Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00020 presentata da PIGNEDOLI LEANA (PARTITO DEMOCRATICO-L'ULIVO) in data 12/12/2007
Atto Senato Risoluzione in Commissione 7-00020 presentata da LEANA PIGNEDOLI mercoledì 12 dicembre 2007 nella seduta n.127 La 9ª Commissione permanente del Senato, esaminato il Documento n. 131 relativo alle Osservazioni e proposte sui distretti rurali ed agroalimentari di qualità trasmesso dal CNEL, premesso che: i territori rurali e agricoli italiani sono caratterizzati da una moltitudine di elementi di differenziazione che ne sottolineano la ricchezza storica, culturale e naturale, ma che mettono altresì in evidenza la necessità di introdurre strumenti adeguati volti a governarne la complessità; l'impianto della pluralità delle agricolture e delle tipologie di soggetti si innesta su una concezione nuova dell'attività agricola, assumendo la finalità dello sviluppo sostenibile come cornice di riferimento, la multifunzionalità come fattore caratterizzante del rapporto fra produzione agricola e territorio e un profilo nuovo dell'impresa e dell'imprenditore dell'agroalimentare come obiettivo specifico, un nuovo protagonismo delle aree e dei sistemi rurali come finalità generale; per affrontare l'esigenza di colmare il distacco tra aree rurali e urbane diventa prioritario il problema della marginalizzazione delle zone rurali soprattutto rispetto alla loro accessibilità in ordine ai nuovi sistemi di comunicazione, alle problematiche dei sistemi energetici, fattori determinanti per svolte decisive nei sistemi di sviluppo. Rilevato, inoltre, che la marginalizzazione sta determinando un impoverimento di risorse umane, di presenza di giovani e una forte difficoltà di ricambio generazionale nelle imprese agricole; è indispensabile affrontare contestualmente il tema della pianificazione territoriale, affrontando le problematiche legate alla progressiva erosione delle superfici agricole utili, al fine di riequilibrare i valori del terreno agricolo adeguando quella visione monofunzionale delle aree rurali alla nuova complessità produttiva, sociale ed economica che emerge fortemente nel sistema agroalimentare; questa nuova prospettiva richiede la strutturazione di un nuovo sistema di governance adeguato, teso a svilupparsi in ragione delle peculiarità dei diversi territori, caratterizzato da una flessibilità tale da far crescere la capacità di programmazione dei territori e di autoregolamentazione negoziale dei processi di sviluppo; preso atto che: i distretti rurali ed agroalimentari di qualità possono costituire dei modelli territorialmente adeguati per consentire di valorizzare e ottimizzare gli apporti di ciascun operatore privato, di concerto con l'iniziativa pubblica; essi consentono lo sviluppo di una competitività, oltre che delle singole imprese nella sfida dei mercati internazionali, dei sistemi territoriali locali caratterizzati da alte qualità produttive e da forti identità; la normativa statale, con riferimento in particolare all'art. 13 del decreto legislativo n. 228 del 2001, risulta non sufficientemente adeguata, avendo trasposto in maniera troppo rigida il modello dei distretti industriali ai distretti rurali ed agroalimentari di qualità, non avendo indicato requisiti per la loro identificazione, né le funzioni che esse potrebbero svolgere; la normativa non tiene adeguatamente conto delle peculiarità della struttura rurale e soprattutto delle potenzialità fortemente innovative delle aree rurali rispetto ai temi ambientali, energetici, alle potenzialità turistiche, che possono consentire di dar vita ad un sistema integrato capace di stare all'interno del fenomeno globale senza esserne travolto; il modello del distretto rurale può essere importante strumento di riferimento, di sperimentazione concreta per una governance territoriale inedita e incisiva, all'interno di una evoluzione delle politiche territoriali tendenti alla sostenibilità, a nuovi impianti energetici, a nuovi sistemi di comunicazione che superino alcuni fattori determinanti di marginalità; impegna il Governo a: individuare delle linee guida volte alla valorizzazione dei profili della multifunzionalità, al riconoscimento e alla valutazione delle risorse identitarie del territorio come volano di uno sviluppo della competitività dell'impresa agroalimentare di qualità, valorizzando altresì il forte legame con il territorio; definire i requisiti dei distretti rurali ed agroalimentari di qualità, stabilendo che le produzioni siano coerenti con le caratteristiche ambientali e i prodotti siano merceologicamente omogenei, certificati e tutelati, oltre che garantendo un'integrazione fra le iniziative volte allo sviluppo del turismo, alla valorizzazione del patrimonio culturale e un sistema di relazioni fra imprese fondato sull'innovazione tecnologica e la formazione, che incentivi il processo di aggregazione delle imprese; incentivare moderni sistemi di governance leggeri e flessibili, integrati e non sovrapposti agli altri livelli di governo, sostenuti da un apposito piano di distretto cui sia demandato il compito di armonizzare i profili relativi all'urbanistica, all'ambiente, all'occupazione e alla sostenibilità sociale; destinare risorse specifiche al potenziamento dei servizi dei sistemi infrastrutturali emergenti, alle infrastrutture telematiche e alla promozione di parchi energetici ecosostenibili e di distretti rurali telematici; promuovere i distretti rurali e agroalimentari come strumento di programmazione dell'offerta di prodotti di qualità, valorizzando i profili della sostenibilità ambientale; incentivare, nell'ambito dei distretti stessi, un sistema di servizi che non sia orientato dai criteri previsti per i servizi nelle aree urbane, ma che tenga conto delle specificità delle aree coinvolte, garantendo così degli elevati standard della qualità della vita che riducano il divario che esiste, nel campo dei servizi, tra le popolazioni delle aree rurali e quelle dei centri urbani; sottolinea, inoltre, l'opportunità di prevedere dei sistemi di servizi integrati nelle aree individuate dai distretti rurali ed agroalimentari di qualità per garantire il mantenimento di un elevato standard qualitativo dei servizi stessi; promuovere i distretti rurali e agroalimentari di qualità, destinando adeguate risorse finanziarie, per favorire uno strumento di aggregazione delle singole realtà territoriali, con particolare riguardo alle potenzialità offerte dai distretti nella promozione dei prodotti tipici e di qualità; a tale proposito sottolinea la necessità di favorire la competitività delle imprese non solo attraverso dei processi di aggregazione, ma anche attraverso la promozione di un adeguato sistema logistico che garantisca una migliore commercializzazione dei prodotti; valorizzare il ruolo dei distretti rurali ed agroalimentari di qualità anche attraverso i Piani di sviluppo rurale; a fare in modo che le regioni procedano, in tempi rapidi, alla individuazione, sulla base della normativa vigente, dei distretti rurali ed agroalimentari di qualità. (7-00020) PIGNEDOLI