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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE CONCLUSIVA DI DIBATTITO 8/00089 presentata da RANIERI UMBERTO (L'ULIVO) in data 25/10/2007

Atto Camera Risoluzione in Commissione 8-00089 presentata da UMBERTO RANIERI giovedì 25 ottobre 2007 pubblicata nel bollettino n.246 La III Commissione, premesso che: la giunta militare al potere in Birmania sta intensificando la repressione nei confronti delle manifestazioni pubbliche di opposizione, rilanciate dai monaci buddisti; ha suscitato sdegno e preoccupazione l'annuncio ufficiale dell'arresto di circa tremila oppositori e dell'intenzione di imprigionare tutti gli attivisti ancora in libertà, nonostante il richiamo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni per il rilascio immediato dei dissidenti; la Birmania è illegittimamente governata dal 1962 da una dittatura militare che nel 1988 ha soffocato brutalmente il dissenso dei cittadini e dai lavoratori e nel 1990 è stata sconfitta elettoralmente dal nuovo partito della Lega nazionale per la democrazia, promosso da Aung San Suu Kyi, insignita del Premio Nobel per la pace nel 1991; la dittatura militare ha trasformato la Birmania in un Paese avulso dalla comunità internazionale e non rispettoso del diritto internazionale umanitario, dedito al traffico d'armi e di stupefacenti, fondato sulla corruzione, sullo sfruttamento del lavoro forzato, sul degrado ambientale, sull'oppressione delle minoranze etniche, sull'abuso generalizzato nei confronti di donne e bambini, (la Birmania è il Paese con il più alto tasso di bambini-soldato); la comunità internazionale è chiamata a salvaguardare i diritti di libertà del popolo birmano e non può quindi restare inerte di fronte alla repressione delle dimostrazioni pacifiche di protesta, alle quali hanno preso parte dal mese di settembre religiosi, studenti e cittadini che, dopo decenni di violazioni dei diritti fondamentali e un grave deterioramento delle condizioni di vita della popolazione, stanno chiedendo il ripristino della democrazia; nei confronti del regime birmano - che al culmine degli scontri ha sfidato la comunità internazionale impedendo per alcuni giorni la diffusione di ogni notizia sulla sorte della signora Aung San Suu Kyi, da anni agli arresti domiciliari - le Nazioni Unite, per iniziativa del Segretario Generale, Ban Ki-Moon, hanno inviato a monitorare la condizione del Paese un loro rappresentante, Ibrahim Gambari, la cui attività merita di essere particolarmente incoraggiata e sostenuta; il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - a causa della minaccia di veto posta da due membri permanenti, Cina e Russia - non è riuscito ad adottare atti vincolanti ed adeguati alla gravità della situazione nei confronti della giunta militare, limitandosi ad approvare una dichiarazione di condanna; a fronte della dura repressione la presidenza di turno dell'Unione europea ha espresso la propria solidarietà al popolo birmano e la sua «ammirazione per i monaci, le suore e i cittadini coraggiosi che stanno esercitando il loro diritto a manifestare pacificamente», sollecitando le autorità militari a rispettarne i diritti, e soprattutto a non usare la violenza contro il popolo, e invitando tutte le parti interessate «a portare avanti un processo genuino di riconciliazione e negoziazione»; il Consiglio affari generali e relazioni esterne dell'Unione europea si è pronunciato lunedì 15 ottobre per l'inasprimento delle sanzioni nei confronti della giunta militare birmana, includendo il divieto delle esportazioni di attrezzature per i settori del legno, il divieto dello sfruttamento minerario dei metalli, minerali e pietre preziose o semipreziose, il divieto di importare e investire in questi settori; la società civile italiana ed internazionale è mobilitata a sostegno della causa della democrazia e della libertà per il popolo birmano, come risulta dagli atti dell'audizione svolta presso il Comitato permanente sui diritti umani, in data 26 luglio 2007, anche se permane un flusso turistico malgrado la repressione in atto; impegna il Governo: ad adoperarsi affinché sia restituita la libertà ai prigionieri politici e alle persone arrestate in seguito alle recenti manifestazioni pubbliche e soprattutto ad Aung Saan Suu Kyi, principale leader dell'opposizione, così riconoscendole il ruolo politico di principale interlocutrice per la transizione del Paese verso la democrazia; a contribuire all'assistenza ai profughi birmani che hanno trovato scampo in Tailandia; a mantenere elevata l'attenzione in tutte le sedi internazionali sulla gravissima situazione in Birmania, contribuendo ad esercitare una adeguata pressione sul regime militare al potere perché si conformi alle richieste dell'Unione europea e del Consiglio di Sicurezza dell'Onu relativamente al rispetto dei diritti; ad insistere, in seno al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, perché siano adottate misure tali da incidere sulla crisi in atto, sostenendo il ritorno del Paese alla democrazia attraverso un effettivo, credibile e inclusivo percorso di riconciliazione; a sollevare la questione birmana anche nei rapporti bilaterali con i grandi Paesi asiatici vicini, come l'India, o che oggi si oppongono alle sanzioni richieste dalle Nazioni Unite, in particolar modo la Russia e la Cina; a confermare l'impegno dell'Unione europea per esercitare la più ampia pressione possibile sul piano diplomatico, economico e commerciale, perché la giunta militare al potere in Birmania cessi la repressione degli oppositori, il ricorso ad arresti arbitrari e all'utilizzo della tortura nei confronti dei detenuti, infine restituisca il governo del Paese ad istituzioni rappresentative della popolazione, intensificando in tale direzione la cooperazione con le corrispondenti organizzazioni regionali del sudest asiatico, e in particolare con l'ASEAN anche in vista del prossimo vertice con l'UE; ad attuare tempestivamente ed integralmente, tutte le misure sanzionatorie stabilite internazionalmente, al fine di garantire un effettivo embargo alla vendita di armamenti, valutando la possibilità, d'intesa con i partner UE, di adottare ulteriori sanzioni economico-commerciali oltre a quelle già stabilite dal Consiglio affari generali relazioni esterne dell'Unione europea del 15 ottobre 2007 in funzione dell'evoluzione del quadro interno birmano, non escludendo di prendere in considerazione la possibilità di sospendere le relazioni commerciali che intercorrono fra la UE e il Paese asiatico; a verificare il pieno rispetto da parte degli operatori economici italiani, ivi inclusi quelli turistici, delle sanzioni in vigore, favorendo altresì l'informazione dei cittadini italiani che intendano visitare la Birmania circa le violazioni in corso dei diritti umani. (8-00089) «Ranieri, Paoletti Tangheroni, Zacchera, Cioffi, Giancarlo Giorgetti, Leoluca Orlando, Forlani, Ricardo Antonio Merlo, Mellano, De Zulueta».

 
Cronologia
giovedì 18 ottobre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si svolge a Lisbona il vertice sul trattato di riforma, nel corso del quale si raggiunge un accordo per il nuovo "Trattato di Lisbona", che verrà formalmente firmato il 13 dicembre 2007 nella capitale portoghese da tutti i leader europei.

venerdì 26 ottobre
  • Politica, cultura e società
    La Corte di cassazione rigetta il ricorso della procura generale di Milano e conferma l'assoluzione di Berlusconi nel processo Sme.