Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03324 presentata da DE PETRIS LOREDANA (INSIEME CON L'UNIONE VERDI - COMUNISTI ITALIANI) in data 17/01/2008
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-03324 presentata da LOREDANA DE PETRIS giovedì 17 gennaio 2008 nella seduta n.278 DE PETRIS - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che: nelle prime ore del 17 febbraio 2006 nella discarica comunale di Teramo, denominata "La Torre", si verificava il collasso strutturale dell'impianto che coinvolgeva l'intera massa dei rifiuti abbancata (450.000 metri cubi) ed il substrato geologico sottostante; la massa di rifiuti, mista a terra e percolato, sprofondava sull'intero fronte dell'impianto, scavalcava l'argine di contenimento posto alla sua base e si riversava nel laghetto sottostante invadendolo completamente, provocando la fuoriuscita di acqua e percolato verso il fosso della Fece ed il fosso Trentamano, affluenti del fiume Vomano, principale corso d'acqua della provincia di Teramo; la situazione di grave pericolo di frana per la discarica La Torre era già stata segnalata dall'associazione ambientalista WWF e da un locale Comitato di cittadini. Quest'ultimo, in particolare, aveva segnalato agli organi competenti, compreso il Prefetto di Teramo, la grave situazione di pericolo, e ciò sin dall'aprile 2005. Le segnalazioni erano state ripetute più volte fino a poche settimane prima dell'evento franoso, senza che nessun organo ritenesse di dover intervenire; a seguito dell'evento franoso, la magistratura teramana apriva un'indagine e, all'esito di una complessa attività di verifica, il 30 ottobre 2007, depositava l'avviso della conclusione delle indagini preliminari nei confronti di una serie di soggetti, compresi l'ing. Carlo Taraschi, l'ing. Roberto Di Giovanni ed il dott. Marcello Catalogna. Nei confronti di questi ultimi sono stati ipotizzati i reati di cui agli artt. 476 del codice penale e 81 del codice di procedura penale poiché, in qualità di professionisti incaricati dal Comune di Teramo per la redazione dei progetti per la stima della capacità residua della discarica La Torre, avevano scientemente riportato dati falsi nei progetti elaborati per come poi fatti propri dal Comune di Teramo e ciò per aumentare, con distinte delibere di Giunta, la volumetria dell'impianto proprio nei mesi immediatamente precedenti il collasso strutturale del medesimo; stante la gravità del danno ambientale determinatosi con l'evento franoso, peraltro, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 2 marzo 2006, veniva dichiarato lo stato di emergenza e, con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° settembre 2006, il Prefetto di Teramo veniva nominato Commissario delegato per la realizzazione degli interventi urgenti necessari per il superamento della situazione di emergenza presso la discarica La Torre; successivamente a tale nomina, una delegazione dell'associazione ambientalista WWF e del Comitato cittadino locale incontrava il Commissario delegato - Prefetto di Teramo evidenziando, tra l'altro, l'anomalia rappresentata dall'affidamento ai citati l'ing. Carlo Taraschi, l'ing. Roberto Di Giovanni ed il dott. Marcello Catalogna dei primi interventi relativi alla gestione della fase emergenziale. La delegazione sostenne che, viste le indagini avviate dalla magistratura, non fosse certamente opportuno continuare ad affidare ai medesimi progettisti indagati la gestione della fase emergenziale per la messa in sicurezza del sito; evidentemente il Commissario delegato - Prefetto di Teramo non era del medesimo avviso, ritenendo, al contrario, necessario doversi continuare ad avvalere di tali soggetti per la messa in sicurezza del sito franato all'esito delle attività dai medesimi svolte e per le quali vi era attività di indagine; sennonché, all'esito della formale chiusura delle indagini il Comitato cittadino evidenziava nuovamente, con nota del 26 novembre 2007, l'assoluta inopportunità che soggetti sotto indagine da parte della magistratura penale per il crollo della discarica fossero incaricati dal Commissario delegato - Prefetto di Teramo della messa insicurezza della discarica stessa; ancora una volta, il Commissario delegato - Prefetto di Teramo, con propria nota del 3 dicembre 2007, sosteneva di voler continuare ad avvalersi dei progettisti sopra ricordati per rispetto del principio della "presunzione di innocenza"; tenuto conto anche del fatto che tutti e tre i progettisti in questione hanno redatto un ulteriore progetto di ampliamento della discarica collassata (per ulteriori 600.000 metri cubi) e che uno dei tre progettisti, l'ing. Carlo Taraschi, risulta essere già rinviato a giudizio in altri due distinti giudizi penali sempre dinanzi al Tribunale penale di Teramo e precisamente in qualità di responsabile tecnico dell'impianto di discarica di Santa Lucia nel Comune di Atri (Teramo) nonché di incaricato della direzione tecnica, del controllo e della gestione dell'impianto di discarica del Comune di Castellalto (Teramo), si chiede di sapere: quali siano stati gli interventi posti in essere dal Prefetto di Teramo in conseguenza delle segnalazioni scritte ricevute, in data 4 aprile 2005, in ordine al pericolo di crollo della discarica La Torre nel Comune di Teramo, per come avvenuto il successivo 17 febbraio 2006; quali siano stati i criteri di scelta dei tecnici incaricati e se il Commissario delegato - Prefetto di Teramo, al momento della nomina degli stessi, fosse a conoscenza o meno della sottoposizione dei medesimi a procedimento penale e, con riferimento alla posizione dell'ing. Carlo Taraschi, della sottoposizione ad ulteriori due procedimenti penali, sempre per gravi violazioni ambientali, inerenti sempre la non corretta gestione di impianti di discarica, sempre nel territorio della Provincia di Teramo di propria competenza; quali siano stati gli interventi di messa in sicurezza ad oggi effettuati nella medesima discarica, a quanto ammontino i relativi costi e come gli stessi sono stati ripartiti anche con specifico riferimento al pagamento dei tecnici indagati ed incaricati; quali siano state le iniziative intraprese dal Commissario delegato - Prefetto di Teramo per il recupero delle ingenti somme necessarie per la messa in sicurezza dell'impianto collassato come da specifico compito attribuito in sede di nomina; se si condivida l'opinione del Commissario delegato - Prefetto di Teramo in merito all'opportunità che soggetti indagati per il crollo della discarica e nei confronti dei quali dovrebbero essere intraprese azioni di recupero del grave danno erariale, possano continuare ad operare per la messa in sicurezza del sito con vantaggio economico professionale a spese della collettività. (4-03324)