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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01173 presentata da CARRARA VALERIO (FORZA ITALIA) in data 16/01/2008

Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-01173 presentata da VALERIO CARRARA mercoledì 16 gennaio 2008 nella seduta n.275 CARRARA, VICECONTE, SANCIU, SCOTTI, BIANCONI, BURANI PROCACCINI, DE GREGORIO, AMATO, PIROVANO, ZICCONE, PIANETTA, CAMBER, TOMASSINI, SARO, STERPA, VEGAS, GHIGO, PASTORE, MAURO, CASOLI, STEFANI - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che: l'ENCI, Ente nazionale cinofilia italiana, svolge ai sensi della legge 30 dicembre 1992, n. 529, un'attività avente pubblico interesse ed inerente alla tutela e alla promozione delle razze canine; l'ENCI è una associazione fondata nel 1882, riconosciuta con regio decreto 13 giugno 1940, n. 1051, facente parte della Federazione cinologica internazionale (F.C.I.), regolata dallo Statuto associativo approvato con decreto ministeriale 24 febbraio 2000 e dal Regolamento di attuazione dello statuto sociale ENCI, approvato dall'assemblea dei soci ENCI il 22 marzo 2003 e ratificato con decreto ministeriale 21835 del 16 aprile 2003; lo statuto dell'ENCI prevede all'art. 12 che il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali nomini nell'ambito del Consiglio direttivo dell'ENCI un proprio rappresentante, attualmente nominato nella persona del sig. Marco Ciarafoni; nel corso del Consiglio nazionale Arcicaccia svoltosi a Roma il 19 luglio 2006 il sig. Ciarafoni, quale socio della compagine, esponeva una relazione introduttiva, alla presenza del Ministro, con il quale lo stesso invocava il commissariamento dell'ENCI; il Comitato esecutivo dell'ENCI, nella riunione del 17 ottobre 2006, rilevava il contenuto della relazione del sig. Ciarafoni fortemente lesivo nei confronti dello stesso ente; il sig. Alberto Veronesi, socio allevatore dell'ENCI, presentava il 24 luglio 2006 un esposto al Ministero, nel quale evidenziava la situazione di sostanziale violazione da parte dell'ENCI del Disciplinare del libro genealogico sulla base degli argomenti nella stessa riportati, chiedendo il commissariamento dell'ENCI. In particolare l'allevatore contestava che, con riferimento all'iscrizione al Registro degli allevatori, "l'E.N.C.I. sembra voler introdurre un doppio regime, di cui uno a vantaggio di coloro che erano titolari di un affisso i quali, di fatto, sarebbero esentati dall'adempimento degli obblighi regolamentari, e l'altro, invece, cui sono sottoposti i soci allevatori che hanno fatto richiesta di iscrizione al Registro degli Allevatori. Questo non trova giustificazione alcuna ai sensi delle norme vigenti, in quanto la disciplina dettata per quanto attiene all'iscrizione al Registro degli allevatori non è privatistica, ma è sancita mediante decreti ministeriali in applicazione della legge n. 529/1992, che ha delegato all'E.N.C.I. la tenuta dei Libri genealogici"; con provvedimento prot. n. 42249 GG/Lrs del 21 novembre 2006, la Commissione di disciplina di I istanza dell'ENCI contestava al sig. Veronesi, ai sensi e per gli effetti dell'art. 39 del vigente regolamento di attuazione dello Statuto sociale dell'ENCI, l'addebito di avere "con lettera 24.7.2006 al Ministero per le politiche agricole alimentati e forestali richiesto il commissariamento dell'ENCI " e, per questo, all'esito del giudizio, sanzionava lo stesso con la sospensione per 24 mesi; non risulta, invece, essere stata avviata alcuna azione disciplinare nei confronti del sig. Ciarafoni che, parimenti, nell'ambito del Consiglio nazionale Arcicaccia evidenziava la necessità di procedere al commissariamento dell'ente; è evidente e plateale la disparità di trattamento riservato dall'ENCI al sig. Marco Ciarafoni, nominato nel frattempo dal Ministro, dopo le sue dichiarazioni, Consigliere ENCI di nomina ministeriale, al quale non è stata comminata nessuna sanzione disciplinare contrariamente a quanto avvenuto invece al sig. Veronesi; considerato che: il sig. Ciarafoni è esponente di rilievo dell'Arcicaccia e, prima, dei Democratici di sinistra ed ora del Partito Democratico; tale caratterizzazione politica è stata, a giudizio degli interroganti, una sorta di viatico miracoloso che ha lasciato indenne il Consigliere ministeriale ENCI dalle azioni della Commissione di disciplina ENCI i cui metodi, posti poi in essere dallo stesso ente, risultano del tutto vessatori, intimidatori ed evidentemente discriminanti nei confronti dei soci della stessa compagine che però non risultano allineati con il pensiero di coloro che reggono l'ente; la Commissione di disciplina di I istanza ENCI con provvedimento n. 55/07 ha deciso di infliggere nei confronti del dott. Gian Carlo Bosio la sanzione disciplinare della sospensione di 24 mesi, solo per aver detto la verità in modo piacevole e goliardico; la persecuzione nei confronti del dott. Gian Carlo Bosio, già Consigliere nazionale ENCI nominato dall'AIA, già membro della Commissione tecnica centrale ENCI, già Presidente della Società italiana Pro Segugio è, a giudizio degli interroganti, quanto di più disdicevole possa avvenire in una nazione che dovrebbe essere libera e democratica come l'Italia; numerose sono le problematiche revocatorie, relativamente all'ENCI, evidenziate in vari atti del sindacato ispettivo, tra cui si citano: a) il mancato adeguamento della banca dati dell'ENCI alle norme vigenti in materia di identificazione dei cani; b) l'inosservanza della legge 14 agosto 1991, n. 281 (Legge quadro in materia animali di affezione e prevenzione del randagismo), in riferimento alla registrazione dei cuccioli al libro genealogico del cane di razza; c) la mancata applicazione della certificazione veterinaria ai fini dell'iscrizione al libro genealogico e all'anagrafe canina; d) l'inadempienza rispetto alla formazione e pubblicizzazione del registro degli allevatori e dei proprietari; e) la revoca della tutela di 15 razze canine alla Società italiana Pro Segugio (SIPS) assunta, come peraltro anche lo stesso Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali ha sancito con provvedimento n. 23900 del 1° dicembre 2006, in violazione del Disciplinare del libro genealogico (decreto ministeriale 21095 del 5 febbraio 1996) e delle Norme tecniche (decreto ministeriale 21203 dell'8 marzo 2005); f) l'insussistenza dell'Ufficio centrale del libro genealogico come stabilito dall'articolo 5 del decreto ministeriale 21095 del 5 febbraio 1996; sono state messe in atto violazioni della libertà personale da parte delle Commissioni di disciplina e del Consiglio direttivo ENCI nei confronti del sig. Alberto Veronesi e del dott. Gian Carlo Bosio, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno e necessario procedere alla nomina di un Commissario straordinario dell'ente per la corretta applicazione dello Statuto dell'ENCI, approvato dal Ministero, della legge 529/1992, del Disciplinare del libro genealogico per la tutela dei cani di razza (decreto ministeriale 21095) ed infine delle Norme tecniche (decreto ministeriale 21203), al fine di ricondurre la zootecnia cinofila italiana alla regolarità, assicurando una maggiore trasparenza, correttezza e democraticità al settore della cinofilia italiana. (3-01173)

 
Cronologia
martedì 15 gennaio
  • Politica, cultura e società
    In seguito a proteste da parte di docenti e studenti, il Papa Benedetto XVI rinuncia a tenere il discorso di apertura dell'anno accademico all'università La Sapienza di Roma.

mercoledì 16 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Ministro della giustizia Mastella, intervenendo alla Camera per rendere comunicazioni sull'amministrazione della giustizia, annuncia le proprie dimissioni a seguito della diffusione da parte della stampa di notizie relative ad una vicenda giudiziaria che vede coinvolta sua moglie.

giovedì 17 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano accetta le dimissioni del Ministro della giustizia. Il Presidente del Consiglio Prodi assume l'interim del dicastero e svolge una informativa urgente alla Camera sulla situazione determinatasi con le dimissioni del Ministro della giustizia.