Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00021 presentata da BERNARDINI RITA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20080429
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00021 presentata da RITA BERNARDINI martedi' 29 aprile 2008 nella seduta n.001 BERNARDINI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: nella giornata del 9 aprile 2008 si e' tenuta a Roma, presso la sede del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, una riunione tra il Ministro Scotti e le Organizzazioni sindacali della Polizia penitenziaria; la riunione si e' svolta a seguito dei recenti suicidi e delle aggressioni dal personale della polizia penitenziaria; il Segretario generale della Uil penitenziari, Eugenio Sarno, ha dichiarato in questa occasione: «abbiamo spiegato al Ministro che oggi il sistema penitenziario paga la fase post-indulto, perche' non sono state attivate quelle misure strutturali che pure erano state annunciate. Noi non intendiamo strumentalizzare le tragedie di queste ultime settimane ma non puo' non trovare attenzione l'avvento esponenziale dei suicidi»; il Ministro Scotti ha dichiarato che: «Per quanto accaduto in questi ultimi giorni e per la situazione di difficolta' che vivete ho sentito il dovere morale e istituzionale di essere con voi» -: quanti e quali siano i casi di suicidi e aggressioni che risultano al Governo essersi verificati; se dai dati sia ravvisabile un aumento dei casi suddetti, e quali ne siano le ragioni secondo il Governo; se il Governo intenda adottare misure urgenti per porre riparo alla situazione, e quali.(4-00021)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedi' 27 aprile 2009 nell'allegato B della seduta n. 166 All'Interrogazione 4-00021
presentata da RITA BERNARDINI Risposta. - In risposta all'interrogazione indicata in esame, si fa presente quanto segue, sulla base delle informazioni acquisite dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Da un esame dei dati comparati con gli altri Corpi di polizia e' emerso che il fenomeno dei suicidi e', purtroppo, comune a tutte le forze di polizia, quasi a significare che la disponibilita' di un'arma talvolta puo' costituire elemento di agevolazione del proposito suicidario. Con specifico riferimento al personale di polizia penitenziaria si segnala che vi sono stati otto casi di suicidio nel corso del 2008 ed uno nei primi giorni del corrente anno. Dai dati acquisiti dal citato Dipartimento e' riemerso, inoltre, che i suicidi sono espressione di situazioni di disagio prevalentemente personale e sociale, piuttosto che eventi connessi a problematiche organizzative o comunque in stretto rapporto con il servizio. Non per questo, pero', il fenomeno puo' ritenersi meno allarmante posto che il suicidio, quale che ne sia la causa piu' diretta ed immediata, puo' trovare una concausa significativa nella presenza di condizioni lavorative stressanti o, spesso, non appaganti, come talvolta puo' verificarsi per il lavoro in ambito penitenziario. In tale attivita' lavorativa, invero, il rischio di burnout, e quindi di cedimento psicologico allo stress, e' sicuramente elevato e su questo fronte l'amministrazione penitenziaria ha sentito fortemente il bisogno di impegnarsi attraverso l'adozione di iniziative volte a ridurre tale pericolo. A tale riguardo, basti pensare: alle scelte volte a contenere il disagio familiare e sociale, quali, ad esempio, quelle relative alla conferma dei vincitori dei concorsi interni nella precedente sede di servizio, al riavvio delle procedure di mobilita', bloccate da alcuni anni, alla previsione (come avvenuto nella citta' di Torino) di un rilevante numero di alloggi per la polizia penitenziaria; agli interventi volti a rafforzare o migliorare le condizioni lavorative quali, tra gli altri, l'assegnazione presso ogni sede di servizio di un commissario e la previsione di apposito Programma esecutivo d'azione (Pea) volto a rideterminare gli organici di tutte le sedi penitenziarie; alla volonta' di promuovere l'immagine del Corpo nella societa' e nel rapporto con le altre istituzioni, attraverso l'assunzione di compiti che conferiscano al personale una maggiore visibilita' esterna; all'istituzione di un gruppo di lavoro per l'attivazione di un centro di ascolto telefonico (call center) in grado di rilevare e fare da filtro alle situazioni problematiche segnalate. In aggiunta a tali iniziative - sempre al fine di contrastare il disagio lavorativo del personale di polizia penitenziaria e stimolare la professionalita' tramite lo sviluppo della cultura della condivisione, dell'ascolto e della solidarieta' -, nel mese di luglio dello scorso anno, e' stata emanata apposita lettera circolare con la quale sono state fornite, ai dirigenti generali ed ai provveditori regionali, delle linee di indirizzo mirate a realizzare condizioni di benessere organizzativo del personale in una prospettiva di continuita' e di costanza nel tempo. A tal fine, e' stato costituito presso l'Istituto superiore di studi penitenziari un Gruppo permanente per il benessere con il precipuo compito di svolgere una funzione di analisi, indirizzo e coordinamento delle iniziative assunte a livello locale. Le linee di indirizzo formulate lo scorso anno - e riconfermate con apposita recentissima circolare - assumeranno carattere di priorita' all'interno del Piano annuale della formazione 2009, allo stato in corso di definizione. Nell'attuazione delle linee guida definite dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, un ruolo fondamentale e' rivestito proprio dai provveditori regionali, nella consapevolezza di come il campo principale di intervento debba essere individuato nelle strutture penitenziarie dislocate sul territorio e preposte all'esecuzione della pena e delle misure alternative alla detenzione. I provveditori sono chiamati, pertanto, ad illustrare alle singole realta' operative il mandato che devono perseguire, a definire le conseguenti linee di azione e ad informare il competente Dipartimento sulle scelte operate e sulle iniziative intraprese. Nell'ambito dei progetti per il benessere, particolare attenzione viene rivolta: alla formazione sull'ascolto organizzativo diretta alle figure apicali degli istituti penitenziari, allo scopo di incentivare la valorizzazione delle singole professionalita' e del lavoro da esse svolto; alla gestione degli eventi critici cui il personale puo' essere esposto nello svolgimento delle proprie funzioni, quali, ad esempio, le aggressioni fisiche e verbali. Sono stati previsti, pertanto, specifici protocolli operativi al fine di fornire, a seguito dell'evento critico, una sorta di camera di decompressione per limitare il danno emotivo; alla predisposizione di un progetto annuale regionale per il benessere al cui interno trovino spazio iniziative concrete in grado di trasmettere dei messaggi percepibili in termini di attenzione al personale, come quello di garantire maggiore salubrita' ed igiene agli ambienti lavorativi e alle condizioni abitative. L'amministrazione penitenziaria, pertanto, nella convinzione che sul problema sollevato dall'interrogante non possano esservi cali di attenzione ha ritenuto, inoltre, di offrire un ruolo strategico alla formazione del personale, che costituisce indubbiamente un mezzo di supporto indispensabile per una incisiva opera di cambiamento e di miglioramento organizzativo. Il Ministro della giustizia: Angelino Alfano.