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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05948 presentata da CASTAGNETTI PIERLUIGI (PARTITO DEMOCRATICO-L'ULIVO) in data 19/12/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-05948 presentata da PIERLUIGI CASTAGNETTI mercoledì 19 dicembre 2007 nella seduta n.261 CASTAGNETTI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: nei giorni scorsi in Turchia c'è stata l'ennesima aggressione contro un religioso cristiano, padre Adriano Franchini, ferito fortunatamente solo in modo superficiale. Lo stesso religioso in alcune dichiarazioni pubbliche ha voluto minimizzare l'accaduto, ma purtroppo la lista di attacchi contro i cristiani è lunga, ed è esecrabile che giornali e autorità turche tendano a sminuire gli episodi parlando di «casi isolati» e di «squilibrati, pazzi, deboli mentalmente»; la sequela di aggressioni riportata dall'agenzia cattolica Asianews (www.asianews.it) è impressionante: «prima del ferimento di p. Franchini, vi è quello di p. Roberto Ferrari, minacciato con un coltello da Kebab nella chiesa di Mersin l'11 marzo 2006; p. Pierre Brunissen accoltellato in un fianco il 2 luglio 2006 fuori della sua parrocchia a Samsun. Questi tre attentati si sono conclusi senza conseguenze fatali. Non così è stato per don Andrea Santoro, ucciso a colpi di pistola il 5 febbraio 2006 mentre pregava in chiesa a Trabzon; stessa sorte per il giornalista armeno Hrant Dink assassinato il 19 gennaio 2007 appena fuori dalla sua redazione in una via affollata di Istanbul. E ancora più tragica la morte il 18 aprile 2007 di tre cristiani protestanti, tra cui uno tedesco, torturati, incaprettati e uccisi a coltellate mentre lavoravano a Malatya nella casa editrice Zirve, che pubblica Bibbie e libri di matrice religiosa cristiana» -: quali iniziative il Governo abbia assunto o intenda immediatamente assumere nei rapporti bilaterali e in ambito comunitario ed internazionale perché in Turchia vengano rispettati i fondamentali diritti di libertà religiosa, e prima di tutto l'incolumità fisica dei cristiani.(4-05948)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata mercoledì 9 aprile 2008 nell'allegato B della seduta n. 278 All'Interrogazione 4-05948
presentata da CASTAGNETTI Risposta. - Le vicende delle aggressioni a religiosi cristiani da lei riportate nell'interrogazione in esame - da ultimo Padre Franchini a Izmir, l'assassinio di Padre Santoro a Trabzon nel 2006 e l'eccidio di tre appartenenti alla minuscola comunità cristiana di Malatya lo scorso anno - hanno riproposto nell'ultimo biennio il delicato tema della condizione delle minoranze religiose in Turchia. Si tratta di un tema di particolare complessità, che rinvia alle origini stesse della Repubblica turca, tanto che il regime di tutela delle minoranze si fonda ancora oggi sul Trattato di Losanna del 1923 e ne conserva quindi i limiti e i condizionamenti storici. In estrema sintesi, il Trattato ha previsto misure riferibili più alla «tolleranza» che non alla «tutela» delle minoranze non musulmane, in un'ottica che considerava queste ultime quasi un corpo estraneo alla nascente Repubblica. Non va peraltro dimenticato il carattere laico (seppure di un laicismo inteso come prevalenza della sfera civile su quella religiosa piuttosto che come separazione tra le due) e secolare dello Stato turco, che in certa misura ha bilanciato nel tempo la suddetta impostazione. La necessità di aggiornare quel regime giuridico era risultata evidente da tempo, ma ha ricevuto un impulso determinante con l'avvio del processo di avvicinamento all'Unione Europea (per il quale rilevano ad esempio le questione dello statuto del Patriarcato ortodosso di Istanbul, della formazione del clero, della tutela delle proprietà immobiliari). L'avvio di una riflessione sul tema ha ricevuto una positiva spinta con l'arrivo al potere del partito AKP, di ispirazione religiosa, portatore di una visione più aperta in materia rispetto a quella tradizionale dell'apparato politico-burocratico di ispirazione kemalista. Nel più generale contesto delle riforme promosse dal Governo Erdogan è stata quindi predisposta una normativa, la Legge sulle fondazioni, intesa a disciplinare alcune delle questioni aperte in materia di statuto giuridico delle minoranze. Dopo un complesso iter parlamentare, il testo è stato approvato nei giorni scorsi dal Parlamento turco. Come rilevato dalla Commissione Europea, si tratta di un importante avanzamento sotto il profilo normativo, anche se restano aperte alcune questioni, quali la restituzione dei beni immobili già sequestrati ed alienati a terzi. Inoltre, come indicato dal Commissario Rehn, sarà essenziale verificare quale sarà l'attuazione concreta della nuova normativa a livello giudiziario ed amministrativo. Comunque la Commissione nel documento «Turkey 2007 Progress Report», redatto nel quadro del processo di adesione e volto ad analizzare i progressi effettuati dal Paese anche sul terreno dei diritti umani, riconosce al Governo turco il merito d'aver mantenuto un dialogo aperto con le comunità religiose non musulmane. In questa prospettiva si colloca la visita compiuta nel giugno 2007 da alti rappresentanti del Governo ai leaders delle varie comunità religiose, a seguito della quale il Ministero degli interni ha emesso una circolare sulla libertà di religione dei cittadini turchi non musulmani. L'attuazione pratica di questa circolare, che riconosce l'aumento dei crimini nei confronti dei non musulmani e richiede ai governatori provinciali di prendere misure tese a contrastare il fenomeno, rappresenta un ulteriore banco di prova dell'impegno di Ankara per il rispetto della libertà di religione. Da quanto esposto, risulta come il tema della libertà religiosa sia divenuto di attualità nel dibattito politico turco. Non va dimenticato, nel contesto, che ferma ed immediata è stata la condanna espressa dalle massime Autorità turche rispetto agli attacchi in parola contro gli esponenti della minoranza cristiana, e con rapidità sono stati avviati i procedimenti giudiziari per l'accertamento e la condanna delle responsabilità. Sul piano multilaterale, le sottolineo come l'impegno a favore della libertà di religione nel mondo rappresenti una direttrice importante dell'azione dell'Italia e dell'UE in materia di diritti umani. Nel 2007 l'UE ha infatti presentato ben due iniziative sull'eliminazione di tutte le forme di intolleranza e di discriminazione fondate sulla religione o il credo, in seno al Consiglio dei diritti umani ed all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, riuscendo in entrambe le circostanze ad ottenerne l'approvazione da parte degli organi dell'ONU. La risoluzione del Consiglio dei diritti umani, approvata dalla maggioranza degli Stati, è particolarmente importante perché ha consentito di rinnovare per tre anni il mandato del relatore speciale del Consiglio per la libertà religiosa, che potrà dunque continuare a svolgere l'importante opera di indagine e monitoraggio sui casi di violazione di questo diritto nel mondo. Altrettanto rilevante la risoluzione presentata alla sessantaduesima Assemblea generale delle Nazioni, che esprime tra l'altro preoccupazione per i gravi casi di intolleranza e discriminazione in base alla religione o al credo avvenuti nel mondo, richiedendo agli Stati di garantire ad ogni individuo il diritto di professare liberamente la propria fede. È significativo che questa risoluzione sia stata adottata per consenso da tutti gli Stati dell'Assemblea dell'ONU, compresa naturalmente la Turchia, a testimonianza del valore dell'iniziativa dell'UE e della sua capacità di unire Stati spesso contraddistinti da visioni diverse su questo delicato tema. In parallelo, l'Italia sostiene fortemente tutte le iniziative volte a sviluppare il dialogo interculturale ed interreligioso, come ad esempio l'«Alliance of Civilizations», iniziativa in ambito ONU, promossa dalla Spagna e dalla Turchia, che si propone di favorire il dialogo e la conoscenza reciproca tra le diverse culture, con un focus particolare sulle relazioni tra mondo occidentale ed islamico. L'Italia fornisce un contributo attivo a questo foro di dialogo, anche in qualità di membro del «Group of Friends», che raccoglie i Paesi vicini all'Alleanza. Da parte italiana, anche nel contesto dei frequenti contatti bilaterali ai vari livelli, non abbiamo mancato di esprimere preoccupazione per il ripetersi di tali atti di ostilità, difficilmente riconducibili a gesti isolati di «squilibrati». Vi sono in tutta evidenza settori, seppur marginali, che alimentano un clima di ostilità, ciò che richiede una costante attenzione da parte delle Autorità politiche così come concreti avanzamenti verso una politica di pieno riconoscimento e inclusione delle minoranze religiose nella vita politica e sociale del Paese. Nell'esprimere sostegno per la politica di riforme condotta con determinazione da parte del Governo turco - da ultimo con l'approvazione della Legge sulle fondazioni - abbiamo quindi ricordato le aspettative riposte nella dirigenza di Ankara affinché dia risposte concrete su una questione centrale quale quella del pieno rispetto della libertà religiosa, ciò che postula in primo luogo la salvaguardia fisica degli appartenenti alle minoranze. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Famiano Crucianelli.



 
Cronologia
martedì 18 dicembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    L'Assemblea generale delle Nazioni Unite approva la moratoria universale della pena di morte proposta dall'Italia con 104 voti a favore, 54 contrari e 29 astenuti.

mercoledì 19 dicembre
  • Parlamento e istituzioni
    Al Senato il Governo pone la questione di fiducia sulla distinta approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, degli articoli 1, 2 e 3 del d.d.l. S. n. 1817-B Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007). Nella seduta pomeridiana del 20 dicembre il Senato approva l'articolo 1, con 163 voti favorevoli e 157 contrari, e l'articolo 2, con 163 voti favorevoli e 156 contrari. Nella seduta del 21 dicembre il Senato approva l'articolo 3, con 163 voti favorevoli e 157 contrari.

venerdì 21 dicembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Lo spazio Schengen si allarga: vi entrano l'Estonia, la Lettonia, la Lituania, Malta, la Polonia, la Repubblica ceca, la Slovacchia, la Slovenia e l'Ungheria.