Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00022 presentata da CUSUMANO STEFANO (MISTO - POPOLARI UDEUR) in data 19/12/2007
Atto Senato Risoluzione in Commissione 7-00022 presentata da STEFANO CUSUMANO mercoledì 19 dicembre 2007 nella seduta n.130 La 9ª Commissione permanente del Senato, esaminato, ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento, l'atto comunitario n. 22, concernente la proposta di Regolamento comunitario relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo e recante modifica di alcuni regolamenti, premesso che: la Commissione europea ha presentato una Comunicazione relativa ad una riforma complessiva dell'OCM vino sulla quale la Commissione agricoltura del Senato ha avviato un ampio dibattito e ha svolto un ciclo di audizioni, concludendo i propri lavori con la votazione di una apposita risoluzione su questa prima fase del procedimento normativo comunitario; la Commissione europea, lo scorso 4 luglio, ha formalmente presentato una proposta di regolamento che la Commissione ha esaminato svolgendo una nuova serie di audizioni dei rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole e del mondo della cooperazione, delle associazioni del settore vitivinicolo e, in forma congiunta con la 14a Commissione del Senato, dell'onorevole Giuseppe Castiglione, relatore presso la Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo della proposta di riforma dell'OCM vino; dopo l'approvazione della relazione della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento europeo e dell'Assemblea plenaria del Parlamento stesso, è in corso l'esame da parte dei Ministri dell'agricoltura dell'Unione europea che dovrebbe approvarlo in via definitiva; considerato inoltre che: l'Unione europea ha assunto, negli ultimi anni, una posizione leader nel mercato vitivinicolo internazionale e attualmente detiene il 40 per cento della superficie vitivinicola mondiale e contribuisce, con oltre un milione e mezzo di aziende, al 65 per cento della produzione mondiale di vino; la stessa Unione europea, inoltre, risulta a livello mondiale il primo consumatore e il primo esportatore; in tale contesto l'Italia, insieme alla Francia, è uno dei protagonisti del settore vitivinicolo, attraverso l'impiego di circa 600.000 lavoratori (pari a circa un terzo di quelli impiegati in tutti i Paesi dell'Unione europea); il settore della viticoltura in Italia, inoltre, è caratterizzato prevalentemente dalla produzione di vini di qualità rispetto ai vini da tavola e costituisce una importante occasione di sviluppo economico delle aree interessate anche grazie alla promozione del turismo enogastronomico e al valore tradizionale che la coltivazione delle viti riveste in molte aree rurali; la proposta della Commissione europea mira ad una riforma del settore che conferisca nuovo slancio e competitività ai vini comunitari consentendo ai produttori europei di affrontare le nuove sfide derivanti dalla progressiva globalizzazione dei mercati, riconquistando le quote di mercato perdute e acquisendone di nuove; richiamate le osservazioni della 14a Commissione permanente del Senato sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo e recante modifica di taluni regolamenti (COM(2007) 372 def.), in particolare con riferimento ai problemi della distillazione dei sottoprodotti della vinificazione e dello smaltimento dei sottoprodotti vitivinicoli (fecce e vinacce); ribadito altresì che: il settore vitivinicolo italiano deve essere tutelato e difeso in quanto costituisce un comparto particolarmente strategico per l'intera economia nazionale, anche in considerazione del notevole incremento, negli ultimi anni, delle esportazioni verso i mercati dei Paesi extra-UE ed in particolare verso i cosiddetti Paesi emergenti; a tale riguardo risulta quindi necessario mantenere l'attuale dotazione finanziaria per il settore al fine di predisporre tutte le misure necessarie per garantire lo sviluppo e l'aumento del grado di competitività; impegna il Governo: a operare per la introduzione, con la riforma dell'OCM vino, del divieto della pratica dello zuccheraggio, posto che la decisione della Commissione europea di vietare l'utilizzo del saccarosio in tutta Europa costituisce uno dei punti maggiormente qualificanti dell'intera riforma e tenuto altresì conto che l'eventuale eliminazione del divieto di ricorrere alla pratica dello zuccheraggio inciderebbe, in maniera rilevante, sull'intero impianto della riforma, poiché la proposta stessa dovrebbe essere integralmente messa in discussione a partire proprio dal criterio individuato per la ripartizione delle risorse finanziarie; ad agire, in sede comunitaria, al fine di assicurare che la riforma dell'OCM vino, nella parte relativa al sistema di etichettatura non consenta l'estensione, anche ai vini da tavola, dell'indicazione del vitigno e dell'annata di produzione, già prevista per i vini di qualità. A tale proposito evidenzia che i vini di qualità non possono essere privati, dell'indicazione della provenienza geografica del prodotto stesso, attraverso un adeguato sistema di etichettatura, al fine di non generare confusione nel consumatore tanto più in quanto, soprattutto una volta che il prodotto è stato immesso sui mercati esteri, sussisterebbero difficoltà per il consumatore a distinguere il vino di qualità dal cosiddetto vino da tavola; inoltre, l'eventuale equiparazione del sistema di etichettatura tra vini di qualità e vini da tavola danneggerebbe irreparabilmente i vini a denominazione di origine e, in particolare, i vini con indicazione geografica, sui quali i produttori europei hanno investito notevoli risorse negli ultimi anni. Richiama, infine, l'attenzione del Governo sui gravi problemi che, nel caso in cui la decisione della Commissione europea dovesse essere confermata, si produrrebbero per gli imprenditori del comparto e per i consumatori poiché l'intero mercato dei vini di qualità, basato sul forte legame con il territorio, risulterebbe fortemente indebolito; a fare in modo che l'UE prosegua, in sede WTO, la propria azione per garantire l'obbligatorietà di un sistema di etichettatura che garantisca la tracciabilità dei prodotti degli altri Paesi extra-europei, sulla base del principio di reciprocità delle misure previste; a confermare le proposte in materia di estirpazione dei vigneti, elaborate dalla Commissione, confermando sia la prevista riduzione dagli originari 400.000 a 200.000 ettari di superficie di vigneti da estirpare, sia che tale regime debba avere natura facoltativa e non obbligatoria, lasciando così gli imprenditori agricoli liberi di aderire o meno alla misura dell'estirpazione; va inoltre mantenuta la previsione di un'ulteriore limitazione, in base alla quale qualora un Paese europeo abbia raggiunto un'area estirpata pari all'8 per cento del totale dell'area abitata di quel Paese, lo Stato membro può decidere di porre fine al regime di estirpazione, tenuto conto altresì che la previsione di estirpazione, inoltre, è stata esclusa dalla Commissione per alcune aree ove la viticoltura assume un importante valore paesaggistico e contribuisce alla salvaguardia e alla tutela del territorio; a prevedere che l'attuale bilancio dell'OCM vino continui ad essere allocato al settore vitivinicolo, poiché un eventuale trasferimento delle risorse finanziarie allo sviluppo rurale rischierebbe di produrre una complessiva diminuzione delle risorse per il comparto che sarebbero utilizzate, inevitabilmente, per scopi diversi da quelli propri del sostegno alla viticoltura. In relazione alle misure contenute nelle enveloppes segnala l'opportunità di procedere ad un ampliamento delle misure stesse prevedendo, ad esempio, degli strumenti di gestione delle crisi di mercato, delle misure di sostegno all'accorpamento fondiario dei vigneti e all'aggregazione delle imprese attraverso un coordinamento dell'offerta e del sistema di commercializzazione, creando delle piattaforme logistiche per la distribuzione dei prodotti. Segnala, altresì, al Governo l'importanza di stabilire delle misure di sostegno a favore delle organizzazioni professionali, per le quali sarebbe auspicabile la definizione di un nuovo ruolo sulla base di quanto avvenuto con la riforma dell'OCM ortofrutta; a fare in modo che la riforma in esame preveda delle adeguate risorse a favore della ricerca in tale settore, e per la promozione del vino sia sul mercato comunitario che, in particolare, sui nuovi mercati dei cosiddetti Paesi emergenti; ad operare affinché l'attuale regime di aiuti per lo smaltimento dei sottoprodotti previsti a livello comunitario venga mantenuto, evitando così che la loro eventuale soppressione possa produrre un aggravio dei costi per i produttori stessi che vanificherebbe il pacchetto delle misure finanziarie di sostegno previste per il comparto; ad introdurre, al fine di garantire la qualità dei prodotti, un divieto all'utilizzo del sistema di sovrappressatura delle uve, mantenendo, al contempo, il divieto di utilizzo dei sottoprodotti; a garantire che il processo di liberalizzazione dei diritti di impianto, pur necessario al fine di garantire, nel lungo periodo, la competitività del settore, avvenga in maniera graduale e controllata per evitare delle gravi conseguenze di ordine socio-economico sul comparto; e, altresì, a contrastare eventuali fenomeni speculativi che, attraverso la commercializzazione di quote-vitigni, penalizzino le aree in cui sono presenti vitigni di qualità; a prevedere, nel caso in cui non venga approvato, in sede comunitaria, il divieto alla pratica dello zuccheraggio, il mantenimento del regime degli aiuti ai mosti per non penalizzare eccessivamente i produttori che hanno da sempre investito nella qualità dei prodotti, a garantireun sistema di etichettatura del prodotto vitivinicolo che indichi chiaramente il ricorso a tale pratica, a garanzia del produttore e a tutela dei consumatori, ai quali deve essere assicurata una corretta informazione sul contenuto del prodotto stesso e a stabilire un limite alla percentuale di saccarosio contenuta nel prodotto vitivinicolo. (7-00022) CUSUMANO