industriale relativi alle attività al momento svolte, in quanto si tratta di uno stabilimento la cui struttura non è stata oggetto di aggiornamento in senso industriale; la chiusura dello stabilimento pone il delicato problema della destinazione del personale civile, ovvero dell'avvio di un processo di reimpiego e/o mobilità dei dipendenti. Processo delicato in quanto la tipologia di professionalità possedute limiterebbe il reimpiego presso altri enti dell'Amministrazione difesa a un numero molto esiguo e si renderebbe quindi necessario un non semplice processo di mobilità verso altre istituzioni pubbliche del territorio, impegna il Governo ad istituire un Tavolo tecnico che preveda la partecipazione del Ministero della difesa, delle organizzazioni sindacali e degli enti territoriali interessati, al fine di svolgere gli ulteriori approfondimenti per definire le misure più idonee da adottare in ordine all'arsenale militare di Pavia e al mantenimento della sua funzione produttiva. (8-00082) «Giuditta, Adenti, Zucchi, Affronti».