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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00306 presentata da PIAZZA CAMILLO (VERDI) in data 12/11/2007

Atto Camera Risoluzione in Commissione 7-00306 presentata da CAMILLO PIAZZA lunedì 12 novembre 2007 nella seduta n.240 La VIII Commissione, premesso che: il 24 ottobre scorso, a Strasburgo, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione, dal valore solo consultivo, che chiede all'industria automobilistica europea di ridurre la media di emissioni di anidride carbonica per auto a 125 grammi per chilometro, contro gli attuali 160 grammi, entro il 2015; il proponente, il britannico Chris Davies, capofila degli eurodeputati liberali, ha spiegato che la soglia di 125 g/km come media del venduto comunitario entro il 2015, fissata dall'Assemblea Ue, riguarda solo le tecnologie dei motori e non prende in conto le misure aggiuntive, diversamente dall'esecutivo comunitario che nei mesi scorsi aveva proposto un obiettivo di130 g/km al 2012 da ottenere con misure di responsabilità dei produttori di veicoli, affidando ulteriori 10 grammi di riduzione (per arrivare a 120 g/km al 2012) ad ulteriori misure riguardanti specifiche componenti auto (pneumatici e condizionatori) e carburanti innovativi (biocarburanti); la relazione è passata con 397 voti a favore, 269 contro e 20 astenuti, e smentisce il testo più severo di una Risoluzione approvata il 14 febbraio dalla Commissione Ambiente della stessa Assemblea di Strasburgo, che insisteva sul mantenimento dell'obiettivo di riduzione di 120 g/km al 2012, fissato originariamente dalla Commissione come obiettivo a lungo termine della strategia di accordi volontari con i costruttori europei avviata nel 1997 (140gCO 2 /km al 2008 accordo con ACEA, 140 g al 2000 accordi con JAMA e KAMA); l'impegno degli accordi volontari prevedeva che, se le emissioni medie delle vetture nuove vendute sul mercato comunitario non fossero scese a 140 g/km entro il 2008, la Commissione avrebbe legiferato per imporre l'obiettivo del 2012. Solo alcuni produttori europei (compresa la Fiat e le case francesi) sono nella direzione di marcia per rispettare l'impegno dell'accordo volontario, che è stato invece ignorato soprattutto dalle grandi case tedesche produttrici e grandi esportatrici di auto di lusso e 4x4, le cui pressioni hanno fortemente condizionato il voto sull'obiettivo di riduzione delle emissioni di CO 2 . A causa della violazione degli accordi volontari da parte dei maggiori produttori, la media delle emissioni, che nel 2005 è stata di 160 g/km, nel 2008 supererà probabilmente i 150 g/km, impedendo il raggiungimento dell'obiettivo comunitario; lo scorso 12 settembre Acea, l'associazione europea dei costruttori di auto, ha approvato il target proposto dalla Commissione Ue, chiedendo però di avere più tempo per l'applicazione pratica dell'obiettivo; le associazioni ambientaliste di tutta Europa hanno accusato gli europarlamentari di aver perso coraggio e di non aver rispettato la risoluzione della commissione Ambiente che il 14 febbraio scorso aveva fatto appello alla Commissione europea perché approvasse gli obiettivi vincolanti di 120 g/Km entro il 2012; il 12 ottobre un'importante coalizione formata da CGIL, CISL e UIL, dai consumatori e dalle maggiori associazioni ambientaliste italiane, guidata da Amici della Terra, ha rivolto un appello a tutti i parlamentari europei, affinché fosse data piena applicazione al principio di «chi inquina paga» e che l'obiettivo comunitario fosse applicato in maniera uguale per tutti i produttori. Purtroppo, il Parlamento europeo, pur esprimendosi a favore dello scambio dei certificati di emissione fra produttori (CARS), un meccanismo che darebbe flessibilità ai produttori nella convergenza all'obiettivo comunitario, si è espresso a favore di un ulteriore ed ingiustificato elemento di flessibilità, riguardante la differenziazione dell'obiettivo in base al criterio della superficie dell'auto per stabilire l'entità della penalità economica o dell'incentivo di quel modello; in virtù di questo meccanismo, se l'obiettivo delle auto di bassa superficie fosse di 90 g/km, le auto di quella fascia sarebbero colpite da penalità economiche pur emettendo 92 g/km, mentre se l'obiettivo delle auto di grande superficie fosse 160 g/Km le auto di quella fascia con emissioni di CO 2 pari a 158 g/km riceverebbero paradossalmente un incentivo. Pertanto le auto di grandi dimensioni godrebbero di un incentivo economico, mentre le utilitarie verrebbero sanzionate; la coalizione nazionale di associazioni ambientaliste e sindacati ha denunciato che tutto ciò è in palese contrasto col principio «chi inquina paga» e va esattamente nella direzione contraria a quella auspicabile sotto il profilo ambientale: per alleggerire i costi della riduzione delle emissioni di CO 2 /km, le case automobilistiche intensificheranno l'attuale trend a costruire auto di maggiori dimensioni (della superficie in particolare), per poter godere di un limite più favorevole per il singolo modello, ben al di sopra del livello medio comunitario. Ma, se aumenterà il numero di auto grandi in circolazione, non ci sarà alcuna garanzia che l'obiettivo medio sia effettivamente conseguito; inoltre, poiché gli obiettivi differenziati saranno decisi sulla base delle dimensioni che saranno rilevate solo nel 2009, non solo saranno penalizzati i produttori che hanno ben operato in questi anni, come la Fiat, ma è facile prevedere che i produttori sinora inadempienti avranno interesse a non operare più miglioramenti fino a quella data per evitare di fare investimenti che non sarebbero tenuti in conto dalla nuova normativa. Il risultato inevitabile sarà un ritardo di alcuni anni nel conseguimento dell'obiettivo, peraltro penalizzando i produttori che si sono mossi in anticipo; l'effetto complessivo di una simile impostazione della direttiva avrebbe effetti fortemente negativi per la qualità ambientale delle nostre città: auto più grandi produrranno maggiore congestione e rallentamenti della viabilità, oltre a pesare, consumare ed emettere di più, con un prevedibile incremento dell'inquinamento, del rumore, dell'incidentalità stradale e dei problemi di coesistenza con pedoni, bici e due ruote; nelle scorse settimane il principio di non introdurre alcuna differenziazione in classi, avanzato dalla coalizione italiana di ambientalisti e sindacati, era stato proposto anche dall'associazione dei produttori di auto francesi, che giustamente sollecitavano il loro governo a non sostenere in sede europea criteri che penalizzerebbero i produttori che hanno già raggiunto oggi risultati importanti, sia grazie alle ridotte dimensioni e peso delle loro auto, sia in termini di efficienza dei motori; impegna il Governo a sostenere con forza in sede europea, in vista della proposta di direttiva sulla riduzione della CO 2 auto che la Commissione europea si è impegnata a presentare entro dicembre, l'indirizzo originario dei 120 gr/km entro il 2012, ribadendo alla Commissione le sollecitazioni e le prese di posizioni già espresse dal Governo Italiano per una piena applicazione del principio «chi inquina paga», stabilendo per tutti i produttori un obiettivo unico e uguale per tutti, senza alcuna differenziazione rispetto a criteri ambientalmente non sostenibili quali il peso o la superficie. (7-00306) «Camillo Piazza, Realacci, Cacciari, Chianale, De Angelis, Francescato, Lomaglio, Marantelli, Mariani, Misiti, Perugia».

 
Cronologia
domenica 11 novembre
  • Politica, cultura e società
    Nei pressi di Arezzo un poliziotto interviene in una rissa tra tifosi e un giovane romano resta ucciso. L'episodio provoca la rabbia delle tifoserie che in diverse città scatenano una vera e propria guerriglia. Vengono sospese alcune partite di calcio.

domenica 18 novembre
  • Politica, cultura e società
    Silvio Berlusconi annuncia la nascita del Partito del popolo della libertà, che assorbirà Forza Italia. Qualche giorno più tardi gli alleati Fini e Casini, in una nota congiunta, prendono le distanze dall'iniziativa.