Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05470 presentata da MINARDO RICCARDO (MISTO-MPA-MOVIMENTO PER L'AUTONOMIA) in data 05/11/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-05470 presentata da RICCARDO MINARDO lunedì 5 novembre 2007 nella seduta n.235 MINARDO. - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che: i questi giorni i produttori zootecnici della Sicilia e della Provincia di Ragusa stanno ricevendo i bollettini di pagamento relativi alle multe per le quote latte non pagate dal 1997-1998 ad oggi, comprensivi degli interessi di mora; l'irrogazione delle multe, nel caso in specie, appare assolutamente illegittima in considerazione del fatto che la Provincia di Ragusa da sola produce il 20 per cento del fabbisogno regionale e l'intera Sicilia da sola non raggiunge la quota assegnata dalla Comunità europea; in conseguenza di ciò, con il metodo adottato dall'Agea, le aziende zootecniche siciliane sono costrette, loro malgrado, a subire un provvedimento ingiusto e profondamente lesivo degli interessi economici; ancora una volta l'economia iblea viene penalizzata in un momento molto delicato per il comparto e l'elevato quantitativo da pagare per le multe è diventato un grave problema sociale poiché le aziende non hanno la disponibilità economica per eliminare il loro debito -: se il Governo non ritenga urgente e necessario provvedere a forme di intervento mirate all'agevolazione di pagamenti e all'eliminazione degli interessi maturati; se il Governo intenda intervenire presso l'Agea per verificare i motivi che hanno indotto all'emissione delle notifiche dei bollettini comprensivi degli interessi maturati sulle multe non pagate dal 1997 ad oggi e chiarire perché sta bloccando i Pac alle aziende agricole del territorio, premi che per molte aziende sono di vitale importanza; se il Governo intenda intervenire in modo definitivo perché ancora una volta la Sicilia e la provincia di Ragusa in particolare, subiscono situazioni insostenibili con il rischio di indebolire l'economia locale di cui un intero settore che è già in crisi sta ricevendo il definitivo colpo di grazia.(4-05470)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata sabato 5 gennaio 2008 nell'allegato B della seduta n. 263 All'Interrogazione 4-05470
presentata da MINARDO Risposta. - L'interrogazione pone l'accento su una tematica da sempre all'attenzione dell'Amministrazione, in quanto l'introduzione nel 1984 del regime di contingentamento, a livello di Stato membro, della produzione lattiera (cosiddette quote latte) ha dato avvio ad una vicenda contrassegnata da una esacerbazione delle contestazioni con rilevanti conseguenze per il nostro Paese in termini finanziari e di immagine. L'azione di normalizzazione del settore lattiero caseario è uno dei principali obiettivi perseguiti dal Governo ed in tal senso sono proseguite con determinazione le azioni intraprese. Il nostro Paese, tramite l'AGEA, sin dalla campagna 1995-1996, ha potenziato gli strumenti di difesa a fronte di un contenzioso particolarmente esasperato, attraverso una stretta collaborazione con l'Avvocatura Generale dello Stato, con le Regioni e con le Procure regionali della Corte dei conti. Si evidenzia che trattasi di contenzioso che, a causa delle caratteristiche assunte (notevoli quantità di ricorsi collettivi, istanze cautelari presentate sovente a ridosso dei termini di scadenza, tipo di censure dedotte in giudizio basate su argomentazioni tese a mettere in discussione l'impianto del regime e non su lesioni di posizioni individuali), si presenta particolarmente difficoltoso. Le azioni intraprese sono state tutte indirizzate al rispetto rigoroso delle regole ed in tal senso va intesa la strategia del recupero dei prelievi non versati, mediante il ricorso all'istituto della compensazione. Questa iniziativa ha ricevuto l'avallo istituzionale della Conferenza Stato-Regioni e della Commissione europea. In tale direzione deve essere, altresi, inteso l'impegno profuso dall'Avvocatura Generale dello Stato a tutela dell'interesse collettivo e per il coordinamento e l'indirizzo delle Avvocature distrettuali a livello territoriale. In particolare si è posto l'accento sugli adempimenti che la legge n. 119 del 2003 pone a carico delle Amministrazioni regionali in tema di controlli mensili finalizzati alla corretta determinazione del prelievo, al suo versamento, all'eventuale applicazione delle sanzioni previste dalla stessa legge ed alle attività inerenti il recupero delle somme dovute, attraverso l'applicazione immediata delle procedure di riscossione coattiva del prelievo supplementare dovuto in capo all'acquirente o al produttore, ove non sussistano impedimenti di carattere giurisdizionale. A seguito delle continue sollecitazioni da parte della Commissione europea dirette all'adozione di misure straordinarie di contrasto alla estesa situazione di inadempienza riscontrata nelle attività di recupero del prelievo supplementare latte, è stata messa a punto una procedura di compensazione tra il debito del produttore a titolo di prelievo non versato iscritto (nel registri dei debitori), ai sensi del Reg. (CE) n. 1290/2005, e crediti che lo stesso produttore avanza nei confronti dell'organismo pagatore a titolo di aiuti comunitari. Tale procedura, approvata in sede di Conferenza Stato-Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano il 14 dicembre 2006, ha ricevuto l'avallo della Commissione europea, in quanto diretta a perseguire la tutela dei primari interessi finanziari della Comunità mediante il recupero di somme di pertinenza comunitarie che si pongono, peraltro, come condizione di corretto funzionamento della disciplina di settore. La Commissione europea, nel sottolineare la legittimità della procedura ha richiamato la causa C-132/95 (Bent Jensen 1 Landbrugsministeriet) laddove la Corte di giustizia ha puntualizzato che la compensazione fra pagamenti soggetti all'obbligo del versamento integrale (prelievo supplementare latte) e crediti arretrati di uno Stato membro non comporta una riduzione dell'importo dell'aiuto. Inoltre, trattandosi, nel caso in specie, di debiti dei produttori riconducibili al diritto comunitario, la Commissione ritiene che non si possa mettere in discussione la conformità del ricorso alla compensazione di crediti con le disposizioni della normativa comunitaria vigente in materia di pagamenti ai produttori e aggiunge che il prelievo non versato va iscritto nel registro debitori, ai sensi dell'articolo 32, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 1290 del 2005, secondo il quale il recupero delle somme deve essere realizzato entro 4 anni dal verbale di irregolarità, elevati ad 8 anni in caso di procedimento giudiziario, e che venga posta in essere diligentemente dall'Amministrazione centrale o regionale ogni utile azione atta al recupero totale ed immediato del prelievo dovuto. Infine, si evidenzia che la compensazione, per tutti i periodi di riferimento, si basa su una attenta analisi e valutazione delle singole posizioni dei produttori da parte delle strutture regionali. L'Amministrazione è a conoscenza dell'esistenza di alcune limitate e mirate realtà produttive che in questo momento risentono di qualche difficoltà di carattere finanziario, tali da mettere in pregiudizio anche il corretto adempimento del versamento del prelievo supplementare latte pregresso. Tuttavia, l'attuale normativa nazionale e comunitaria non prevede forme di ulteriori rateizzazioni, oltre quelle già previste (che, in ogni caso, dovrebbero essere preventivamente concordate con la Commissione europea). Così come non sono previste forme generalizzate di transazione del debito accumulato, attuate unilateralmente dallo Stato membro, pena l'immediata apertura di una procedura di infrazione. Il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali: Paolo De Castro.