Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01946 presentata da GIORGETTI ALBERTO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 04/02/2008

Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-01946 presentata da ALBERTO GIORGETTI lunedì 4 febbraio 2008 nella seduta n.274 ALBERTO GIORGETTI. - Al Ministro dei trasporti. - Per sapere - premesso che: nel corso degli ultimi anni, Rete Ferroviaria Italiana (Società del Gruppo Ferrovie dello Stato), con l'avanzare delle nuove tecnologie, ha disposto di strutturarsi per Direttrici di Traffico gestite e comandate da un Posto Centrale; i primi sei posti individuati furono quelli di Napoli, Genova, Venezia, Bari, Pisa e Verona, che avrebbe avuto il controllo della Brennero-Bologna; vennero investiti milioni di euro per la realizzazione di questi Posti Centrali e, nonostante il fallimento di una ditta incaricata che ha comportato un significativo ritardo del completamento, il Posto Centrale di Verona è da circa due anni pienamente operativo con personale di altissima professionalità e dal 18 dicembre 2007, con l'avvio del telecomando sull'ultima tratta parziale Trento-Bolzano, la linea ferroviaria Verona-Brennero è pressoché ultimata (più di 240 km) ed interamente telecomandata dal Posto Centrale SCC di Verona; si è avuta notizia che a seguito di un recente provvedimento formale disposto dal Responsabile Nazionale della Direzione Movimento di RFI, sia stata divisa in due parti la Direttrice Bologna-Brennero, assegnando a Bologna il controllo della Bologna-Verona e relegando il Posto Centrale SCC di Verona al solo controllo della Verona-Brennero, con la conseguenza di un ritardo di quasi due anni sulla previsione originaria dei tempi di attivazione (fine 2008) ed un maggior costo quantificabile in circa 6 milioni di euro; lo spostamento del controllo della Verona-Bologna a Bologna equivale a declassare Verona ed il suo bacino (e quindi il Veneto) ad un ruolo di serie B, con perdita di posti di lavoro importanti, sia dal punto di visto numerico che qualitativo, e perdita di un indotto non facilmente quantificabile, ma sicuramente di rilievo; anche dal punto di vista tecnico la scelta appare errata: a Bologna il traffico verso il centro-nord Europa non può interessare in termini operativi, poiché Verona è più vicina e fornita di terminal (Quadrante Europa, Sommacampagna, Trento Roncafort ed altri in fase di realizzazione) che ne fanno naturalmente il centro di regolazione del traffico merci e del trasporto combinato «gomma-rotaia»; pur se a tutti noto non è forse superfluo sottolineare la posizione strategica del Nodo Ferroviario di Verona, all'incrocio tra il Corridoio 1 Berlino-Palermo ed il Corridoio 5 Lisbona-Kiev, per cui sarebbe un errore strategico spostare il Centro di Controllo lontano da Verona e sarebbe un errore ancor più grave se la nostra Regione, per scarsa conoscenza o peggio per errati calcoli campanilistici, non ritenesse di primaria importanza per tutto il Veneto la difesa del Posto Centrale SCC di Verona -: quali iniziative intenda il Ministro attuare per mantenere a Verona il controllo della direttrice ferroviaria Brennero-Bologna. (5-01946)

 
Cronologia
mercoledì 30 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Napolitano conferisce al Presidente del Senato, Franco Marini, l'incarico di verificare le possibilità di consenso su una riforma della legge elettorale e di sostegno ad un Governo funzionale all'approvazione di tale riforma e all'assunzione delle decisioni più urgenti.

lunedì 4 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente del Senato conclude le consultazioni e riferisce al Capo dello Stato che dai colloqui con le forze politiche è emersa una diffusa consapevolezza della necessità di modificare la legge elettorale vigente, ma che non si riscontra l'esistenza di una significativa maggioranza su una precisa ipotesi di riforma.

mercoledì 6 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Napolitano scioglie le Camere (D.P.R. 6 febbraio 2008, n. 19) ed emana il decreto di convocazione dei comizi elettorali, recante la data delle elezioni e quella della prima riunione delle nuove Camere (D.P.R. 6 febbraio 2008, n. 20).