Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00167 presentata da CASTELLI ROBERTO (LEGA NORD PADANIA) in data 15/01/2008
Atto Senato Mozione 1-00167 presentata da ROBERTO CASTELLI martedì 15 gennaio 2008 nella seduta n.274 CASTELLI, CALDEROLI, DAVICO, DIVINA, FRANCO Paolo, FRUSCIO, GALLI, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI, STEFANI, STIFFONI - Il Senato, premesso che: la crisi ambientale per l'emergenza rifiuti nella regione Campania ha assunto dimensioni disastrose, nonostante i quattordici anni di commissariamento della gestione del ciclo dei rifiuti della regione e gli ingenti finanziamenti dello Stato per fronteggiare l'emergenza; gli anni di commissariamento della gestione dei rifiuti in Campania hanno danneggiato invece di favorire il territorio, e hanno provocato un ponderoso aumento dei costi di gestione che ha pesato in modo sostanziale sul bilancio dello Stato. La struttura commissariale ha agito per lo più a favore del proprio mantenimento, piuttosto che per il superamento della situazione di crisi, perpetuando patologie gestionali, come contabilità approssimativa, affidamenti diretti e consulenze onerose; l'emergenza, che interessa soprattutto le province di Napoli e di Caserta, sembrerebbe quantificata in 2.000 tonnellate di rifiuti nelle strade di Napoli, 140 discariche abusive sequestrate nel 2006, 814 siti da bonificare occupati da 3 milioni di metri cubi di rifiuti, dalle 5.000 alle 8.000 tonnellate di rifiuti prodotti al giorno nella regione, una raccolta differenziata pari al solo 10% del totale rifiuti regionale, una sola discarica funzionante nella regione, nel sito della Difesa Grande, 4 nuove discariche ancora da realizzare come individuate con il decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 luglio 2007, n. 87 (Serre, Savignano Irpino, Terzigno e Sant'Arcangelo Trimonte), un solo termovalorizzatore ancora in costruzione (Acerra) e un altro ancora da iniziare (Santa Maria La Fossa). A ciò si aggiungono le proteste dei cittadini per la riapertura della discarica di Pianura che si trasformano in vera e propria guerra civile tra i cittadini stessi e le Forze dell'ordine; tale situazione determina seri rischi per la salute della popolazione, gravi turbative dell'ordine pubblico e ripercussioni negative sull'immagine complessiva del Paese, e rappresenta il risultato di una serie infinita di inadempienze e irregolarità amministrative registrate in passato dalle Amministrazioni regionali e locali e dalla struttura del Commissario straordinario; il Governo ha fatto fronte all'emergenza con due decreti-legge, il decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290, e il decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 luglio 2007, n. 87, assegnando le funzioni di Commissario delegato per l'emergenza rifiuti nella regione Campania al Capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, dott. Bertolaso, individuando i siti da destinare a discarica e prevedendo la redazione da parte del Commissario delegato di un piano per la gestione dei rifiuti, da adottare d'intesa con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; l'ingorgo delle competenze istituzionali e l'accavallarsi di decreti e ordinanze del Presidente del Consiglio dei ministri ha determinato una paralisi sul piano delle strategie gestionali che ha reso difficoltoso l'intervento del Commissario delegato dott. Bertolaso, anche per la forte mobilitazione delle popolazioni interessate, e delle stesse autorità territoriali locali, in azioni di contrasto alle iniziative della struttura commissariale, ma soprattutto a causa della forte opposizione manifestata da parte delle strutture amministrative del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dallo stesso Ministro; il susseguirsi delle ordinanze del Presidente del Consiglio dei ministri, di cui si citano le n. 3529 del 30 giugno 2006, n. 3536 del 28 luglio 2006, art. 8, n. 3545 del 27 settembre 2006, art. 7, n. 3546 del 12 ottobre 2006, n. 3552 del 17 novembre 2006, art. 2, n. 3555 del 5 dicembre 2006, articoli 9, 12 e 16, n. 3559 del 27 dicembre 2006, art. 5, n. 3564 del 9 febbraio 2007, articoli 5, 6 e 11, n. 3569 dell'8 marzo 2007, art. 11, n. 3571 del 13 marzo 2007, n. 3580 del 3 aprile 2007, articoli 11 e 12, n. 3582 del 3 aprile 2007, n. 3584 del 20 aprile 2007, n. 3587 in data 11 maggio 2007, n. 3588 in data 7 marzo 2007, n. 3590 del 23 maggio 2007, n. 3591 del 24 maggio 2007, art. 1, n. 3596 del 15 giugno 2007, n. 3601 del 6 luglio 2007, n. 3603 del 30 luglio 2007, articoli 13 e 19, n. 3604 del 3 agosto 2007 e n. 3605 del 9 agosto 2007, n. 3613 del 28 settembre 2007, n. 3627 dell'8 novembre 2007 e n. 3637 del 31 dicembre 2007, evidenzia uno scambio continuo di note tra la Protezione civile, l'Ufficio di Gabinetto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e la Direzione generale per la qualità della vita del Ministero, dalle quali emergono continui ostacoli amministrativi nella scelta dei siti per la realizzazione delle discariche, in particolare riguardo ai siti di Macchia Soprana e di Serre, e nella definizione e successiva attuazione del piano del commissario Bertolaso; gli ostacoli amministrativi posti dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare hanno di fatto impedito un concreto e tempestivo intervento del Commissario delegato all'emergenza rifiuti della Campania dott. Bertolaso, spingendo lo stesso alle dimissioni e provocando la degenerazione dello stato di crisi della Campania; di fatto gli ostacoli posti dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare hanno impedito l'attuazione del piano per la gestione dei rifiuti della Campania del commissario Bertolaso, contribuendo a creare un disastro ambientale senza precedenti nella storia del Paese; considerato che tale comportamento del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare dimostra uno scorretto esercizio del potere istituzionale, che deve in ogni caso fondarsi sul rispetto dei principi del buon governo, annullando di fatto il prestigio e l'autorità morale necessari per ricoprire un incarico di tale importanza istituzionale quale è il ruolo di Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, esprime censura nei confronti del ministro Pecoraro Scanio. (1-00167)