Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06152 presentata da HOLZMANN GIORGIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 21/01/2008

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-06152 presentata da GIORGIO HOLZMANN lunedì 21 gennaio 2008 nella seduta n.270 HOLZMANN. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: presso il confine di Stato, al passo del Brennero in territorio austriaco, ad un solo metro di distanza dal cippo confinario è stato collocato un cartello di grandi dimensioni con la scritta Sudtirol ist nicht Italien che tradotto significa che l'Alto Adige non è Italia; detto cartello, installato da noti estremisti altoatesini di lingua tedesca, continua a costituire un'offesa per gli italiani, in particolare quelli dell'Alto Adige; da quasi tre mesi detto cartello continua a fare bella mostra di sé senza che le autorità austriache abbiano sentito il dovere d'intervenire per rimuoverlo; il cartello è diventato un oggetto di culto, grazie anche alla colpevole inerzia del Ministero, e fa da sfondo a comitive e turisti che si fanno fotografare vicino ad esso -: quali iniziative intenda attuare il ministero interrogato, intervenendo, questa volta con decisione, sulle autorità austriache per fare cessare questa ennesima provocazione e dimostrare l'opportuna sensibilità per difendere la dignità dello Stato e degli italiani.(4-06152)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata martedì 19 febbraio 2008 nell'allegato B della seduta n. 275 All'Interrogazione 4-06152
presentata da HOLZMANN Risposta. - La vicenda da Lei sollevata negli atti parlamentari in parola è seguita con particolare attenzione da questo ministero sin dal novembre scorso allorché il Consolato Generale d'Italia in Innsbruck aveva avuto notizia che, in occasione dell'89 o anniversario dell'annessione dell'Alto Adige all'Italia, era stata apposta sul lato austriaco del confine autostradale del Brennero una grande insegna con i colori della bandiera austriaca recante la scritta «Sued Tirol ist nicht Italien». Venivano quindi effettuati in contemporanea interventi presso il Ministero degli esteri austriaco e le Autorità locali, per sollecitare la rimozione sia del cartello in parola sia di una corona di fiori listata a lutto, collocata nei pressi del medesimo, recante la scritta «da Kufstein a Salorno» (i confini storici del Tirolo del 1809). Anche a seguito di tali interventi il cartello era stato rimosso, ma il successivo 30 novembre esso era ricomparso nello stesso luogo. È stato pertanto compiuto un ulteriore passo presso il ministero degli esteri austriaco e, nello stesso tempo, è stato convocato l'ambasciatore austriaco a Roma. In tale contesti veniva rappresentata la nostra viva aspettativa che le Autorità austriache provvedessero alla rimozione immediata e definitiva del cartello in questione, per noi inaccettabile in quanto recante, sullo sfondo dei colori nazionali austriaci, scritte oltraggiose, false e lesive dell'integrità territoriale dello Stato italiano e dello statuto di autonomia altoatesina, universalmente considerato tra i più avanzati al mondo. Si sottolineava altresì che l'iniziativa degli attivisti altoatesini in territorio austriaco rivestiva una dimensione politica che Vienna non poteva ignorare, anche perché in evidente contrasto con le stesse posizioni dello Stato austriaco. Si era inoltre evidenziata l'urgenza dell'intervento richiesto alle Autorità austriache, dal momento che ogni ritardo avrebbe potuto essere percepito dagli attivisti come un implicito incoraggiamento, nonché l'esigenza di assicurare un attento monitoraggio per prevenire il ripetersi di simili iniziative. Gli interlocutori austriaci, oltre a prendere attenta nota di quanto loro rappresentato, hanno mostrato, come in passate analoghe circostanze, di condividere pienamente le nostre valutazioni, assicurando il loro pronto interessamento nel senso da noi auspicato. Infatti, il 20 dicembre scorso, per il tramite della nostra Ambasciata a Vienna e di questa ambasciata d'Austria, il ministero degli esteri austriaco ci informava che gli interventi da esso svolti presso il Governo Regionale del Tirolo avevano portato alla rimozione dei cartelli da parte dei proprietari del terreno ove i medesimi erano stati installati. Nel corso di una ricognizione effettuata agli inizi del nuovo anno, il nostro console generale a Innsbruck ha purtroppo rilevato che i cartelli in parola erano di nuovo (o erano rimasti) al loro posto. Le immediate rimostranze del nostro ambasciatore a Vienna con il direttore politico del Ministero degli esteri, ambasciatore Mayr-Harting, venivano accolte con apparente genuino stupore per il permanere di una situazione che si riteneva risolta e con rinnovate assicurazioni di dare seguito alla nostra richiesta di rimozione. Successivamente, a margine del tradizionale ricevimento di inizio anno per il Corpo diplomatico, il nostro Ambasciatore ha avuto modo di intrattenere sull'argomento anche il Presidente federale Fischer, che è apparso ben informato e aperto alle nostre aspettative. Certamente anche a seguito di tale colloquio, il ministero degli esteri austriaco ha nei giorni scorsi informato che la prefettura territorialmente competente ha avviato un procedimento penale contro i proprietari del terreno ove i cartelli sono installati, rappresentando al contempo la difficoltà, sotto il profilo giuridico, di disporre una rimozione coercitiva dei cartelli da un'area di proprietà privata. Pur registrando tale sviluppo come un segnale concreto e ufficiale dell'opposizione delle Autorità austriache all'iniziativa di «Sued-Tiroler Freiheit», abbiamo da ultimo svolto un ulteriore intervento con questa ambasciata d'Austria, per sollecitare nuovamente la rimozione dei cartelli in parola, i cui contenuti sono per noi assolutamente inaccettabili. In attesa di verificare l'esito di questo ulteriore passo, ritengo comunque di poter rilevare che le azioni svolte da questo ministero non possono certo essere considerate una «colpevole inerzia», come da Lei sostenuto nell'interrogazione in parola. A tal proposito desidero sottolinearLe quanto segue: la provocazione degli attivisti di «Sued-Tiroler Freiheit», che si colloca in un contesto pre-elettorale (per il corrente anno sono in calendario elezioni amministrative sia nel Land Tirolo sia nella Provincia di Bolzano), ha posto in una situazione di forte disagio e imbarazzo anche le Autorità Federali austriache, della cui amicizia e buona fede non si ha motivo di dubitare; le Autorità Federali austriache si sono attivate con una risposta di ordine giuridico, e cioè con un'azione giudiziaria, calcolando il rischio che, con misure più incisive, si porterebbero gli attivisti agli onori della cronaca e si alimenterebbe la propaganda di «Sued-Tiroler Freiheit», diretta non solo contro l'«occupazione italiana» ma anche contro l'«acquiescenza austriaca». Alla luce di tali considerazioni, Le assicuro che questa amministrazione sta continuando, in collaborazione con le Autorità di Vienna, a seguire da vicino e con massima priorità la questione con l'obiettivo di giungere a una rapida rimozione dei cartelli in parola. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Famiano Crucianelli.



 
Cronologia
sabato 19 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Il segretario del Partito democratico Walter Veltroni annuncia che, indipendentemente dalla legge elettorale che verrà adottata, il suo Partito «correrà da solo» alle prossime elezioni.

lunedì 21 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Dopo la riunione dell'ufficio politico dell'Udeur Mastella annuncia in una conferenza stampa la decisione del suo partito di non fare più parte della maggioranza di governo.

martedì 22 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente del Consiglio Prodi rende alla Camera comunicazioni sulla situazione politica generale, chiedendo, analogamente a quanto farà successivamente al Senato, di esprimere un voto di fiducia sulle sue dichiarazioni. Sulla risoluzione n. 6-00029 (on. Soro ed altri) il Governo pone la questione di fiducia, che è approvata con 326 voti favorevoli e 275 contrari.