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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00057 presentata da VEGAS GIUSEPPE (FORZA ITALIA) in data 04/10/2007

Atto Senato Risoluzione in Assemblea 6-00057 presentata da GIUSEPPE VEGAS giovedì 4 ottobre 2007 nella seduta n.229 Il Senato, esaminata la Nota di aggiornamento al Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2008-2011, preso atto che: per quanto riguarda i dati macroeconomici, con particolare riferimento all'andamento del Pil nel 2008 non si tiene conto di tutti i potenziali rischi che potrebbero derivare alla crescita dagli effetti della recente crisi dei mercati mobiliari americani, che non potranno non trasmettersi a quelli europei, né degli effetti dell'apprezzamento dell'euro rispetto al dollaro e allo yuan cinese ad esso collegato, del rallentamento dell'economia tedesca nella seconda parte dell'anno; relativamente ai dati di finanza pubblica, atteso che i tendenziali, in assenza di interventi governativi, offrirebbero un quadro migliore rispetto a quello programmato dal Governo, e che, pertanto, la manovra proposta aggrava i conti pubblici per una somma equivalente a circa mezzo punto di Pil, e produce effetti recessivi; il Governo rinuncia ad affrontare seriamente la politica di rientro in anni di relativo sviluppo economico, per inviarla ad anni futuri, nei quali i tassi di sviluppo non sono certi; il Governo intende realizzare una manovra di finanza pubblica per il 2008 nel solco di quanto già intrapreso in estate, con il cosiddetto decreto legge in materia di "tesoretto", attraverso il quale, anziché restituire, come vorrebbe il comma 4 della legge finanziaria vigente, le maggiori entrate ai contribuenti, preferisce dar corso ad incrementi di spesa - principalmente corrente - che non hanno altre caratteristiche se non quella di un approccio elettoralistico alla finanza pubblica, rinunciando per tal via ad intraprendere una azione incisiva almeno in un settore e pregiudicando le possibilità di sviluppo del Paese; l'aggiustamento fiscale operato con la manovra attuata nel corso del 2006, ricalcando ben sperimentati meccanismi di "tax push", ha fatto sì che le maggiori entrate, per circa 35 miliardi di euro, hanno legittimato nuove spese per oltre 45 miliardi di euro, aumentando quindi il deficit. Il continuo parlare di "tesoretti", tra l'altro, ha ingenerato incessanti richieste di maggiori spese, già effettuate con il decreto legge n. 81 del 2007; a tal fine, attraverso successive emersioni di entrate è andato precostituendo uno strumento di copertura - peraltro in contrarietà alla vigente legge di contabilità ed in contrasto con l'art. 81 della Costituzione - per incrementare ulteriormente la spesa disposta nel disegno di legge finanziaria e nel decreto-legge n. 159 del 2007; l'emersione di tali entrate non è stata tuttavia neppure certificata attraverso l'approvazione parlamentare del ddl di assestamento, il quale anzi contiene alcune discrasie rispetto al progetto di legge finanziaria (ad esempio la riduzione della spesa per interessi e per trasferimenti all'Unione europea) che sembrano finalizzate ad una mera operazione di abbellimento dei conti del corrente anno; atteso inoltre che per tal via la pressione fiscale, lungi dal diminuire, è prevista in aumento per il 2008 sino al 43% del Pii e che la spesa corrente primaria si innalzerà fino al 40% del Pil; atteso inoltre che il saldo netto da finanziare aumenta di circa 10 miliardi di euro rispetto a quanto preventivato nel Dpef della scorsa estate, in conseguenza di una discutibile operazione finanziaria a favore delle Regioni; posto poi che i tagli di spesa contenuti nel cosiddetto "Libro verde" si sono già rivelati poco credibili e che il Governo ha rinunciato a realizzare qualsiasi manovra di carattere strutturale di contenimento dei grandi aggregati di spesa; in particolare, non solo sottoscrivendo un protocollo in materia di welfare ha inteso rendere più gravi le condizioni della finanza pensionistica, ma, ponendo parzialmente gli oneri dell'anticipato pensionamento dei lavoratori anziani a carico dei giovani precari, ha dato luogo ad un meccanismo profondamente iniquo e dannoso per le future generazioni, osservato inoltre che la riduzione dell'aliquota IRES prevista nel disegno di legge finanziaria è in realtà fittizia in quanto risulta più che compensata dalle modifiche alla relativa base imponibile; che il percorso di attuazione del federalismo fiscale è ancora assente, atteso anche che le misure di riduzione dell'ICI, compensate dalla revisione delle rendite catastali, contenute nel disegno di legge finanziaria 2008 sottraggono di fatto ai Comuni la relativa potestà impositiva; che la grave carenza di sgravi fiscali sul lavoro, sulle imposte personali sul reddito, sulla famiglia, sui giovani penalizza ulteriormente tutti questi soggetti; che l'assenza di misure a favore della conciliazione di lavoro e impegni famigliari, come il piano sugli asili nido e gli incentivi per le madri che lavorano danneggia sia le famiglie sia le possibilità di incrementare il prodotto nazionale; la totale cecità manifestata davanti all'emergere della "questione famiglia" come prioritaria questione nazionale, sottolineata dalla straordinaria manifestazione di popolo del 12 maggio 2007 a S. Giovanni; l'assenza di misure tali da anche solo iniziare una correzione della drammatica situazione di ingiustizia fiscale di cui soffrono le famiglie italiane e comunque dare loro il sostegno di cui costituzionalmente hanno diritto esprime contrarietà sulla Nota di aggiornamento ed impegna il Governo: a destinare tutte le maggiori entrate derivanti dal disegno di legge di assestamento alla riduzione della pressione fiscale, con particolare riguardo alla famiglia, prevedendo altresì un percorso di riduzione di deficit e debito più accelerato. (6-00057) VEGAS, BALDASSARRI, CICCANTI, POLLEDRI, STRACQUADANIO, AZZOLLINI.

 
Cronologia
mercoledì 3 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato respinge, con156 sì e 157 no, la mozione (n. 124) di sfiducia presentata dall'opposizione nei confronti del viceministro dell'economia Visco, accusato di aver esercitato pressioni per ottenere il trasferimento di ufficiali della Guardia di finanza di Milano.

domenica 14 ottobre
  • Politica, cultura e società
    Alle elezioni primarie del Partito democratico, che segnano la nascita del nuovo partito, partecipano più di tre milioni di elettori. Walter Veltroni raccoglie il 75,8 % dei consensi e diventa segretario del Partito.