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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03297 presentata da FLUTTERO ANDREA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 15/01/2008

Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-03297 presentata da ANDREA FLUTTERO martedì 15 gennaio 2008 nella seduta n.274 FLUTTERO - Al Ministro delle infrastrutture - Premesso che: con l'obiettivo di migliorare il servizio sulla linea ferroviaria Chivasso Aosta, la Regione Piemonte e la Regione Valle d'Aosta chiedono a RFI (Rete Ferroviaria Italiana) di utilizzare gran parte dei 40 milioni di euro previsti dalla legge finanziaria 2007 per costruire un peduncolo ferroviario che instrada i treni da e per Ivrea-Aosta sulla linea Torino-Milano, escludendo il transito nella stazione di Chiasso; a giudizio dell'interrogante, questo intervento tecnico non elimina nessuno dei reali problemi e delle limitazioni che mantengono bassa la velocità commerciale della linea Chivasso-Ivrea-Aosta e compromettono la regolare e puntuale marcia dei convogli, nonché la sicurezza (binario unico, bassa velocità di esercizio, manufatti provvisori e inadeguati come il ponte sul fiume Chiusella, elevato numero di passaggi a livello); il permanere di queste gravi e sostanziali carenze impedisce, inoltre, l'inserimento di ulteriori tracce orario e non consente di mantenere collegamenti Chivasso-Ivrea in sostituzione di quelli deviati sul "peduncolo"; inoltre il binario unico della linea ferroviaria Chivasso-Ivrea-Aosta comporta la necessità di effettuare gli "incroci" fra i treni esclusivamente nelle stazioni. L'attuale densità di circolazione dei convogli (peraltro tutti molto frequentati) sulla linea in questione, impone l'effettuazione di almeno due incroci per treno nel tratto Chivasso-Ivrea. A solo titolo di esempio, in questo tratto di linea, su 11 treni nelle due direzioni nella fascia mattutina compresa tra le 6,00 e le 9,30 vengono effettuati ben 19 incroci, 7 dei quali a Chivasso (4) e a Montanaro (3); ogni incrocio implica circa 5 minuti di maggiore percorrenza a carico di entrambi i treni ma, soprattutto, introduce elementi di "rigidità", in quanto rende di fatto impossibile modificare l'attuale programma di esercizio, e di "irregolarità", in quanto il ritardo per qualsiasi causa di un treno genera ritardi ai treni incrocianti che, a cascata, provocano ulteriori ritardi agli altri treni a seguire; evidenziato che la realizzazione del "peduncolo" in oggetto, inoltre, impedirebbe ai passeggeri provenienti dalle linee ferroviarie Milano-Novara-Vercelli-Chivasso, Asti-Cavagnolo-Chivasso, Alessandria-Casale-Crescentino-Chivasso, nonché dalle numerose autolinee che convergono su Chivasso, di usufruire dei collegamenti per raggiungere Ivrea ed Aosta e viceversa; il tempo tecnico per l'inversione dei convogli nella stazione di Chivasso, che si intende eliminare con il "peduncolo" può altresì essere fortemente contenuto con strumenti tecnici e materiale rotabile adeguati, tanto che fino al 1975 non superava i tre minuti; destinando invece il finanziamento ad un raddoppio anche parziale della tratta attuale, si potrebbero eliminare le attese per gli incroci e rendere più veloce, sicura e regolare la marcia dei treni, aumentando inoltre la frequenza dei convogli. La realizzazione del "peduncolo", infatti, non permetterebbe il transito contemporaneo di due treni negli opposti sensi di marcia: uno dei due dovrebbe comunque trattenersi a Chivasso oppure a Montanaro. Attualmente, molti treni dopo la sosta a Chivasso sarebbero già pronti a ripartire verso Montanaro, ma ciò non avviene in quanto si deve attendere il treno proveniente dal senso opposto. Con il raddoppio della tratta, invece, l'incrocio potrebbe avvenire in linea, con evidenti miglioramenti sulla potenzialità e velocità commerciale; quindi, il "peduncolo" non solo non permette di aumentare sostanzialmente velocità, sicurezza, regolarità e frequenza dei convogli, non solo impedisce a centinaia di viaggiatori di utilizzare la stazione di Chivasso come interscambio, ma ridimensiona pesantemente il ruolo del nodo ferroviario di Chivasso, privandolo di quasi tutti i collegamenti per Ivrea-Aosta e di un quarto dei collegamenti per Torino e determinando pesanti conseguenze sul piano economico e sociale; tutto questo mentre, paradossalmente, nel Piano trasporti del Sistema ferroviario metropolitano torinese Chivasso viene indicata come "Stazione di Porta". È inoltre evidente che il bypass della stazione di Chivasso tronca lo storico collegamento tra il Chivassese e l'Eporediese, essenziale sia per qualsiasi progetto di sviluppo del Canavese, sia nella prospettiva di collaborazione tra le due aree nella gestione di importanti servizi come quello sanitario; i Consigli comunali di Chivasso e di altri comuni interessati, nonché l'Associazione utenti ferrovia Chivasso-Ivrea-Aosta, hanno espresso forte contrarietà alla ipotesi di spendere gran parte delle risorse stanziate nella legge finanziaria del 2007 per realizzare il cosiddetto "peduncolo" a Chivasso, evidenziando come meglio sarebbe utilizzare tali risorse per altri interventi più opportuni e funzionali sulla linea, in grado di migliorare effettivamente la funzionalità della ferrovia Chivasso-Ivrea-Aosta, come il raddoppio di alcune tratte, si chiede di sapere se non si ritenga necessario acquisire elementi di conoscenza, direttamente da RFI, dagli Enti locali interessati nonché dall'Associazione utenti ferrovia Chivasso-Ivrea-Aosta, al fine di evitare che le risorse statali stanziate vengano utilizzate in modo non coerente con gli obiettivi prefissati con interventi che rischiano di danneggiare la maggior parte degli utenti e dei territori interessati. (4-03297)

 
Cronologia
martedì 8 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Per l'aggravarsi dell'emergenza rifiuti in Campania e dei disordini scoppiati a seguito della riapertura della discarica di Pianura, vicino Napoli, il Governo invia i militari del Genio; nomina l'ex-capo della polizia Giovanni De Gennaro commissario per l'emergenza e vara un piano che prevede nuovi termovalorizzatori.

martedì 15 gennaio
  • Politica, cultura e società
    In seguito a proteste da parte di docenti e studenti, il Papa Benedetto XVI rinuncia a tenere il discorso di apertura dell'anno accademico all'università La Sapienza di Roma.

mercoledì 16 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Ministro della giustizia Mastella, intervenendo alla Camera per rendere comunicazioni sull'amministrazione della giustizia, annuncia le proprie dimissioni a seguito della diffusione da parte della stampa di notizie relative ad una vicenda giudiziaria che vede coinvolta sua moglie.