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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00312 presentata da DOZZO GIANPAOLO (LEGA NORD PADANIA) in data 22/11/2007

Atto Camera Risoluzione in Commissione 7-00312 presentata da GIANPAOLO DOZZO giovedì 22 novembre 2007 nella seduta n.248 La XIII Commissione, premesso che: il settore dell'allevamento dei suini sta vivendo un momento di particolare crisi determinato, sia da cause congiunturali, legate all'aumento dei costi per i mangimi ed alla costante erosione dei prezzi alla produzione, sia da motivi strutturali identificabili, principalmente, nel ridotto peso contrattuale della fase produttiva agricola all'interno della filiera; la combinazione dei suddetti fattori congiunturali e strutturali determina, per gli allevatori, crescenti difficoltà a remunerare i fattori produttivi e spinge gli stessi a ricercare soluzioni di economia contrattuale che consentano, comunque, di avere anche prezzi minimi, purché contrattualmente garantiti; le situazioni di cui sopra hanno favorito la diffusione di contratti associativi come la soccida che, a loro volta, hanno contribuito ad uniformare ed a stabilizzare al ribasso i prezzi alla produzione, acuendo il problema della squilibrata distribuzione del valore all'interno della filiera che, sempre più, si è sbilanciata in favore delle componenti contrattualmente più forti; la tendenza all'uniformazione dei prezzi ha pressoché privato del loro originale ruolo le borse merci che, tradizionalmente, rappresentavano i mercati di riferimento per i suini e, in specie, le borse di Milano e Mantova che, negli ultimi anni, non svolgono, di fatto, più alcun ruolo ai fini della determinazione dei prezzi dei suini; la costante erosione dei prezzi alla produzione non ha portato beneficio alcuno ai consumatori che, secondo un recente studio ISMEA-NIELSEN (novembre 2007) devono fare i conti con prezzi al consumo che, per le carni fresche e per i salumi, risultano essere, rispettivamente, cinque volte e fino a dieci volte superiori rispetto a quelli alla produzione; i consumatori, oltre a patire, al pari degli allevatori, i margini imposti dai soggetti dominanti all'interno della filiera vedono anche ridotte le tutele relative alla sicurezza ed alla qualità dei prodotti, a causa di un sistema normativo che, nel suo complesso, tende a privilegiare gli interessi dell'industria e della grande distribuzione, sempre meno interessate alla qualità e sempre più attente al rapporto qualità/prezzo e, quindi, alla possibilità di approvvigionarsi, laddove è, per loro, più conveniente, favorendo, in tal modo, l'ingresso e l'impiego - anche per produzioni DOP - di materie prime di provenienza estera e con caratteristiche qualitative spesso non adeguate rispetto alle produzioni per le quali sono impiegate; il decreto interministeriale del 21 settembre 2005, sulla disciplina della produzione e della vendita di taluni prodotti di salumeria ha contribuito a determinare condizioni, per le quali sono riconosciuti, come prosciutti, anche prodotti che, per la materia prima impiegata ed i processi produttivi utilizzati, hanno caratteristiche, ben diverse rispetto a quelle che il consumatore, tradizionalmente, associa al prosciutto italiano; impegna il Governo: a disporre, per la filiera suinicola, i controlli di cui all'articolo 2 del decreto-legge 9 settembre 2005, n. 182, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2005, n. 231 ed a verificare se la costante erosione dei prezzi alla produzione dei suini sia da considerare anomala; ad attivare tutti gli strumenti necessari a verificare se l'attuale uniformazione dei prezzi dei suini sui tradizionali mercati di riferimento, non sia da imputare ad accordi-cartello tra i soggetti oligopolisti che, anche attraverso contratti di soccida, controllano il mercato dei fattori produttivi e dei prodotti all'interno della filiera; a rivedere le disposizioni di cui al decreto interministeriale del 21 settembre 2005, sulla disciplina della produzione e della vendita di taluni prodotti di salumeria, nel senso di tutelare e di favorire la valorizzazione delle materie prime e dei processi produttivi, in grado di garantire il rispetto dei tradizionali standards produttivi nazionali e, nel contempo, di dare trasparenza al mercato e di assicurare il diritto di informazione e di scelta del consumatore; ad intraprendere, in sede nazionale e comunitaria, tutte le iniziative necessarie affinché l'indicazione di origine sia introdotta per le carni suine e resa permanente per le carni bovine e avicole. (7-00312) «Dozzo, Alessandri, Fava».

 
Cronologia
martedì 20 novembre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 333 voti favorevoli e 231 contrari, l'emendamento del Governo Dis 1.1, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. C. 3194-A, di conversione del decreto-legge 1° ottobre 2007 n. 159, recante disposizioni urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l'equità sociale, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

mercoledì 28 novembre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 326 voti favorevoli e 238 contrari, l'emendamento del Governo 1.100, interamente sostitutivo dell'articolo 1 e soppressivo dei restanti articoli (da 2 a 37) e delle allegate tabelle, del d.d.l. C. 3178-A, recante norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività per favorire l'equità e la crescita sostenibili, nonché ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.