Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00048 presentata da BERNARDINI RITA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20080429
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00048 presentata da RITA BERNARDINI martedi' 29 aprile 2008 nella seduta n.001 BERNARDINI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: fonti di stampa del 2 aprile 2008, riferiscono che per il Silp, il sindacato di polizia della Cgil che si e' riunito a Palermo per la conferenza di organizzazione, il poliziotto di quartiere e' diventato «un notaio dell'illegalita', costretto com'e' ad assistere quotidianamente a violazioni di norme commesse da chi parcheggia le auto in quarta fila o dai commercianti abusivi che vendono agli angoli delle strade»; il segretario nazionale del Silp, Federico Schillaci, chiede al Governo di fare un passo indietro «per togliere questo servizio alla polizia di Stato e assegnarlo alla polizia municipale, cui dovrebbe spettare anche il controllo su lavavetri eposteggiatori abusivi, che non rappresentano un problema di ordine pubblico» -: se sia a conoscenza dei fatti, se essi corrispondano a realta' e, in questo caso, quali iniziative urgenti intenda assumere per un utilizzo maggiormente efficiente delle forze dell'ordine. (4-00048)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata venerdi' 5 settembre 2008 nell'allegato B della seduta n. 049 All'Interrogazione 4-00048
presentata da RITA BERNARDINI Risposta. - Il servizio del «Poliziotto e del Carabiniere di quartiere» mira ad assicurare una presenza visibile delle Forze di polizia, fornendo una risposta concreta ed appropriata alla crescente domanda di sicurezza. Tale servizio e' stato introdotto nella realta' operativa nazionale a partire dal 2002, allorche' si e' dato avvio ad un processo di graduale inserimento dei poliziotti e dei carabinieri di quartiere sul territorio nazionale, modulandone la distribuzione e l'impiego in base alle esigenze locali. L'iniziativa, dopo una prima fase sperimentale che ha interessato ventotto citta', e' stata ampliata a tutti i capoluoghi di provincia e a novantacinque comuni non capoluogo, per un totale di settecentottantacinque quartieri. Attualmente - i dati sono aggiornati al mese di giugno - risultano impegnati nel progetto tremilasettecentouno operatori appartenenti alla polizia di Stato ed all'Arma dei carabinieri; entro l'anno saranno assegnate altre duecentonovantasei unita', che consentiranno di avviare il servizio in altri nove comuni ed in altri cinquanta quartieri delle citta' capoluogo di provincia. L'attivita' del «Poliziotto e del Carabiniere di quartiere», costantemente monitorata dal Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno, ha consentito di ottenere risultati soddisfacenti sia sotto il profilo della prevenzione sia sotto il profilo della repressione dei reati in tutte le aree urbane interessate. Relativamente alle osservazioni formulate, secondo le fonti di stampa menzionate dall'interrogante, dal segretario nazionale del «S.I.L.P. per la C.G.I.L.» in occasione di una conferenza tenuta a Palermo, gli operatori impegnati nel servizio, per fornire il massimo apporto di efficienza, sono pienamente inseriti nelle comunita' locali, delle quali vivono le dinamiche e conoscono ogni peculiarita', in funzione delle esigenze di sicurezza e della percezione che di essa hanno i cittadini. Il servizio del «Poliziotto e del Carabiniere di quartiere» e' al momento prezioso. Non e' dunque condivisibile l'ipotesi che la competenza all'effettuazione di tale servizio sia trasferita dalle Forze di polizia a competenza generale ai Corpi di polizia municipale, dovendosi invece ritenere che le diverse professionalita' messe in campo per l'esercizio di tale settore operativo debbano considerarsi fra loro complementari e non alternative. Non e', peraltro, casuale che nel contesto di alcuni patti per la sicurezza sottoscritti dai prefetti e dai sindaci sia stata prevista la promozione di efficaci forme di coordinamento fra le attivita' dei poliziotti, dei carabinieri e dei vigili di quartiere in un'ottica di potenziamento e di valorizzazione della polizia di prossimita'. Inoltre, nel piu' ampio quadro di misure volte a rendere piu' sicura la vita quotidiana dei cittadini, sono state inserite precise norme per affidare piu' poteri ai Sindaci in materia di sicurezza sia nel decreto-legge n. 92 del 23 maggio 2008, convertito in legge dal Parlamento il 23 luglio 2008 sia nel disegno di legge attualmente all'esame del Senato. Con queste norme piu' stringenti verrebbe assicurato un piu' efficace controllo del territorio al fine di prevenire e reprimere tempestivamente quelle manifestazioni di illegalita' diffusa che ormai quotidianamente disturbano la normale convivenza civile. Mi riferisco, in particolare, alle norme che riguardano l'accattonaggio, l'uso di alcol e stupefacenti, il commercio di prodotti e merci contraffatte, sino all'obbligo di denuncia per chi subisce un'estorsione. Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Alfredo Mantovano.