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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06035 presentata da MELLANO BRUNO (SOCIALISTI E RADICALI-RNP) in data 14/01/2008

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-06035 presentata da BRUNO MELLANO lunedì 14 gennaio 2008 nella seduta n.265 MELLANO. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: il conflitto russo-ceceno, che a riflettori spenti prosegue giorno dopo giorno, ha causato in pochi anni, dall'inizio della prima guerra fino ad oggi una perdita di vite umane (di civili innanzitutto) che non ha eguali in nessuna guerra degli ultimi decenni ad esclusione della tragedia del Darfur. Stime accreditate parlano di 200.000-250.000 morti durante le due guerre a fronte di una popolazione che in origine contava poco più di 1 milione di persone; da più fonti è stata denunciata e confermata la persecuzione subita dalla popolazione da parte dei soldati russi con uccisioni, torture, stupri di massa, fosse comuni, rapimenti e richieste di riscatto persino per la restituzione dei cadaveri dei famigliari uccisi; ad una precedente interrogazione sul tema (n. 4-00851), il Sottosegretario agli Esteri Famiano Crucianelli rispondeva testualmente il 23 ottobre 2006: «Lo scorso mese di agosto il Presidente Putin ha adottato una nuova iniziativa che ribadisce la volontà di rafforzare i processi di normalizzazione della situazione in Cecenia: si tratta dell'annuncio del ritiro parziale delle Forze di sicurezza federali dalla regione entro il 2008. La misura interessa solo una parte, ma cospicua e professionalmente qualificata, delle Forze federali attualmente impiegate in Cecenia (circa 10.000 unità). L'iniziativa del Cremlino rappresenta anche un importante segnale di fiducia nei confronti del Primo Ministro ceceno Kadyrov, il quale chiedeva da tempo un graduale disimpegno delle Forze federali; il Governo italiano ritiene pertanto di confermare la linea sin qui seguita, tesa ad utilizzare il rapporto privilegiato con la Russia per incoraggiare il Paese a non abbandonare il percorso intrapreso di normalizzazione politica»; il Presidente sanguinario Ramzan Kadyrov ha più volte dimostrato la volontà di governare la Cecenia come fosse un proprio feudo, eliminando ogni opposizione e con l'aiuto costante del controllo casa per casa da parte dei servizi di sicurezza russi (FSB); le recenti elezioni russe hanno nuovamente dimostrato il disprezzo di qualsiasi procedura democratica, fino a giungere al ridicolo in Cecenia dove i comunicati ufficiali parlano di una affluenza alle urne che supera il 98 per cento e un voto al partito di Putin che raggiunge il 99,5 per cento. Dati di tutta evidenza falsi, propagandati senza nemmeno il tentativo di renderli credibili; permane e si aggrava la censura nell'intera Russia sulla stampa e più in generale su qualsiasi movimento politico e sociale che voglia porre l'attenzione sulla deriva autoritaria in atto e, in Cecenia, è precluso a chiunque di entrare liberamente per fornire all'esterno informazioni e all'interno aiuti umanitari concreti; ormai in Cecenia si confrontano tre frange in lotta tra loro: una legata al potere di Kadyrov, una fondamentalista-islamica e indipendentista, una democratica e nonviolenta; la democrazia in Russia è una delle premesse necessarie per far cessare in Cecenia il genocidio umano, culturale e strutturale in atto; solo un intervento diplomatico forte da parte dell'Unione europea (e dell'Occidente più in generale) potrebbe consentire un'inversione di rotta e un inizio di trattative che dovrebbero coinvolgere l'ala moderata e filo-occidentale dei Ceceni, che spesso vivono oggi in esilio in Paesi occidentali -: se ritenga ancora valide, dato lo stato attuale del regime russo, del conflitto russo-ceceno e del Governo di Kadyrov in Cecenia, le valutazioni fornite nella risposta scritta del 23 ottobre 2006; se non ritenga utile proporre ai Ministri degli affari europei, all'Alto responsabile per la politica estera e di difesa comuni dell'Unione Javier Solana, ai responsabili istituzionali russi e agli esponenti moderati ceceni, l'immediata convocazione di una «Conferenza di Pace» con l'obiettivo di individuare le modalità per uscire dal conflitto, salvaguardando la sicurezza della Russia, facendo cessare i massacri e le distruzioni da parte dell'esercito e disarmando le milizie cecene; quali passi concreti intenda porre in essere nei confronti della diplomazia russa per tentare di porre fine al più grave massacro compiuto in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi. (4-06035)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata martedì 19 febbraio 2008 nell'allegato B della seduta n. 275 All'Interrogazione 4-06035
presentata da MELLANO Risposta. - Le più recenti vicende politiche in Cecenia permettono di mantenere sostanzialmente inalterate le valutazioni da me espresse nella risposta scritta all'atto parlamentare n. 4-00851 dell'ottobre 2006 cui fa riferimento l'interrogante nell'interrogazione in esame. La situazione nel Caucaso settentrionale resta infatti una delle questioni più complesse per il Governo russo: è convinzione italiana che essa vada affrontata con un approccio non militare ma politico, che preveda la partecipazione di tutte le parti non compromesse con il terrorismo. Tale è stata peraltro la strada adottata dal 2002 dal Cremlino: essa ha permesso finora l'interruzione del conflitto armato, la riduzione della violenza terroristica e l'avvio di una pacificazione della Repubblica che sta cominciando a produrre i primi positivi risultati per il benessere socio-economico della popolazione. È prematuro trarre da tali premesse la certezza di una stabilizzazione permanente della situazione. La leadership del nuovo Presidente Ramzan Kadyrov, seppur a tutt'oggi apparentemente efficace, è infatti ancora in fase di consolidamento. Inoltre, anche se sensibilmente ridotti, non sono scomparsi gli episodi di violazione dei diritti umani legati anche al clima di diffusa impunità e di una gestione opaca del potere da parte delle autorità cecene, spesso legate a logiche cianiche non compatibili con i più elementari standard democratici occidentali. Ciò premesso, si ritiene opportuno confermare la linea sin qui seguita, tesa ad utilizzare, nel rispetto delle prerogative di un Paese amico e sovrano, il rapporto privilegiato con la Federazione Russa per incoraggiare Mosca, sia sul piano bilaterale che nell'ambito degli opportuni fori internazionali, a progredire sulla via della democrazia, della stabilizzazione politica e di una sempre più convinta tutela dei diritti umani in Cecenia e in tutto il Caucaso settentrionale. Ciò, naturalmente, mantenendo ferma un'inequivocabile condanna di ogni forma di terrorismo. È un incoraggiamento che l'Italia confermerà alla nuova Presidenza russa all'indomani delle elezioni del prossimo marzo, nella fiducia che anche il successore di Putin troverà nel nostro Paese un apprezzato interlocutore con cui affrontare i temi più delicati dell'agenda interna ed internazionale. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Famiano Crucianelli.



 
Cronologia
martedì 8 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Per l'aggravarsi dell'emergenza rifiuti in Campania e dei disordini scoppiati a seguito della riapertura della discarica di Pianura, vicino Napoli, il Governo invia i militari del Genio; nomina l'ex-capo della polizia Giovanni De Gennaro commissario per l'emergenza e vara un piano che prevede nuovi termovalorizzatori.

martedì 15 gennaio
  • Politica, cultura e società
    In seguito a proteste da parte di docenti e studenti, il Papa Benedetto XVI rinuncia a tenere il discorso di apertura dell'anno accademico all'università La Sapienza di Roma.