Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00231 presentata da LEONE ANTONIO (FORZA ITALIA) in data 10/10/2007
Atto Camera Mozione 1-00231 presentata da ANTONIO LEONE mercoledì 10 ottobre 2007 nella seduta n.221 La Camera, premesso che: la questione dell'impatto ambientale, sociale ed economico del polo energetico brindisino non può essere ulteriormente procrastinata, al di là dell'appartenenza a qualsiasi schieramento politico; ciascuna con propri distinti studi, Greenpeace, WWF e Legambiente hanno assegnato alla centrale a carbone di Cerano a Brindisi Sud la palma di centrale più sporca tra quelle esistenti in Italia (e tra quelle più sporche in Europa) con oltre 15 milioni di tonnellate di CO 2 emesse in atmosfera nel 2005 ed una produzione (2.560 Mw) pari a tre volte la seconda centrale italiana del medesimo tipo; da sola la suddetta centrale assorbe il 10 per cento di tutte le quote di emissione disponibili per il settore termoelettrico; né si dimentichi che sullo stesso territorio gravano la centrale Edipower a carbone da 640 Mw e la centrale a ciclo combinato Enipower da 1.170 Mw; la Convenzione del 1996, contenente il Piano di risanamento dell'area di crisi ambientale di Brindisi e trasfusa nel decreto del Presidente della Repubblica 23 aprile 1998, che prevedeva la chiusura di una delle centrali a carbone e il funzionamento a gas di uno dei gruppi di Cerano è stata disattesa o stravolta da successivi atti delle amministrazioni locali, anche a seguito di tangenti processualmente accertate; se la massiccia produzione di anidride carbonica comporta problemi di attuazione del Protocollo di Kyoto, ancor di più preoccupano le comunità locali le emissioni di metalli pesanti, gli sforamenti continui dei limiti PM10, la preoccupante crescita delle neoplasia, l'inquinamento accertato delle falde acquifere che hanno portato in vaste aree al pubblico divieto di impiantare colture agricole e di prelievo acquifero; acque che invece l'Enel preleva al ritmo di 1,8 milioni di mq/annui e che successivamente riversa, bollenti e sporche, in mare; nel porto di Brindisi alcune aree, un tempo interamente dedicate ai commerci, oggi sono occupate dal carbone (8 milioni di tonnellate scaricate nel 2006), con ulteriore danno all'economia della provincia, mentre l'Agenzia europea dell'ambiente ha dichiarato la marina del porto di Brindisi come una delle più inquinate d'Europa; nonostante il Governo in carica si dichiari propugnatore del Protocollo di Kyoto e dell'utilizzo di fonti energetiche pulite i fatti dimostrano il contrario: nessuna pressione reale è esercitata nei riguardi dell'Enel di cui pure il Tesoro è il principale azionista, ad onta di tutte le proteste locali; d'altro canto la discrasia tra parole ed azione è dimostrata dalla riapertura delle miniere di carbone del Sulcis, uno dei più inquinanti in circolazione, con previsione di realizzare colà una centrale termoelettrica, incentivata anche con i contributi CIP/6, come se si trattasse di energie rinnovabili e i cui maggiori costi sono scaricati direttamente nelle bollette degli italiani; impegna il Governo: ad attuare immediatamente la Convenzione del 1996, contenente il Piano di risanamento dell'area di crisi ambientale di Brindisi, trasfusa nel decreto del Presidente della Repubblica 23 aprile 1998; ad escludere il polo energetico brindisino da qualsiasi ulteriore ipotesi di crescita. (1-00231)«Leone, Vitali».