Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01943 presentata da ACERBO MAURIZIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 04/02/2008
Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-01943 presentata da MAURIZIO ACERBO lunedì 4 febbraio 2008 nella seduta n.274 ACERBO, CACCIARI, PERUGIA e SPERANDIO. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che: negli ultimi dieci anni si è assistito ad un rapido sviluppo delle attività di acquacoltura in Italia, in particolare per l'incremento delle produzioni di specie ittiche marine allevate in sistemi intensivi; si stima che il numero di impianti di maricoltura in aree costiere e offshore è quasi decuplicato, parallelamente all'aumento della capacità produttiva dei singoli impianti; le attività di allevamento in mare hanno determinato, specialmente in alcuni siti, alterazioni nell'ambiente marino, ricollegabili principalmente all'immissione di notevoli quantità di reflui ad elevato contenuto organico. In questo senso, il problema principale legato alla maricoltura deriva dal carico organico causato dall'immissione di cibo e dalle deiezioni dei pesci; da indagine svolte da autorevoli istituti di ricerca, tra cui l'Università Politecnica delle Marche e dall'Università di Siena, Dipartimento di Scienze Ambientali «G. Scarlatti», risulta che a scala locale la maricoltura può produrre incrementi significativi sulla concentrazione di azoto e fosforo, fino a raddoppiarne le concentrazioni. La maricoltura, inoltre, varia il trasferimento del carbonio nei vari livelli trofici, modificando la produzione primaria del sistema e riducendo, inter alia, la pesca costiera. La maricoltura, inoltre, può avere effetti sulla salute umana, favorendo lo sviluppo di comparti microbici e virali, anche di natura patogena. È ovvio che gli impatti della piscicoltura riguardano anche l'economia di un paese, per via degli impatti che tali impianti, se non eseguiti correttamente e in coerenza con le strategie di protezione dell'ambiente, possono avere anche sul turismo, creando incompatibilità che si potrebbero invece evitare...; in base all'articolo 37 - Impianti di acquacoltura e piscicoltura - del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, recante: «Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole», il Ministro dell'ambiente, di concerto con i Ministri per le politiche agricole, dei lavori pubblici, dell'industria, del commercio e dell'artigianato, della sanità e, previa intesa con Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, deve emanare un decreto per l'individuazione dei criteri relativi al contenimento dell'impatto sull'ambiente derivante dalle attività di acquacoltura e di piscicoltura: l'ICRAM, su incarico del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, ha elaborato una proposta tecnica per la definizione di criteri per la valutazione di impatto ambientale della maricoltura. Lo studio costituisce nel suo complesso un contributo alla «definizione di criteri relativi al contenimento dell'impatto sull'ambiente derivante da attività di acquacoltura e piscicoltura», di cui all'articolo 37 del decreto legislativo n. 152 del 1999 per la tutela delle acque; risulta che ad oggi alcune regioni hanno adottato una specifica legge regionale e i relativi regolamenti, in cui sono dettate, inter alia, le specifiche relative alla batimetria (profondità minime dell'acqua per il posizionamento degli impianti di piscicoltura, distanza minima dalla costa, correnti). Ultima la regione Liguria che ha creato un modello da seguire; altre Regioni, viceversa, non hanno adottato alcuna normativa per l'individuazione dei criteri relativi al contenimento dell'impatto sull'ambiente derivante dalle attività di acquacoltura e di piscicoltura; a causa di ciò, sono sorti numerosi impianti di piscicoltura che, in mancanza di una normativa regionale, non rispettano alcuna regola di buona gestione del territorio -: a che punto sia l'applicazione dell'articolo 37 del decreto legislativo n. 152 del 1999 per la tutela delle acque e, in particolare, l'applicazione in tutte le regioni di criteri relativi al contenimento dell'impatto sull'ambiente derivante da attività di acquacoltura e piscicoltura; come il Governo intenda agire per evitare, in attesa dell'applicazione del suddetto articolo, che impianti già operativi e privi degli standard richiesti continuino a provocare problematiche ambientali ed economiche al settore turistico; con quali iniziative il ministro competente intenda intervenire presso le regioni per monitorare gli effetti ambientali di detti impianti. (5-01943)