Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06163 presentata da DEIANA ELETTRA (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 22/01/2008
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-06163 presentata da ELETTRA DEIANA martedì 22 gennaio 2008 nella seduta n.271 DEIANA. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che: l'Alta valle del Tronto occupa una posizione geo-politica molto importante per la sua centralità nella dorsale appenninica. È luogo d'incontro di quattro regioni e di cinque province, area protetta da due parchi nazionali: «Monti Sibillini e monti della Laga», attraversati dal fiume Tronto, è territorio a prevalente economia zootecnica e a vocazione turistica; ad Amatrice è attivo il depuratore comunale, gestito dalla società Amatrice Servizi s.r.l. consociata al gruppo Acea. In virtù della convenzione Repertorio n. 1185 del 24 settembre 1998, stipulata tra la società e il Comune di Amatrice, veniva istituito il servizio idrico integrato per la gestione dell'acquedotto comunale e della depurazione di liquami biodegradabili condottati e non condottati, provenienti dalle fosse settiche, anche fuori dal territorio comunale; il 18 gennaio 1999 con delibera n. 4 il Consiglio Comunale approvava il primo progetto di adeguamento funzionale del depuratore per il trattamento dei reflui non condottati. Il 14 luglio 1999 il sindaco con atto prot. n. 9150, posto in essere ai sensi del comma 2 dell'articolo 36 del decreto legislativo n. 152 dell'11 maggio 1999, autorizzava la società Amatrice Servizi s.r.l. a smaltire reflui speciali non condottati; il 15 settembre 1999 la conferenza di servizi dava parere favorevole allo smaltimento dei reflui speciali non condottati. Il 7 luglio 2000 con determinazione n. 310 la Provincia di Rieti autorizzava in via definitiva la società gestore dell'impianto a smaltire reflui speciali non condottati e non pericolosi; il 29 ottobre 2001 la società Amatrice Servizi presentava un secondo progetto di adeguamento funzionale del depuratore per lo stoccaggio, trattamento e smaltimento di reflui speciali pericolosi (cancerogeni, teratogeni, mutageni). Il 9 ottobre 2001 con determinazione n. 634 la Provincia di Rieti autorizzava le emissioni in atmosfera in funzione dello smaltimento dei reflui speciali pericolosi. Il 12 ottobre 2001 la conferenza dei Servizi esprimeva parere favorevole; le acque trattate vengono immesse nel fiume Tronto che attraversa numerose comunità, compresa Ascoli Piceno e sfocia nel Mare Adriatico nei pressi di S. Benedetto del Tronto e Martinsicuro; il 24 marzo 2002 il Consiglio Regionale delle Marche votava all'unanimità la risoluzione n. 80, ove si chiedeva alla Regione Lazio, alla provincia di Rieti e al Comune di Amatrice di revocare le autorizzazioni a smaltire reflui speciali pericolosi; il depuratore di Amatrice è stato definito una «bomba ecologica» soprattutto per il non corretto funzionamento delle attrezzature di un impianto che non appare idoneo a siffatte operazioni, con conseguenze irreparabili verso l'ambiente; nella scorsa estate ci sono state emissioni nauseabonde, avvertite dagli abitanti per alcuni chilometri lungo il corso del fiume Tronto. Le analisi compiute evidenziavano la presenza di benzene, toluene e altre sostanze tossiche e cancerogene; da tempo si sta verificando un preoccupante incremento di patologie tumorali, in specie leucemie e dell'apparato respiratorio. È in atto da mesi la protesta degli abitanti di Amatrice ed Accumoli, dei movimenti ambientalisti e delle comunità marchigiane site a valle del depuratore, per la salvaguardia del diritto alla salute, all'informazione, alla difesa dell'ambiente -: quali iniziative si intenda assumere per porre fine ad un disastro ecologico e sanitario che fa scempio delle persone e dell'ambiente, posto in atto dal Comune di Amatrice per pure ragioni di bilancio e dalla società Amatrice Servizi-Acea per scopo di profitto; per quali motivi non siano stati preventivamente informati i «soggetti aventi interesse» e sollecitata la loro partecipazione prima di assumere così gravi decisioni che hanno arrecato danno alle persone, all'ambiente e all'economia delle comunità rivierasche, in specie quelle di montagna dell'alta Valle del Tronto, già duramente colpite dall'emigrazione e dalla marginalità; per quali ragioni non sia stata accertata ed acquisita la partecipazione della regione Marche e della Regione Abruzzo al procedimento riguardante le autorizzazioni di rito, trattandosi di un impianto avente effetti su scala sovraregionale, come prescrivono le norme vigenti.(4-06163)