Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00023 presentata da NARDINI MARIA CELESTE (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 19/12/2007
Atto Senato Risoluzione in Commissione 7-00023 presentata da MARIA CELESTE NARDINI mercoledì 19 dicembre 2007 nella seduta n.130 La 9a Commissione permanente del Senato, esaminato, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, del Regolamento, l'affare concernente la questione del rialzo dei prezzi dei prodotti agroalimentari, premesso che: negli ultimi mesi si è verificato un generale e consistente aumento dei prezzi dei prodotti agroalimentari che era già stato segnalato, nel corso dell'estate scorsa, dai rappresentanti di alcune organizzazioni professionali agricole e ripreso, in numerose occasioni, dagli organi di stampa; tali aumenti sono risultati, in alcuni casi, sproporzionati rispetto al generale aumento del prezzo dei prodotti agricoli all'origine; questi aumenti, inoltre, in base ad un recente studio condotto da alcune delle organizzazioni professionali agricole, in collaborazione con alcuni istituti di ricerca, ha evidenziato che l'aumento dei prezzi sta radicalmente modificando le abitudini alimentari degli italiani che hanno diminuito, nell'ultimo periodo, i consumi di pane, pasta e vino di circa il 7 per cento, mentre gli acquisti del latte fresco e della carne bovina si sono ridotti, rispettivamente, di circa il 2,5 e 4 per cento; considerato inoltre che: la Commissione agricoltura del Senato ha voluto focalizzare la propria attenzione su tali problematiche, procedendo ad una serie di audizioni in cui sono stati sentiti i rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole, di Federalimentare, e i rappresentanti della filiera cerealicola, ortofrutticola e del settore lattiero-caseario, le associazioni dei consumatori, i rappresentanti di Banco alimentare e dei mercati generali, nonché in relazione alle problematiche legate alla commercializzazione dei prodotti del settore lattiero caseario, dei rappresentanti dei pastori della regione Sardegna.Nel corso di tali audizioni è emerso che nel periodo dal 2000 al 2005 il prezzo dei prodotti agroalimentari in Italia è cresciuto in modo significativo e che i settori ove si è registrato un aumento più consistente sono il comparto dell'ortofrutta e quello degli oli vegetali; il recente aumento dei prezzi dei prodotti agricoli appare dovuto, solamente in parte, alle avverse condizioni climatiche che hanno colpito alcune parti del mondo e all'utilizzo di una quota dei prodotti agricoli, come già avvenuto negli Stati Uniti, per la produzione di biocarburanti; secondo quanto emerso nel corso delle audizioni già svolte, i prezzi dei prodotti agricoli, in base alle previsioni diffuse dai principali organismi internazionali, dovrebbero assestarsi sui livelli attuali, pur sussistendo alcuni margini di incertezza legati alla crescita della domanda mondiale, alle riforme delle politiche di settore avviate negli ultimi anni e, in generale, all'instabilità del quadro macro-economico; il recente blocco dell'autotrasporto ha ingenerato, come evidenziato anche dai rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole in un'apposita audizione svolta dalla Commissione, una ulteriore impennata dei prezzi dei prodotti agroalimentari, proprio alla vigilia delle festività natalizie; nel corso delle audizioni, inoltre, sono stati evidenziati alcuni segnali, particolarmente allarmanti, sulla crescita delle richieste di aiuto, da parte dei soggetti appartenenti alle fasce sociali più deboli, alle organizzazioni a carattere caritativo; rilevato altresì che: l'Unione europea ha, negli ultimi mesi, sospeso le misure che obbligavano, i singoli Stati membri, a mantenere incolte determinate aree destinate alla produzione di cereali e che, a livello comunitario, è stato avviato un dibattito, volto ad aumentare la produzione del settore del latte al fine di evitare ulteriori tensioni sui prezzi; considerato altresì che: nel corso delle ultime settimane il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, ha avviato una forma di collaborazione operativa attraverso il coinvolgimento della Guardia di finanza, dei NAS e dell'Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari e dell'Agenzia delle dogane, per verificare e monitorare il livello dei prezzi di vendita al dettaglio, procedendo al confronto tra il prezzo di vendita del bene e quello corrisposto dall'esercente al produttore; nel corso dell'esame del disegno di legge finanziaria per il 2008 sono state inserite delle misure per garantire la trasparenza del mercato agroalimentare attraverso l'osservatorio del Ministero delle politiche alimentari e forestali il cui compito sarà quello di verificare la trasparenza dei prezzi dei prodotti alimentari, rendendo pubblico il loro andamento, con cadenza settimanale, mediante la pubblicazione sul sito internet del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e la stipula di convenzioni gratuite con testate giornalistiche ed emittenti radiotelevisive; il disegno di legge finanziaria, inoltre, prevede l'istituzione, presso il Ministero dello sviluppo economico della figura del Garante per la sorveglianza dei prezzi, a cui è affidato il compito di monitorare l'andamento dei prezzi, segnalando eventuali anomalie e denunciando la presenza di fenomeni speculativi; l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha aperto un dossier relativo al costo del pane nella provincia di Roma e ha di recente avviato una apposita procedura in relazione al settore della pasta per valutare l'eventuale presenza di accordi tra le imprese del settore limitative del principio della libera concorrenza; ribadita infine l'importanza di adottare delle misure di contrasto al fenomeno del rialzo dei prezzi dei prodotti agroalimentari che incidono sul bilancio delle famiglie italiane, già gravate dal recente aumento del prezzo di altri beni e servizi; impegna il Governo: a potenziare le misure di controllo e monitoraggio dell'andamento dei prezzi già previste dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, in accordo con il Ministero dello sviluppo economico, con particolare riguardo alla filiera cerealicola e a quella lattiero-casearia; a procedere rapidamente, una volta approvata la manovra di bilancio attualmente all'esame del Parlamento, alla nomina del garante dei prezzi per consentire l'immediata operatività di tale figura che potrà rappresentare una ulteriore forma di tutela per i consumatori, come già avvenuto in altri Paesi, come la Svizzera, al fine di contrastare eventuali fenomeni speculativi, procedendo anche a confronti tra il prezzo di vendita dei beni al consumo e quello corrisposto dagli esercenti ai produttori; ad introdurre l'indicazione di un doppio prezzo per i prodotti agricoli immessi sul mercato, al fine di evidenziare la differenza tra il prezzo finale pagato dal consumatore e il prezzo corrisposto all'imprenditore agricolo per il prodotto stesso e per garantire una maggiore trasparenza del meccanismo di formazione dei prezzi; a prevedere, per garantire il principio della libera concorrenza, misure di contrasto al cosiddetto fenomeno del listing, in base al quale, spesso, i produttori agricoli o le associazioni di produttori sono chiamati a versare un contributo, a volte di notevole entità, alla rete della grande distribuzione per poter esporre i propri prodotti nei reparti di vendita dei grossi centri commerciali; ad introdurre delle misure per migliorare l'accesso delle fasce sociali in condizione di disagio ad una alimentazione equilibrata, promuovendo un progetto di intervento specifico finalizzato a garantire una sorta di bonus per i soggetti appartenenti alle fasce sociali più deboli, che consenta l'acquisto di una serie di prodotti agroalimentari individuati nell'ambito di uno specifico paniere; ad incentivare le forme di vendita diretta dei prodotti da parte degli imprenditori agricoli, procedendo ad un complessivo accorciamento della filiera anche attraverso la promozione dei cosiddetti farmers' markets già presenti, ad esempio, nei Paesi anglosassoni; a prevedere, infine, la possibilità di consentire, in alcuni giorni della settimana e in determinate fasce orarie, l'accesso dei consumatori ai mercati generali consentendo così, ai consumatori stessi, di acquistare dei prodotti, in particolare per quanto riguarda il settore ortofrutticolo, ad un prezzo inferiore rispetto a quello generalmente praticato sul mercato e a promuovere forme di vendita, nell'ambito dei mercati stessi, dei cosiddetti prodotti di seconda scelta che, pur presentando le stesse qualità organolettiche dei prodotti di prima scelta, vengono venduti a prezzi notevolmente inferiori rispetto a quelli di mercato; a promuovere delle politiche di sicurezza alimentare rivolte non solo agli aspetti qualitativi, ma anche a quelli quantitativi dei prodotti agroalimentari, prestando maggiore attenzione ai bisogni alimentari delle fasce sociali più deboli della popolazione e ad istituire un tavolo di confronto tra i Ministeri competenti e i rappresentanti delle associazioni no profit che operano nel settore alimentare a favore dei soggetti che versano in condizioni di particolare disagio. (7-00023) NARDINI