Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00140 presentata da MENARDI GIUSEPPE (ALLEANZA NAZIONALE) in data 25/09/2007
Atto Senato Mozione 1-00140 presentata da GIUSEPPE MENARDI martedì 25 settembre 2007 nella seduta n.219 MENARDI, MATTEOLI, MARTINAT, ALLEGRINI, AUGELLO, BALBONI, BALDASSARRI, BATTAGLIA Antonio, BERSELLI, BORNACIN, BUCCICO, BUTTI, CARUSO, COLLINO, CORONELLA, CURSI, CURTO, DE ANGELIS, DELOGU, DIVELLA, FLUTTERO, GRAMAZIO, MANTICA, MANTOVANO, MUGNAI, NANIA, PARAVIA, PONTONE, RAMPONI, SAIA, SAPORITO, STRANO, TOFANI, TOTARO, VALDITARA, VALENTINO, VIESPOLI - Il Senato, premesso che: la carenza infrastrutturale dell'Italia è ormai sempre più grave ed in questo quadro l'insufficiente disponibilità elettrica è fondamentale termometro dell'arretratezza del nostro Paese; la moderna economia chiede sempre maggiore disponibilità energetica. Anche in Italia i consumi crescono, seppure ad un ritmo inferiore rispetto ai Paesi in crescita economica, tuttavia restano significativi rispetto alla carenza di produzione interna; la necessità di disporre di energia in quantità sufficiente a soddisfare la domanda è un imperativo cui chi governa il Paese e il legislatore che deve provvedere a programmare il futuro dell'Italia non possono sottrarsi; allo stato attuale, l'Italia è costretta ad acquistare energia elettrica all'estero con gravi ripercussioni negative sull'economia del nostro Paese. Infatti, ciò comporta un costo enorme per i consumatori, tanto è vero che in Italia il costo dell'energia è il più alto d'Europa, con circa 100 euro/MWH contro meno della metà degli altri Paesi. Inoltre gli elettrodotti attraverso i quali si importa l'energia sono insufficienti a trasportare la quantità necessaria a soddisfare la domanda; già in passato il sistema di distribuzione dell'energia è stato interrotto giacché consumi superiori a 55.000 MW mettono in crisi la capacità di Terna Spa (la società che ha la responsabilità della trasmissione e del dispacciamento dell'energia elettrica a livello nazionale) di soddisfare la richiesta; infatti, non può essere introdotta più energia poiché la sezione di quei conduttori ha una soglia di trasporto che non può essere superata; i costi crescenti dei carburanti, con il petrolio che ha superato gli 82 dollari a barile, la vincolante e pericolosa situazione strategica nella quale si viene a trovare l'Italia nei rifornimenti di gas naturale per i vincoli e le dipendenze imposti dai pochi, esclusivi fornitori, l'insufficiente disponibilità di impianti di trasformazione e stoccaggio (rigassificatori) dello stato materiale dei combustibili, l'indisponibilità di fonti innovative di energia a prezzi accettabili (ritardi e difficoltà della ricerca, non concorrenziali in termini di rendimento e continuità di offerta di energia prodotta nello sfruttamento del vento, del sole eccetera) devono indurre il Parlamento a riconsiderare l'utilizzazione dell'energia atomica che è l'unica fonte disponibile di energia pulita e producibile a costi inferiori rispetto a quella prodotta da idrocarburi. L'Italia è l'unico Paese del mondo sviluppato che non ha sul suo suolo impianti per la produzione di energia nucleare; il nostro Paese ha rinunciato al nucleare attraverso un referendum che fu convocato sotto l'onda emotiva di Chernobyl nel 1987; quel dannoso e drammatico incidente purtroppo ha escluso l'Italia non solo dal mercato della produzione, ma anche dalla ricerca sul nucleare; le ricadute negative sul mercato italiano sono enormi, valga per tutti il maggiore costo dell'energia valutabile in circa 15 miliardi di euro per ogni anno; è pertanto urgente che l'Italia ritorni a considerare il nucleare come fonte indispensabile per avere energia pulita e a costi contenuti per il consumatore, impegna il Governo: a predisporre gli atti di propria competenza ritenuti necessari per rimuovere gli impedimenti determinati dagli effetti del referendum del 1987 ed attivare le risorse necessarie per sostenere i produttori che vorranno ritornare in questo settore energetico. (1-00140)