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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00263 presentata da PEDRIZZI RICCARDO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 09/01/2008

Atto Camera Mozione 1-00263 presentata da RICCARDO PEDRIZZI mercoledì 9 gennaio 2008 nella seduta n.264 La Camera, premesso che: sono trascorsi trent'anni dall'entrata in vigore della legge 22 maggio 1978, n. 194, recante «Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza»; il dato temporale costituisce occasione per un bilancio sull'attuazione della predetta normativa; nella relazione inviata nel mese di ottobre 2007 al Parlamento, sull'attuazione della legge n. 194, il Ministro della salute ha presentato i dati preliminari per l'anno 2006 e i dati definitivi relativi all'anno 2005; sulla base dei dati disponibili, il valore assoluto di interruzione volontaria di gravidanza (IVG) per il 2006 è risultato pari a 130.033 interventi, con un decremento del 2,1 per cento rispetto al 2005 (132.790 casi di IVG) e del 44,6 per cento rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso all'IVG (234.801 casi); ciò equivale alla soppressione di 130.033 vite umane; infatti, come la biologia e la medicina sostengono con argomenti inconfutabili (cfr., tra gli altri, Elio Sgreccia, «Manuale di bioetica, I. Fondamenti ed etica biomedica», nuova edizione aggiornata ed ampliata, Vita e pensiero, Brescia 1994), fin dal momento del concepimento ci si trova davanti a un essere umano, dotato di patrimonio genetico completo, unico e irripetibile; anche la stima dell'aborto clandestino per il 2005, non dissimile da quello degli ultimi anni, permette di ipotizzare una persistenza residuale dell'aborto clandestino intorno alle 20.000 unità prevalentemente (90 per cento) concentrato al sud; come si legge nella relazione del Ministro della salute, «...La serie storica dei dati rilevati nel tempo dimostra che le IVG, dopo un massimo osservato a distanza di pochi anni dall'approvazione della legge, si sono ridotte in modo costante, anno dopo anno; considerando sia gli aborti notificati che quelli ancora clandestini, si può calcolare che al 2005 si registra una riduzione del 60 per cento rispetto al valore stimato prima dell'approvazione della legge 194/78 ed al valore massimo osservato nel 1982-83 ...»; se da un lato tale andamento risulta sicuramente legato ad una maggiore diffusione (o un più corretto uso) di metodi per la procreazione responsabile onde evitare il ricorso all'aborto, dall'altro - negli ultimi anni - risulta sempre basso il ricorso ai consultori familiari, indicando ciò una reale difficoltà della donna a farvi ricorso, sia per la non adeguata integrazione tra questo servizio e quelli presso cui viene effettuata l'IVG, sia - soprattutto al Sud - per la scarsa presenza del servizio sul territorio, per l'incompletezza della équipe consultoriale, per il limitato numero di ore delle figure professionali che dovrebbero occuparsi di questo problema o per la indisponibilità a rilasciare la certificazione; in Italia dal 1978 ad oggi sono stati effettuati quasi 4 milioni e 800mila aborti, senza considerare quelli clandestini, il triplo della somma delle vittime italiane nelle due guerre mondiali; il professor Giovanni Berlinguer, che fu uno dei relatori alla Camera della legge, aveva scritto pochi giorni dopo l'entrata in vigore della legge che «... essa si propone (...): di azzerare gli aborti terapeutici; di ridurre gli aborti spontanei; di assistere quelli clandestini. Si propone, inoltre, di favorire la procreazione cosciente, di aiutare la maternità, di tutelare la vita umana dal suo inizio»; il doveroso bilancio dell'effettivo conseguimento di tali scopi, alla stregua dei dati del Ministro della salute, è da considerarsi ancora oggettivamente fallimentare dal momento che: 1) ancora oggi il rapporto di abortività (numero delle IVG per ogni 1.000 nati vivi), sebbene con un decremento del 3,0 per cento rispetto al 2005 e del 38,3 per cento rispetto al 1982, è risultato pari a 234,7 per 1.000 nati vivi; 2) tutto ciò conferma che la pratica abortiva è diffusa capillarmente e che proprio per questo non è riconducibile in modo esclusivo, e nemmeno prevalente, a situazioni eccezionali o a difficoltà insuperabili; le attuali possibilità scientifiche e tecnologiche consentono di mantenere in vita bambini che nascono alla 23esima, 22esima e, addirittura, 20esima settimana di gestazione tanto che in questi giorni alcuni autorevoli ospedali lombardi hanno deciso di far scendere il limite per l'interruzione di gravidanza alla 21esima settimana; è mancata del tutto nell'operatività della legge la fase della dissuasione, che pure era prevista allorché la gestante si rivolge al consultorio o ad una struttura socio-sanitaria, ovvero al proprio medico di fiducia. A tale proposito è sufficiente constatare che nel 1995 il 74,6 per cento degli aborti è stato effettuato dietro mera certificazione del medico di fiducia o del servizio ostetrico-ginecologico, il che vuol dire che la fase della «dissuasione» è pressoché inesistente essendo coincisa con il rilascio dell'attestazione di gravidanza, necessaria per sottoporsi all'intervento; come si legge nella relazione citata, nella valutazione generale sull'andamento del fenomeno in Italia si deve tener conto di quanto le donne di nazionalità estera influiscano, in modo sempre più consistente, sull'incidenza dell'IVG. Nel 2005, infatti, 37.973 interventi (29,6 per cento del totale) sono stati effettuati da donne con cittadinanza estera, generalmente residenti o domiciliate nel nostro Paese. Si tratta di un fenomeno in continuo aumento (9.850 nel 1996, 11.978 nel 1997, 13.904 nel 1998, 18.915 nel 1999, 21.477 nel 2000, 25.316 nel 2001, 29.703 nel 2002, 33.097 nel 2003, 36.731 nel 2004 e 37.973 nel 2005) legato principalmente all'aumentata presenza sul territorio nazionale delle donne straniere, in seguito ai ben noti fenomeni migratori. Ciò, soprattutto in alcune regioni, può far risultare un maggior ricorso all'IVG in conseguenza della più alta presenza di immigrate in tali territori; quanto sopra significa che il nostro Paese non è in grado di offrire nemmeno alle gravidanze delle donne straniere «aiuto» diverso dall'aborto, impegna il Governo: a dare completa attuazione ai propositi contenuti nella relazione del Ministro della salute, la senatrice Turco, relativa ai dati definitivi 2005 e ai dati preliminari 2006, e in particolare a promuovere una più complessiva politica di tutela e promozione della vita; a sottoporre a rigorosa verifica le modalità di esercizio da parte dei soggetti interessati (medici e operatori dei consultori) della fase della dissuasione dell'aborto, di cui all'articolo 4 della legge 194/78; ad adottare i provvedimenti necessari affinché la dissuasione non coincida con generiche esortazioni, ma si traduca nella concreta indicazione delle alternative all'aborto, con particolare riguardo alla risoluzione delle difficoltà delle gestanti; a dare spazio, all'interno delle strutture che intervengono nell'iter dell'aborto legale, al volontariato impegnato nella difesa della vita del nascituro, eliminando ogni ostacolo che possa intralciare l'opera di dissuasione all'interruzione volontaria della gravidanza; a trasformare quella che oggi è una mera ricognizione notarile ad un approfondimento delle cause effettive dell'aborto e degli strumenti adoperati per prevenirlo e a far coincidere il deposito annuale della relazione con l'avvio di un dibattito parlamentare; ad adottare misure che abbassino a 150, 155 giorni la scadenza temporale entro la quale praticare l'aborto cosiddetto terapeutico senza divieti. Una soglia che si deve essere pronti ad abbassare ulteriormente nel momento in cui le scoperte scientifiche dovessero permettere di farlo; a far emanare una circolare del Ministero della salute che, tenuto conto del parere dei più insigni neonatologi, stabilisca un nuovo limite massimo dell'interruzione volontaria di gravidanza a scopi cosiddetti terapeutici in considerazione delle possibilità di vita autonoma extrauterina del feto al di sotto dell'attuale limite (fissato al 180 o giorno di gestazione). (1-00263) «Pedrizzi, Airaghi, Meloni, Angela Napoli, Rampelli, Rositani, Tremaglia, Armani, Briguglio, Germontani, Mazzocchi, De Corato, Porcu, Zacchera, Romagnoli, Delfino, Ulivi, Saglia, Gamba».

 
Cronologia
martedì 8 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Per l'aggravarsi dell'emergenza rifiuti in Campania e dei disordini scoppiati a seguito della riapertura della discarica di Pianura, vicino Napoli, il Governo invia i militari del Genio; nomina l'ex-capo della polizia Giovanni De Gennaro commissario per l'emergenza e vara un piano che prevede nuovi termovalorizzatori.

martedì 15 gennaio
  • Politica, cultura e società
    In seguito a proteste da parte di docenti e studenti, il Papa Benedetto XVI rinuncia a tenere il discorso di apertura dell'anno accademico all'università La Sapienza di Roma.