Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06104 presentata da MADERLONI CLAUDIO (SINISTRA DEMOCRATICA. PER IL SOCIALISMO EUROPEO) in data 16/01/2008
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-06104 presentata da CLAUDIO MADERLONI mercoledì 16 gennaio 2008 nella seduta n.267 MADERLONI. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: il 3 gennaio 2008, il motopesca Antonia Madre della flottiglia di Manfredonia, è stato fermato nella zona est dell'isola di Pelagosa e posto sotto sequestro all'isola di Lissa, con l'accusa di sconfinamento nelle acque territoriali croate; tale evento ha permesso la diffusione della notizia che il Parlamento di Zagabria, peraltro in regime di preadesione all'Unione europea, ha recentemente deciso di interrompere la moratoria ad un progetto del 2003, ovvero l'istituzione di una «Zona di Protezione Ittica e Ambientale» (ZERP), con prerogative esclusive per i propri cittadini su più della metà del mare Adriatico, facendo in modo che tale progetto entri in vigore dal 1 gennaio 2008. Se dopo il giorno 11 gennaio, il neo-governo croato dovesse approvare tale decisione, il settore della pesca italiana nell'Adriatico ne risulterebbe gravemente danneggiato; le decisioni unilaterali della Croazia sono state discusse, dal novembre 2003 ad oggi, nelle mozioni, risoluzioni ed interrogazioni agli allora Ministeri degli Affari Esteri e delle Risorse agricole e della Pesca. Però, le proposte degli onorevoli G. Scaltritti, Famiano Crucianelli e Aldo Preda, nonostante l'approvazione delle Commissioni congiunte (Affari Esteri e Comunitari e Risorse Agricole e della Pesca), non hanno dato risultati, e soprattutto non è mai stato reso esecutivo l'accordo di pesca fra l'Italia e la Croazia per la gestione dell'Adriatico, con progetti di partenariato o società miste; in questi giorni, sul territorio, si sono attivati l'assessore all'Agricoltura della Regione Marche, Paolo Petrini, il consigliere regionale di Sinistra Democratica, Massimo Binci, che ha fatto istanza di comunicazione urgente alla competente commissione consiliare, il responsabile regionale di Lega Pesca Marche, Simone Cecchettini e Domenico Leone coordinatore settore pesca di Sinistra Democratica di Ancona; il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Paolo De Castro, ha inviato un telegramma alle Capitanerie di Porto dell'Adriatico ribadendo l'invito agli armatori-pescatori alla massima cautela, vigendo una situazione di pre-allarme; sappiamo che attualmente è in corso, con la partecipazione attiva della Commissione europea, un negoziato politico da parte del Governo italiano e dei Ministeri interessati; considerato, tuttavia, l'estremo disagio che deriva agli operatori del settore dalla mancanza di direttive precise in ordine ai confini della ZERP, alle norme che ne regolano l'osservanza, ai meccanismi di controllo sulla corretta applicazione del regime giuridico internazionale, alle sanzioni previste, al sistema di regolamento delle eventuali controversie; tenuto conto, inoltre del sopracitato regime di preadesione alla UE della Croazia stessa, il quale potrebbe essere pregiudicato, come affermato dalla U.E, dalla decisione oggetto dell'interrogazione, in particolare considerando i Regolamenti Comunitari del Consiglio nn. 3760 del 1992 e 2371 del 2002, rispettivamente sull'istituzione della Politica Comune della Pesca nella C.E.E. e sulla conservazione e lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel suo ambito, così come le disposizioni di Diritto internazionale vigenti nella consuetudine consolidata e nei trattati codificati, quali la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del mare del 1982, agli articoli 55, 59, 117, concernenti elementi generali ed in dettaglio sulle prerogative marittime degli Stati firmatari, che hanno firmato il trattato di riferimento. A tal proposito, sia l'Italia, sia la Croazia, hanno a ciò provveduto nell'anno 1995 -: quali interventi intenda adottare perché l'intera vicenda si risolva in modo favorevole per il settore della pesca italiana, già fortemente in crisi a causa del caro-gasolio, delle mucillaggini invernali e degli storici problemi che lo affliggono; quali misure possa attivare per informare prontamente gli operatori del settore sugli eventuali sviluppi, impartendo, inoltre, al fine di evitare possibili incidenti, urgenti e chiare direttive nel merito. (4-06104)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata mercoledì 9 aprile 2008 nell'allegato B della seduta n. 278 All'Interrogazione 4-06104
presentata da MADERLONI Risposta. - In relazione alla questione da lei sollevata nell'interrogazione in esame, secondo quanto risulta, come peraltro hanno assicurato le stesse Autorità croate, il fermo del peschereccio italiano (3 gennaio 2008) è avvenuto per lo svolgimento di attività di pesca non autorizzate all'interno delle acque territoriali croate attorno all'isola di Pelagosa. Pertanto, la vicenda non appare in alcun modo riconducibile alla proclamazione unilaterale da parte della Croazia di una Zona di Protezione Ittica ed Ecologica nell'Adriatico (ZERP). Nel quadro delle procedure previste in casi del genere l'Ambasciata d'Italia a Zagabria è immediatamente intervenuta presso le Autorità croate, con le quali è stata recentemente stabilita una «dedicata linea di contatto» proprio per chiarire con estrema rapidità il contesto in cui avviene l'eventuale fermo di nostri pescherecci. Il nostro consolato generale a Spalato è stato in costante contatto con le autorità locali e con l'equipaggio del nostro peschereccio. In riferimento alla questione della Zerp, le faccio presente che questo ministero è da mesi impegnato in un negoziato tecnico con Croazia e Slovenia, cui partecipa anche la Commissione europea, al fine di giungere ad un accordo sulla conservazione e lo sfruttamento delle risorse ittiche in un quadro comunitario. La pesca è infatti materia di esclusiva competenza comunitaria il cui acquis dovrà essere recepito dalla Croazia nel contesto del processo negoziale per l'adesione all'Unione europea. L'Italia è impegnata a fondo sul piano bilaterale e comunitario per spingere la Croazia a raggiungere un accordo condiviso con i paesi vicini e a rispettare gli impegni assunti nel giugno 2004 con Italia, Slovenia e Commissione in merito alla non applicazione ai pescherecci comunitari della Zona di Protezione Ittica ed Ecologica. In tale contesto, vorrei attirare la sua attenzione sulle conclusioni del Consiglio affari generali dell'Unione europea del 10 dicembre 2007 che, nel fare propria la proposta di Italia e Slovenia, hanno richiamato la Croazia a rispettare l'accordo del giugno 2004 e a sospendere l'applicazione della Zerp fino a quando non sarà raggiunto un accordo in uno spirito comunitario. Tali conclusioni stabiliscono poi un legame fra l'atteggiamento croato sulla Zerp e le possibili conseguenze sul negoziato di adesione. Tali contenuti sono stati successivamente ribaditi in varie occasioni (in particolare il 30 dicembre e l'8 gennaio scorsi) dal Commissario europeo per l'Allargamento, O. Rehn, il quale ha ammonito la Croazia ad assumere un atteggiamento responsabile sulla Zerp. Il Governo condivide pienamente i contenuti delle dichiarazioni del Commissario. Da ultimo, in occasione del Consiglio affari Generali e Relazioni Esterne del 18 febbraio 2008, nel richiamare le conclusioni adottate il 10 dicembre 2007, i ministri hanno nuovamente chiesto alla Croazia di tener fede ai suoi impegni e, soprattutto, hanno previsto di riesaminare la questione ad un prossimo Consiglio. La Commissione è inoltre invitata a proseguire il dialogo con Zagabria e a riferire in Consiglio. Non risulta che Zagabria abbia assunto alcuna misura concreta di attuazione della Zerp nei confronti dei pescherecci comunitari. A seguito dell'insediamento del nuovo governo croato, il 12 gennaio scorso, il Primo ministro Sanader ha manifestato la volontà di riprendere il negoziato, sospeso nel luglio scorso, con Italia, Slovenia e Commissione europea e di concluderlo in tempi brevi. Il Governo italiano rimane impegnato a giungere ad una soluzione sulla base del negoziato tecnico svoltosi nel 2007, che raccolga il consenso anche della Slovenia e della Commissione. Le faccio presente infine che il Governo ha continuato a fornire agli operatori ed alle Associazioni di categoria i necessari elementi di informazione sia attraverso il ministero delle politiche agricole (che è pienamente associato agli esercizi negoziali in corso) sia tramite questo ministero. Al riguardo le segnalo che, il 16 gennaio scorso ho incontrato personalmente le principali associazioni di settore le quali, nel ricevere un'ampia illustrazione dell'impegno del Governo per la tutela degli interessi italiani, della situazione politica attuale e dei possibili scenari sul piano bilaterale e comunitario, sono state nuovamente invitate a sollecitare gli operatori al rispetto delle normali regole di navigazione, in quanto eventuali violazioni nuocerebbero al buon esito dei negoziati. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Famiano Crucianelli.