Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00161 presentata da BAIO DOSSI EMANUELA (PARTITO DEMOCRATICO-L'ULIVO) in data 06/12/2007
Atto Senato Mozione 1-00161 presentata da EMANUELA BAIO DOSSI giovedì 6 dicembre 2007 nella seduta n.263 BAIO, BASSOLI, ALBERTI CASELLATI, MONACELLI, RUBINATO, BIANCONI, SOLIANI, MAGISTRELLI, BINETTI, MONGIELLO, PELLEGATTA, NEGRI, ROSSA, PIGNEDOLI, AMATI, SERAFINI, DONATI, CARLONI, RAME, FRANCO Vittoria, BONFRISCO, COLLI, PALERMI, THALER AUSSERHOFER, GAGLIARDI, VALPIANA, ALLEGRINI, DE PETRIS, VILLECCO CALIPARI, EMPRIN GILARDINI, CAPELLI, ALFONZI - Il Senato, premesso che: nel settore tessile e dell'abbigliamento, in molti Stati, in particolar modo Lesotho, Kenya, Sud Africa, Swaziland, Namibia, Mauritius, Cambogia, Sri Lanka, Filippine India, Cina, Bangladesh, è stata constatata la violazione dei diritti dei lavoratori, lo sfruttamento minorile, l'impedimento della libertà sindacale e l'assenza delle misure di sicurezza e di controllo nelle fabbriche; i dati relativi al commercio globale del tessile e dell'abbigliamento evidenziano un aumento pari a 60 volte, negli ultimi 40 anni, mentre le esportazioni di abbigliamento ad alta intensità di manodopera ad oggi costituiscono il 57% del totale; la risoluzione del Parlamento europeo sull'avvenire del settore tessile e dell'abbigliamento dopo il 2005 (2004/2265(INI)) afferma che "il settore, con la soppressione definitiva dei contingenti d'importazione, è sottoposto, dal 1° gennaio 2005, a un aumento spettacolare delle importazioni, in particolare dalla Cina, che comporterà soppressioni di posti di lavoro sia nell'Unione Europea che nei Paesi in via di sviluppo fornitori abituali dell'Unione europea (Sri Lanka, Marocco, eccetera)"; la risoluzione del Parlamento europeo sull'avvenire del settore tessile e dell'abbigliamento dopo il 2005 (2004/2265(INI)) afferma che nei Paesi sottosviluppati, circa l'80% dei lavoratori del settore tessile sono donne, spesso minori; nelle Filippine, questo settore è stato esentato dal rispetto del salario minimo e il 9 maggio 2005 i lavoratori hanno manifestato pubblicamente il loro disagio, senza esiti favorevoli; nella Repubblica Dominicana e in Salvador i salari non risultano adeguati all'aumento del costo della vita; in Bangladesh l'orario legale di lavoro settimanale è pari a 72 ore; Neil Kearney, segretario generale della Confederazione internazionale dei sindacati del settore tessile, abbigliamento e calzaturiero (ITGLWF), il 28 aprile 2005, a Brescia, affermava che, secondo l'ILO, ogni anno 2,2 milioni di persone muoiono per cause connesse al mondo del lavoro, di cui 350.000 per incidenti sul posto di lavoro e il restante per malattie dipendenti dalle cattive o malsane condizioni lavorative; nonostante nel settore dei tessili e dell'abbigliamento, nel mondo, milioni di persone, tra cui in particolare minori e adolescenti, ai quali è negato il diritto all'istruzione e al gioco, lavorino in condizioni di sfruttamento e perdano la vita, alcuni imprenditori e investitori internazionali si dimostrano incuranti della dignità della persona umana; considerato che: la risoluzione del Parlamento europeo sull'avvenire del settore tessile e dell'abbigliamento dopo il 2005 (2004/2265(INI)) afferma che il settore tessile e dell'abbigliamento dell'Unione europea, composto in gran parte da piccole e medie imprese (PMI) e caratterizzato da una forte incidenza di mano d'opera, è un settore chiave con un avvenire promettente se l'apertura dei mercati sarà accompagnata da norme sociali ed ambientali e dalla garanzia del loro rispetto e se si realizza l'innovazione; Paesi come la Francia ogni anno organizzano la "settimana della moda etica", al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica e introdurre un codice etico che tenga conto della dignità del lavoratore e dello sviluppo dell'impresa tessile, impegna il Governo: a diffondere ed esigere il più celermente possibile sistemi di responsabilità sociale per il settore tessile e dell'abbigliamento in cui siano chiari e trasparenti i processi di appalto e sub-appalto; a definire i mezzi idonei affinché sia garantito al consumatore il diritto di conoscere, nella forma più completa possibile, la filiera dei prodotti disponibili sul mercato; a studiare forme di valorizzazione delle imprese che lavorano nel tessile - abbigliamento e che dimostrano di voler intraprendere efficaci percorsi di miglioramento in relazione all'impatto sociale e ambientale delle loro filiere produttive, compresi processi di certificazione efficaci che coinvolgono tutti gli stakeholder significativi; a predisporre un tavolo di concertazione con associazioni, sindacati e imprese del settore in cui si stabiliscano degli standard di controllo e in cui si possano monitorare eventuali denunce di abusi effettuati da imprese italiane sia in Italia che all'estero; a farsi promotore di iniziative che valorizzino la trasparenza e comportamenti responsabili nel settore tessile e dell'abbigliamento; a informare, sensibilizzare e mobilitare l'opinione pubblica sulle problematiche legate ai diritti dei lavoratori nel tessile e nell'abbigliamento; a stimolare le pubbliche amministrazioni a promuovere pratiche di acquisti etici e responsabili inserendo criteri di valutazione sociale e ambientale nelle procedure per l'acquisto di beni e servizi e per l'affidamento di appalti pubblici. (1-00161)