Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00298 presentata da MARIANI RAFFAELLA (L'ULIVO) in data 24/10/2007
Atto Camera Risoluzione in Commissione 7-00298 presentata da RAFFAELLA MARIANI mercoledì 24 ottobre 2007 nella seduta n.230 Le Commissioni riunite VIII e X, premesso che: gli obiettivi del Protocollo di Kyoto e dei successivi accordi internazionali di riduzione dei gas-serra sono perseguibili in una prospettiva di sviluppo sostenibile che richiede politiche pubbliche, l'attivazione di strumenti economici, fiscali e di governo capaci di regolare il prelievo di risorse e gli impatti ambientali; le politiche ambientali, energetiche e industriali di nuova generazione non possono fondarsi solo su meccanismi normativi ma devono avvalersi di mirate politiche economiche e fiscali, di ricerca scientifico-tecnologica ed industriali, finalizzate a riorientare gradualmente e decisamente obiettivi e modalità dello sviluppo; le predette politiche hanno peraltro un impatto determinante sugli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas-serra e, più in generale, di contrasto degli effetti dell'inquinamento atmosferico; l'Unione Europea ha assunto l'impegno vincolante a produrre il 20 per cento della propria energia entro il 2020 utilizzando fonti di energia rinnovabile; l'Italia versa in una situazione particolarmente grave, anche in confronto con gli altri paesi membri dell'Unione Europea, per la sproporzionata dipendenza energetica e per l'invecchiamento dei sistemi di produzione d'energia, per l'inadeguato investimento in energie rinnovabili, oltre che per tutti i principali fattori d'innovazione connessi alla riconversione energetica del paese, tutti sensibilmente inferiori alle medie europee: intensità di R&S sul Prodotto interno lordo; quota di R&S finanziata dall'industria; numero di ricercatori impegnati; numero dei brevetti prodotti; export di alta tecnologia; venture capital; i principali paesi industrializzati del mondo, in particolare gli Stati Uniti e il Giappone, la Germania, la Gran Bretagna, la Spagna e l'Olanda, stanno operando per l'individuazione delle migliori tecnologie finalizzate alla riduzione dell'impatto dell'inquinamento dell'aria, sebbene proprio gli Stati Uniti rappresentino il Paese che non sembra ancora intenzionato a garantire l'applicazione e l'entrata in vigore del citato Protocollo di Kyoto; in ogni caso, i predetti Paesi hanno in corso programmi di ricerca e sviluppo dell'uso sostenibile dell'idrogeno quale vettore energetico in grado, in prospettiva, di soddisfare requisiti ritenuti fondamentali: di un impatto ambientale, sia globale che locale, quasi nullo; d'essere producibile senza limiti per il futuro da più fonti energetiche primarie, disponibili in larga scala e tra loro intercambiabili e, di preferenza, in una prima fase di sviluppo della tecnologia di produzione e d'impiego del vettore, dalle fonti rinnovabili (energia solare, eolica, idraulica, geotermica, sfruttamento delle biomasse); di essere agevolmente stoccabile e trasportabile e dunque utilizzabile come storage carrier per l'energia rinnovabile; il Libro Verde sulla sicurezza dell'approvvigionamento energetico e il Libro Bianco in materia di trasporti hanno sottolineato il potenziale dell'idrogeno nella politica dell'Unione Europea; la Commissione Europea ha costituito, dall'anno 2002, un gruppo di alto livello sull'impiego dell'idrogeno e sulla tecnologia delle «celle a combustibile» che ha prodotto la scelta di una serie di azioni; la Commissione Europea si è proposta l'obiettivo di un impiego dell'idrogeno come combustibile alternativo per la trazione e i sistemi di trasporto per una quota di mercato del 5 per cento entro l'anno 2020 (insieme all'uso di biocarburanti e del gas naturale la quota dei combustibili alternativi dovrebbe raggiungere il 20 per cento) e perciò ha istituito gruppi di lavoro specifici e ha approvato direttive coerenti, fino alla definizione della «Piattaforma europea per l'idrogeno e le pile a combustibile»; il 18 marzo 2004 il Commissario europeo per la Ricerca Philippe Busquin ha presentato le iniziative principali dell'Unione Europea per il passaggio da un'economia basata sui combustibili fossili ad una fondata sull'idrogeno; l'insieme delle azioni promosse dalla Commissione Europea ha segnato il punto di partenza dell'iniziativa denominata Quick Start public private partnership che apre la strada ad un programma decennale per lo sviluppo e l'impiego dell'idrogeno, anche con la creazione di una serie di partnership dedicate a progetti di ricerca e dimostrativi, su vasta scala, nel campo dei sistemi e degli impianti che riguardano produzione, stoccaggio-trasporto e uso dell'idrogeno; più recentemente, la Commissione delle Comunità Europee nella sua Comunicazione al Consiglio europeo e al Parlamento Europeo del 10 gennaio 2007 «Una politica energetica per l'Europa» ha ribadito l'impegno per «utilizzare le tecnologie delle celle a combustibile e dell'idrogeno e sfruttarne i vantaggi nei trasporti e per la produzione decentrata di energia»; il Settimo Programma Quadro della ricerca europea 2007-2013, confermando le linee d'azione del Sesto Programma, sostiene le proposte di promozione della ricerca per l'utilizzazione della tecnologia dell'idrogeno e ha individuato le azioni prioritarie per la promozione dello sviluppo e dell'adozione di tecnologie ambientali innovative e un nuovo strumento, il JTI (Joint Tecnological Iniziative), che permette più forti collaborazione e coordinamento fra Industria-Commissione Europea Stati/Regioni. Infatti, a tale strumento è delegata l'individuazione delle tematiche industriali da privilegiare in collaborazione con i singoli Stati e con le Regioni; dando seguito all'invito formulato dal Consiglio europeo del 21-22 giugno, nelle sue conclusioni, lo scorso 10 ottobre 2007 la Commissione ha presentato una proposta di regolamento per la realizzazione di una iniziativa tecnologica congiunta sullo sviluppo delle celle a idrogeno e combustibile. Tale iniziativa tecnologica congiunta è tra quelle individuate dal programma specifico «Cooperazione» di attuazione del settimo programma quadro per le attività di ricerca e si prevede che sia ratificata dal Consiglio Europeo entro i primi mesi del 2008; nella medesima data la Commissione ha presentato una proposta di regolamento sull'impiego dell'idrogeno allo stato liquido o gassoso per la propulsione di veicoli a motore; il Parlamento Europeo il 25 maggio 2007 ha approvato una Dichiarazione scritta (Dichiarazione scritta sull'instaurazione di un'economia verde all'idrogeno e una terza rivoluzione industriale in Europa attraverso il partenariato con le regioni e le città, le PMI e le organizzazioni della società civile interessate) che fissa obiettivi di riconversione delle politiche energetiche e, in particolare, invita le istituzioni dell'Unione Europea «a sviluppare una tecnologia d'immagazzinaggio delle celle a combustibile a idrogeno, e altre tecnologie di immagazzinaggio, per usi portatili, impianti permanenti e fini di trasporto e a mettere a punto entro il 2025 in tutti i paesi membri dell'Unione Europea un'infrastruttura ad idrogeno decentralizzata, dal basso verso l'alto»; la legge sul riassetto del settore energetico nazionale riconosce il vettore idrogeno alla pari delle fonti rinnovabili tra le risorse energetiche che vedono l'attribuzione di «certificati verdi», favorendo la produzione dello stesso vettore da fonti rinnovabili; il parco macchine utilizzati il gas metano, attualmente di circa 500.000 unità, è in rapido aumento e l'utilizzo di una miscela idrogeno/metano nella proporzione 30/70 comporterebbe una riduzione del 10-15 per cento nelle emissione dei gas serra CO2; l'articolo 1, comma 248, della legge n. 311/2004 (legge finanziaria 2005) ha istituito per il 2005, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, un Fondo per la promozione delle risorse rinnovabili, con una dotazione finanziaria di 10 milioni di euro, finalizzato al cofinanziamento di studi e ricerche relative all'utilizzo del vettore idrogeno, prodotto a partire da fonti rinnovabili, nell'ambito di nuovi sistemi di locomozione atti a ridurre le emissioni inquinanti al fine del miglioramento della qualità ambientale, in particolare all'interno dei centri urbani; regioni ed enti locali hanno promosso politiche finalizzate alla promozione della sostenibilità ambientale; in questo ambito, si è puntato allo sviluppo di sistemi basati sull'idrogeno e della filiera produttiva (apparecchi e componenti funzionali alla produzione, alla distribuzione e all'uso), per lo studio, la promozione e l'impiego del vettore, per la sensibilizzazione delle comunità locali e dei diversi attori sociali su politiche ambientali, energetiche e industriali di nuova generazione, come nel caso delle azioni del progetto denominato «H2 Filiera Idrogeno», varato dalla Regione Toscana, in concorso con enti territoriali, università, scuole d'alta formazione e rivolto alle imprese; la risorsa geotermica è una fonte naturale rinnovabile, pulita e in grado di contribuire ai bisogni energetici, se correttamente utilizzata, senza compromettere l'ambiente; in Toscana la geotermia, che ha come centro nevralgico di sfruttamento nella zona boracifera storica di Larderello, copre il 25 per cento del fabbisogno energetico, le centrali geotermiche producono circa 5 miliardi di Kwh di energia elettrica, pari al fabbisogno energetico annuo di circa 2 milioni di famiglie italiane, in questo modo vengono risparmiate un milione e centomila tonnellate equivalenti di petrolio ed è possibile evitare l'emissione di 3.8 milioni di tonnellate di anidride carbonica; il sostegno alla geotermia è ritenuto strategico dalle politiche energetiche nazionale e regionale, nell'ambito della promozione delle energie rinnovabili; ad adottare misure e politiche di sviluppo ambientale sempre più coerenti con gli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto e dall'Unione Europea, incentivando in particolare la riduzione dei gas ad «effetto-serra» mediante l'adozione di nuove possibili forme tecnologiche; a proporre, anche all'interno della manovra finanziaria, politiche di carattere fiscale generale, utili alla promozione degli obiettivi fissati dal citato Protocollo di Kyoto, valutando in particolare misure in favore del vettore idrogeno e delle miscele idrogeno-metano, quali: la revisione dei coefficienti di ammortamento dei beni d'impresa sulla base di criteri che valorizzino il contributo alla sostenibilità ambientale dato dalla produzione, dallo stoccaggio, da trasporto e dall'uso dell'idrogeno e delle miscele idrogeno-metano quali combustibili; l'eliminazione dell'IRAP per le imprese innovative ed ecosostenibili del settore dell'economia all'idrogeno; il credito d'imposta per le PMI del settore dell'economia dell'idrogeno che adottano i sistemi comunitari di certificazione ambientale; incentivi per start-up operanti nel settore delle fonti rinnovabili di energia connesse alla produzione e all'utilizzazione dell'idrogeno; a studiare strumenti finanziari innovativi che attraverso il coinvolgimento del settore bancario - sul modello del finanziamento tramite terzi previsto a livello comunitario nel settore dell'efficienza energetica - siano rivolti alle imprese che operano nel settore della produzione, del trasporto e dell'utilizzo dell'idrogeno; ad agevolare l'insediamento d'industrie produzione di idrogeno, tramite la stipula di convenzioni con le aziende produttrici di energia elettrica derivante da fonti rinnovabili, in aree e strutture riferibili ai poli industriali di produzione, di proprietà delle stesse aziende e riconvertibili e in comunque aree utili a garantire sinergie di carattere localizzativo e produttivo-tecnologico; a promuovere la definizione di protocolli d'intesa con istituti di credito e fondazioni d'origine bancaria che abbiano tra le finalità d'intervento la promozione di attività economiche e di ricerca finalizzate al miglioramento degli standard di qualità ambientale e, in particolare, all'adeguamento agli obiettivi di riduzione delle emissioni e di lotta all'inquinamento atmosferico; ad agevolare e sostenere studi mirati da parte di università, scuole di alta formazione, centri di ricerca di carattere pubblici e privato, regioni ed enti locali per favorire l'insediamento e il radicamento dell'industria dell'idrogeno; a definire e coordinare in concorso con le regioni di volta in volta interessate le intese necessarie per la definizione di «distretti dell'idrogeno», che possano favorire politiche di concentrazione delle risorse per la promozione dell'economia dell'idrogeno, di valorizzazione dei progetti che possono concorrere alle azioni dell'Unione Europea e delle JTI per l'ottimizzazione dell'uso delle risorse disponibili, prevedendo l'adozione di specifiche procedure autorizzative tendenti ad abbreviare i tempi d'insediamento delle attività, anche secondo le indicazioni tratte dagli studi sin qui svolti, quali quelli della Piattaforma Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile; a sostenere tra le priorità per la sperimentazione degli interventi la connessione tra produzione geotermica dell'energia e produzione dell'idrogeno, per la immediata disponibilità della fonte primaria rinnovabile, localizzata naturalmente in modo non dispersivo, secondo positivi esempi emergenti di sinergia sostenibile, quale quello in atto in Islanda, e coerentemente con quanto recentemente proposto nel Position Paper del Governo Italiano «Energia: temi e sfide per l'Europa e per l'Italia» che traduce per il nostro paese il Piano d'azione «Una politica energetica per l'Europa»; a definire e a sostenere, in concorso con le regioni e con gli enti locali, la scelta di «aree di sperimentazione» dell'utilizzazione dell'idrogeno e della miscela idrogeno-metano, in particolare per il comparto meccanico automotive, nei sistemi d'autotrazione, per l'abbattimento dell'inquinamento da traffico automobilistico per le città e per il sostegno a sistemi alternativi di mobilità, realizzando anche lungo le direttrici d'interesse regionale punti di rifornimento che permettano l'utilizzo in scala regionale dei sistemi alternativi; a sostenere con misure adeguate l'avvio della conversione ad idrogeno e ad idrogenometano del parco delle auto e dei ciclomotori esistente, anche con motori a combustione di tipo tradizionale, consentendo la targatura delle flotte sperimentali, col sostegno alle industrie per la ricerca e la sperimentazione di nuovi motori e per la realizzazione degli impianti di produzione d'idrogeno in piccola scala. (7-00298) «Mariani, Lulli, Filippeschi, Realacci».