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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE CONCLUSIVA DI DIBATTITO 8/00094 presentata da REALACCI ERMETE (L'ULIVO) in data 06/11/2007

Atto Camera Risoluzione in Commissione 8-00094 presentata da ERMETE REALACCI martedì 6 novembre 2007 pubblicata nel bollettino n.250 La VIII Commissione, premesso che: le problematiche economico-ambientali relative alla movimentazione dei sedimenti marini e salmastri - come il dragaggio nelle aree portuali o entro terra (per manutenzioni ordinarie, per approfondimenti dei fondali dovuti alle nuove esigenze dei traffici marittimi o per attività di bonifica dei fondali), la nuova realizzazione di strutture portuali (dighe, scogliere, moli) e gli interventi di lotta all'erosione costiera (ripascimenti, pennelli, barriere, e simili) - possono essere causa di forti tensioni e preoccupazioni da parte dell'opinione pubblica locale e dei portatori di interesse per le attività turistiche e l'economia costiera; l'Italia è firmataria di convezioni internazionali (London Convention, Barcellona) e deve sottostare a indicazioni comunitarie (Direttiva quadro sulle acque 2000/60/CE), che individuano approcci e procedure tecniche volte ad accertare, attraverso indagini mirate, lo stato degli ecosistemi marini, la qualità delle acque, la loro tutela, la lotta all'inquinamento, il ripristino di un elevato grado di naturalità delle risorse idriche; in tutta la normativa ambientale più recente è insito il concetto di sviluppo sostenibile, che deve conciliare il mantenimento delle risorse naturali (e il loro miglioramento) per le generazioni future con un sufficiente livello socio-economico per tutti gli abitanti di una comunità: a questa necessità si deve richiamare l'uso ottimale delle risorse e, nel caso specifico, la priorità al riutilizzo per usi pubblici e benefici dei materiali derivanti dalle differenti attività di dragaggio dei sedimenti marini, attestata la loro idoneità e compatibilità; in analogia a quanto previsto in tema di raccolta differenziata e recupero dei rifiuti (secondo quanto ribadito agli articoli 179 e 181 del decreto legislativo n. 152 del 2006 sulle priorità di gestione), anche per i sedimenti è indispensabile prevedere una serie ampia di opzioni di riutilizzo quali il ripascimento dei litorali, la ricostruzione di strutture naturali in ambito costiero, il riempimento di banchine e vasche di colmata destinate ad usi portuali, il riutilizzo a terra, a seconda della qualità dei materiali all'origine o dopo trattamenti specifici, riducendo il più possibile i casi di immersione in mare e la deposizione nei bacini conterminati, che, oltre al consumo di territorio ed al probabile impatto sulle dinamiche costiere, configurano il rischio di essere una sorta di discariche marine nella quali far refluire materiali anche molto inquinati; l'articolo 109 del decreto legislativo n. 152 del 2006 (ex articolo 35 del decreto legislativo n. 152 del 1999) prevede (entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento) la stesura di un decreto ministeriale con allegati tecnici relativi alle procedure e ai criteri da seguire per una gestione ecocompatibile delle attività inerenti tutte le movimentazioni di materiali in ambito marino, che, a tutt'oggi, non è stato emanato; l'articolo 21 della legge n. 179 del 2002 trasferisce alle regioni alcune competenze in materia di gestione della fascia costiera (fatta salva l'emissione del decreto che sostituisca il decreto ministeriale del 24 gennaio 1996 del Ministero dell'ambiente); su richiesta del Ministero dell'ambiente, ICRAM e APAT, istituti tecnico-scientifici nazionali di riferimento, hanno redatto un «Manuale per la movimentazione di sedimenti marini» (pubblicato sul sito del Ministero e dei rispettivi istituti), che ha avuto anche il sostegno di ambiti di ricerca nazionale ed internazionale e di alcune ARPA regionali, al fine di dare risposte tecniche chiare e coerenti dal punto di vista della salvaguardia ambientale ai vari quesiti che vengono posti dai soggetti interessati alla realizzazione degli interventi di dragaggio e/o deposizione dei sedimenti; il contenuto del Manuale affronta tutte le problematiche relative ai dragaggi portuali, ai prelievi di sabbie costiere e del largo, al ripascimento di aree soggette ad erosione, al riempimento delle vasche di colmata, all'immersione in mare di materiale di escavo, cercando di sintetizzare le azioni da intraprendere per garantire la tutela ambientale attraverso una gestione ecosostenibile della materia, indicando le attività da svolgere a partire dalla caratterizzazione fisico-chimico-biologica dei sedimenti, alla definizione e classificazione della qualità ambientale degli stessi, fino alle differenti gestioni e le conseguenti attività di monitoraggio, nonché la possibilità di effettuare trattamenti per ridurre la contaminazione e poter riutilizzare le differenti frazioni di materiale così recuperato, attività non contemplate dalla normativa vigente; tale manuale è attualmente oggetto di una proposta di accordo formulata dal Ministero dell'ambiente alla Conferenza Stato-regioni che, in relazione alla vastità e complessità delle tematiche affrontate e considerato il carattere innovativo dei differenti criteri e procedure contenute nel testo, ha favorito la nascita di un tavolo tecnico nazionale permanente, con la partecipazione dei soggetti centrali e periferici interessati, per monitorare e assistere l'attuazione normativa delle indicazioni contenute nel manuale, raccogliendo al tempo stesso suggerimenti utili per successive revisioni e aggiornamenti; la recente legge finanziaria n. 296 del 27 dicembre 2006 è intervenuta in questo settore modificando (con il comma 996) la legge n. 84 del 1994 circa le competenze delle autorità portuali in materia di dragaggi dei fondali ricadenti nei Siti di bonifica di interesse nazionale (SIN) e dando mandato (al nuovo comma 11-quinquies dell'articolo 5) ad un successivo (entro 45 giorni) decreto del Ministero dell'ambiente per la specifica di metodologie e criteri, con inevitabili riflessi sull'intera tematica della movimentazione dei sedimenti; per le ragioni esposte e in aggiunta alle questioni di natura più strettamente scientifica, occorre anche riconoscere che la soluzione dei problemi tecnici legati all'attività di movimentazione dei sedimenti nei porti può rappresentare, in linea più generale, uno strumento essenziale delle politiche pubbliche, non soltanto sotto il profilo della prevenzione del rischio ambientale e del potenziale inquinamento marino, ma anche con riferimento alle finalità di sviluppo dell'attività portuale stessa; è dunque necessario, in questo quadro complessivo, sottolineare l'esigenza di indicare misure idonee ad aumentare la funzionalità dei porti italiani, che devono essere resi competitivi con gli altri sistemi portuali del Nord Europa; come rilevato in più occasioni dalla stessa VIII Commissione, le cosiddette «autostrade del mare» e la politica di sostegno allo sviluppo del cabotaggio rappresentano, infatti, una delle soluzioni più interessanti per il miglioramento della trasportistica italiana e possono costituire - unitamente al potenziamento della rete ferroviaria - un valido bilanciamento del trasporto su gomma; nell'ambito delle misure di sviluppo della trasportistica portuale, peraltro, un intervento di più lungo periodo dovrebbe essere finalizzato al rafforzamento delle misure di accelerazione e semplificazione delle procedure esistenti, nel pieno rispetto della normativa di tutela e salvaguardia ambientale, nonché al perseguimento di una corretta pianificazione e programmazione in questi ambiti, valorizzando i programmi integrati a livello territoriale e combattendo la proliferazione casuale e «clientelare» dei porti, prevalentemente di medie e piccole dimensioni e in genere destinati a scopi turistici, che possono causare rilevanti danni a situazioni di enorme pregio ambientale e paesaggistico; a tal fine, la VIII Commissione si propone di acquisire - anche mediante una apposita attività conoscitiva - gli opportuni elementi di informazione da parte dei soggetti competenti; un intervento di più lungo periodo, come quello sopra richiamato, potrebbe anche essere accompagnato da una approfondita - e parallela - attività di mappatura delle aree costiere adiacenti ai porti, al fine di verificare «a monte» le condizioni di rischio derivanti da eventuali movimentazioni di sedimenti; da tale mappatura, infatti, potrebbero emergere elementi di interesse sulla situazione geo-morfologica delle coste, in grado di evitare la produzione di lungaggini procedurali nelle situazioni caratterizzate da un minore o irrilevante livello di rischio ambientale; le richiamate iniziative, peraltro, non possono prescindere dal fatto che in Italia esistono mari e coste con caratteristiche completamente diverse (si vedano, a titolo di esempio, i casi dell'Adriatico e del Tirreno); occorre, inoltre, tenere ben presenti i problemi legati alle caratteristiche dei sedimenti marini, per un verso valorizzando la risorsa sedimento marino e le opzioni ecologicamente compatibili e, per altro verso, assicurando che questi materiali, quando presentano concreti livelli di pericolosità, siano trattati alla stregua di rifiuti pericolosi; impegna il Governo: a pervenire in tempi rapidi ad un quadro normativo e regolamentare nell'ambito della movimentazione dei materiali e dei sedimenti in ambiente marino e costiero, che disciplini tutte le diverse attività e competenze, coordinando le diverse norme esistenti o in corso di definizione in materia, superando le incoerenze, la frammentarietà e la difficoltà interpretativa, e confermando come base tecnico-scientifica il manuale del Ministero dell'ambiente redatto da ICRAM-APAT; ad assumere adeguate iniziative volte alla concertazione e alla verifica permanente con l'ambito regionale e con i soggetti tecnico-scientifici nazionali riguardo ai differenti provvedimenti concernenti la movimentazione dei sedimenti marini, rendendo pubblico e chiaro il quadro delle indicazioni tecniche da seguire sulla materia, riguardo non solo ai criteri di indagine ma anche di valutazione ai fini delle differenti opzioni di gestione dei materiali, in un ottica di uso sostenibile e razionale delle risorse ambientali, dando efficacia normativa alle indicazioni già definite a livello statale e parzialmente in essere in diversi contesti locali; a incoraggiare progetti di ricerca applicata, con il contributo delle migliori professionalità tecniche e scientifiche nazionali, pubbliche e private, per lo sviluppo e la sperimentazione di tecnologie di trattamento che valorizzino la risorsa sedimento marino e le opzioni ecologicamente ed economicamente compatibili, in analogia alle esperienze e alle collaborazioni esistenti a livello internazionale, in particolare nell'ambito della CE, che vanno adeguatamente valorizzate; ad affrontare in modo coerente e propositivo le problematiche attualmente esistenti sotto il profilo tecnico-scientifico, incentivando una forte collaborazione tra dicastero dell'ambiente, sistema delle autonomie territoriali, autorità portuali, APAT e ICRAM, in un'ottica di piena valorizzazione tecnica delle iniziative finalizzate alla protezione dell'ecosistema e alla funzionalità del sistema portuale medesimo; a far sì che, in questo quadro, le autorità portuali provvedano a monitorare, tramite istituti scientifici, la qualità e le quote dei sedimenti, individuando le più opportune misure che, nel garantire il migliore livello di tutela ambientale, evitino interruzioni delle prioritarie attività portuali. (8-00094) «Realacci, Mariani, Francescato, Misiti».

 
Cronologia
giovedì 1° novembre
  • Politica, cultura e società
    Muore a Roma Giovanna Reggiani, dopo una brutale aggressione da parte di un immigrato rumeno di etnia rom. Il caso provoca forti reazioni da parte dell'opinione pubblica e delle istituzioni. Il Presidente del Consiglio Prodi convoca d'urgenza il Consiglio dei ministri per emanare un decreto-legge che faciliti le espulsioni (decreto-legge 1° novembre 2007, 181, Disposizioni urgenti in materia di allontanamento dal territorio nazionale per esigenze di pubblica sicurezza). Il decreto non sarà convertito in legge.

domenica 11 novembre
  • Politica, cultura e società
    Nei pressi di Arezzo un poliziotto interviene in una rissa tra tifosi e un giovane romano resta ucciso. L'episodio provoca la rabbia delle tifoserie che in diverse città scatenano una vera e propria guerriglia. Vengono sospese alcune partite di calcio.