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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00923 presentata da SANTELLI JOLE (FORZA ITALIA) in data 17/01/2008

Atto Camera Interpellanza 2-00923 presentata da JOLE SANTELLI giovedì 17 gennaio 2008 nella seduta n.268 Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della giustizia, il Ministro della salute, il Ministro della solidarietà sociale, per sapere - premesso che: è crescente nel nostro Paese l'allarme per lo sfruttamento ed i maltrattamenti cui sono sottoposti i minori, con particolare riguardo ai minori stranieri ed ai rom; pur disponendo di un bagaglio di normative sufficientemente adeguato tribunali e servizi sociali non riescono nemmeno a scalfire il fenomeno, mentre agiscono implacabilmente nei riguardi delle famiglie di cittadini italiani, che si trovano in difficoltà nell'esercizio delle cure parentali e della potestà genitoriale; matura nei cittadini la convinzione che ormai esistano in tale ambito due diversi metri di misura; paradossale e drammatica a tal proposito è l'odissea giudiziaria, non ancora giunta a conclusione, dei coniugi Marco Romani e Luisa Padroni di Perugia, alla quale gli organi d'informazione hanno dato ampio risalto in questi anni; in base alle notizie ed ai documenti raccolti dagli interpellanti, nel 1995 alla coppia sono stati tolti i figli dai Servizi sociali (SS) e dal Tribunale per i minori (TM) di Perugia. Prima quello piccolo, di un mese, poi il primogenito di 3 anni, a causa della patologia della madre (depressione post-partum), e della presunta inaffidabilità del padre, motivata dal servizio ospedaliero e dai Servizi sociali della A.S.L. n. 2, di volta in volta con ragioni diverse: il padre avrebbe avvelenato il figlio più piccolo e tenuto segregata in casa la moglie; la moglie avrebbe abbandonato il figlio minore; entrambi avrebbero commesso gravi azioni nei confronti dei loro due figli, mettendone in pericolo la vita; la madre dei bambini, separata da essi, ha visto aggravarsi le sue condizioni depressive, fino al punto in cui nel luglio 1995, recatasi ad un appuntamento fissatole dai Servizi sociali, per programmare la ripresa delle visite ai figli, le operatrici (pur consapevoli delle conseguenze che il loro comportamento avrebbe avuto su una persona già fragile e provata da depressione post-partum), non si presentavano ed ella, colta da profonda disperazione si gettava nel vuoto dal palazzo comunale di Perugia. Segue almeno un lustro di sofferenze e di cure, durante il quale i coniugi avevano tentato più volte di rivedere i loro figli, ma inutilmente. Al più piccolo, i Servizi sociali avevano anche cambiato le generalità; nel dicembre del 2000, sulla base delle informazioni fornite dai Servizi sociali, il secondogenito risultava essere stato abbandonato dai genitori e il Tribunale per i minori, prendendo in considerazione la richiesta della famiglia affidataria che teneva con sé il bambino ormai da 6 anni, emanava un decreto di adozione; i coniugi Romani - Padroni facevano opposizione, presentando ricorso, ma il Tribunale per i minori si pronunciava nuovamente a favore dell'adozione; nell'Ottobre del 2002 i coniugi presentavano ancora una volta ricorso, questa volta presso la sezione minori della Corte d'Appello di Perugia, in questa sede venivano riconosciute le loro ragioni, revocato il dichiarato stato di adottabilità del secondogenito e imputata ai Servizi sociali e al Tribunale per i minori, la responsabilità dei mancati incontri tra genitori e figli, resi impossibili dai continui divieti; con detta sentenza si prescriveva inoltre il reinserimento del secondogenito nella sua famiglia originaria, attraverso un opportuno percorso preparatorio sia del bambino sia dei suoi genitori; nel 2003, in seguito al grande risalto dato dai mass-media alla vicenda, il Tribunale per i minori rivedeva i propri provvedimenti e decretava che i Servizi sociali predisponessero un programma di recupero della genitorialità anche nei confronti del figlio maggiore; nel luglio 2004 la I sez. civile della Corte di Cassazione confermava la sentenza della Corte d'Appello di Perugia; le principali responsabili di questa triste storia, tre psicologhe e due assistenti sociali dell'A.S.L. n. 2, a seguito di denuncia-querela da parte dei coniugi, hanno dichiarato durante gli interrogatori dell'autorità giudiziaria, trattarsi di involontari errori di valutazione. In realtà appare dai documenti che le operatrici dei Servizi sociali, mediante le loro dichiarazioni e le loro azioni, hanno irrimediabilmente offeso la reputazione dei coniugi, hanno fatto sì che i minori fossero strappati ai genitori contro la loro volontà, privandoli in questo modo del loro patrimonio naturale e rendendo a tutt'oggi difficile e doloroso il recupero delle relazioni familiari; hanno cagionato lesioni gravi in danno della madre, compromettendo il suo stato psicofisico (presenta un'invalidità dell'85 per cento), hanno innumerevoli volte accusato il padre di aver posto in essere varie fattispecie di reato a danno dei minori, accuse dimostratesi false in quanto mai sfociate, come d'obbligo per i Servizi sociali in una denuncia penale nei suoi confronti; quanto non sarebbe mai dovuto accadere, è oggi difficilmente rimediabile: due bambini sono stati strappati alla loro famiglia e la difficoltà nel tornarvi è dovuta ora non più a presunti difetti della medesima, bensì alla necessità di non turbare, dopo 11 anni, l'equilibrio raggiunto all'interno dei nuovi ambienti. Attualmente, a distanza di quasi 4 anni dalla sentenza della Corte d'Appello di Perugia, nessuno dei due figli, ormai rispettivamente di 12 e 15 anni, è tornato in famiglia; peraltro gli attuali responsabili dei Servizi sociali continuano a perseguire una politica se non ostruzionista, quanto meno superficiale nella conduzione della vicenda e di conseguenza allontanando la possibilità di avviare un dialogo costruttivo per fare in modo che i ragazzi fosse data la possibilità di un rientro senza traumi in famiglia; nonostante siano trascorsi circa 4 anni dalle sentenze in oggetto, persistendo l'estrema rarefazione degli incontri, è impossibile che il processo di riavvicinamento tra i coniugi e i loro figli possa progredire -: se i Ministri interrogati non ritengano inaccettabile, ciascuno per la parte di propria competenza che, a distanza di circa quattro anni dalla sentenza definitiva essa risulti di fatto inapplicata; se non ritengano, alla luce degli elementi esposti, che i Servizi sociali della Asl n. 2 ed il Tribunale per i minori di Perugia, abbiano trattato la vicenda secondo modalità che agli interpellanti appaiono da un lato di estrema approssimazione e noncuranza, dall'altro pervicacemente vessatorie, predisponendo, eventualmente per quanto di competenza, eventualmente un'ispezione ministeriale, per verificare il funzionamento degli organi interessati; se non ritengano opportuno, ciascuno per la parte di propria competenza, richiamare le strutture che si occupano di tutela dei minori ad un'applicazione univoca delle norme vigenti senza distinzione tra cittadini italiani, comunitari, extracomunitari ed apolidi; se non intendano intervenire anche mediante iniziative normative affinché ai coniugi che si trovano in situazioni come quella descritta in premessa sia riconosciuto in via amministrativa un adeguato indennizzo per il gravissimo danno morale ed esistenziale sofferto e per le ingenti spese sopportate, nel corso di quella che può essere a ragione definita una vera e propria odissea umana e giudiziaria. (2-00923) «Santelli».

 
Cronologia
mercoledì 16 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Ministro della giustizia Mastella, intervenendo alla Camera per rendere comunicazioni sull'amministrazione della giustizia, annuncia le proprie dimissioni a seguito della diffusione da parte della stampa di notizie relative ad una vicenda giudiziaria che vede coinvolta sua moglie.

giovedì 17 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano accetta le dimissioni del Ministro della giustizia. Il Presidente del Consiglio Prodi assume l'interim del dicastero e svolge una informativa urgente alla Camera sulla situazione determinatasi con le dimissioni del Ministro della giustizia.

sabato 19 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Il segretario del Partito democratico Walter Veltroni annuncia che, indipendentemente dalla legge elettorale che verrà adottata, il suo Partito «correrà da solo» alle prossime elezioni.