Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00259 presentata da GIACHETTI ROBERTO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20080604
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00259 presentata da ROBERTO GIACHETTI mercoledi' 4 giugno 2008 nella seduta n.013 GIACHETTI. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che: la Rai, Radiotelevisione Italiana, e' titolare dei diritti di trasmissione esclusivi per l'Italia dei prossimi Campionati Europei di Calcio, che ha deciso di trasmettere «in chiaro» per tutti i cittadini del nostro Paese; la trasmissione di tale evento avverra' per la prima volta, secondo quanto annunciato dalla stessa Rai, anche in modalita' digitale in Alta Definizione; l'attuale penetrazione sul totale delle famiglie-tv italiane dei televisori compatibili con l'Alta Definizione, secondo stime industriali, e' di circa 4 milioni di unita'; per usufruire del digitale in Alta Definizione attualmente e' necessario disporre di un televisore HD-Ready collegato ad un decoder digitale esterno; il diritto, ribadito dalla Comunita' Europea, della neutralita' tecnologica, stabilisce che ogni cittadino e' libero di scegliere le modalita' e la piattaforma tecnologica da utilizzare per effettuare il passaggio al digitale; grazie a tale diritto, molte centinaia di migliaia d'italiani si sono dotati di apparati di ricezione per la tv digitale ad Alta definizione nelle modalita' trasmissive oggi in essere: Satellitare (Sky), IpTv (Fastweb, Telecom, Tiscali); allo stato dell'arte praticamente nessun cittadino possiede decoder atti a ricevere l'Alta Definizione in digitale terrestre ed inoltre sono pochissimi gli italiani che hanno un decoder Dtt-hd integrato nel televisore; l'articolo 26 del Contratto di Servizio 2007-2009 tra il Ministero delle comunicazioni e la Rai Radiotelevisione italiana recante il titolo «Neutralita' tecnologica» impegna la concessionaria del Servizio Pubblico «a realizzare la cessione gratuita, e senza costi aggiuntivi per l'utente, della propria programmazione di servizio pubblico sulle diverse piattaforme distributive, compatibilmente con i diritti dei terzi e fatti salvi gli specifici accordi commerciali»; l'articolo 28 del medesimo Contratto recante il titolo «Ricerca e Innovazione» impegna la concessionaria del Servizio Pubblico, al fine di promuovere l'evoluzione tecnica e lo sviluppo industriale del Paese, a sperimentare la diffusione di contenuti radiotelevisivi mediante l'uso di nuove tecnologie trasmissive quali, tra le altre, l'Alta Definizione, nel rispetto dei principi di parita' di trattamento e non discriminazione; la Rai dispone di tre diversi multiplex satellitari in grado di garantire la capacita' necessaria a diffondere anche attraverso questo mezzo l'Alta Definizione; i broadcast IPTV sono gia' in grado di trasmettere il segnale RAI Hd «in chiaro» ai propri abbonati come gia' avviene per i canali tradizionali; la Rai, contravvenendo a quel contratto di servizio recentemente firmato, ha invece deciso che la diffusione degli Europei in HD avverra' esclusivamente attraverso la tecnologia Digitale terrestre e solo in cinque aree: Milano, Roma, Torino, Sardegna e Valle d'Aosta; la diffusione non puo' essere considerata sperimentale, perche' proprio il direttore generale Cappon ha dichiarato nella conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa che questa e' da considerarsi molto piu' di una semplice sperimentazione, bensi' come una significativa «prova d'orchestra HD» generale a favore dello sviluppo della tv digitale nel nostro Paese. Ancora, il presidente di RAI way Francesco De Domenico ha dichiarato «tanto piu' se si pensa che, dopo gli Europei di Calcio, proseguiremo ancora con l'alta definizione via Dtt, utilizzandola anche per altri eventi sportivi (tra cui, per esempio, i Mondiali di Ciclismo che si terranno nel mese di settembre a Varese), fino a proporre, nel 2009, regolari trasmissioni HDTV nelle aree italiane all digital, come previsto dal piano industriale aziendale»; questa scelta, come denunciato anche dall'associazione consumatori Adiconsum, penalizza e discrimina fortemente i cittadini italiani che gia' sono passati alla ricezione televisiva in digitale in Alta definizione, cittadini che peraltro pagano TUTTI regolarmente il canone; i decoder digitali terrestri HD, necessari per la ricezione del servizio diffuso dalla Rai, sono disponibili solo adesso e in quantita' non superiori alle «poche migliaia», come si evince dalle dichiarazioni degli stessi distributori raccolte dal quotidiano Il Sole 24 Ore nell'articolo «Goal in Alta Definizione per pochi» pubblicato il 2 giugno 2008 a pagina 9; tali apparecchi, il cui costo e' intorno ai 180 euro, non rispondono alle caratteristiche raccomandate dal consorzio DGTVi, non essendo dotate di middleware per la tv interattiva (MHP) o di sistema di accesso condizionato, elementi necessari per fruire con lo stesso apparecchio delle diverse offerte di tv a pagamento disponibili nel nostro Paese -: quali iniziative urgenti intenda adottare per garantire la fruibilita' dei prossimi Campionati Europei di Calcio in Alta Definizione su tutte le piattaforme digitali, nel rispetto dei principi di neutralita' tecnologica, di parita' di trattamento e di non discriminazione sanciti dal contratto di servizio. (4-00259)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedi' 27 ottobre 2008 nell'allegato B della seduta n. 072 All'Interrogazione 4-00259
presentata da ROBERTO GIACHETTI Risposta. - In relazione all'interrogazione in esame, si forniscono i seguenti elementi di risposta anche sulla base di notizie acquisite presso la Rai. In primo luogo occorre evidenziare che, in merito alla trasmissione dei campionati europei di calcio in modalita' digitale in alta definizione, la Rai ha precisato di non aver trasmesso tale evento sportivo in alta definizione sul satellite in chiaro, in quanto i diritti di diffusione sono limitati al territorio italiano mentre il satellite copre un'area ben piu' vasta e, pertanto, sarebbe stato necessario codificare il segnale. Al riguardo la Rai, infatti, e' attualmente impegnata nella realizzazione di una piattaforma satellitare gratuita, con un sistema di criptaggio diverso da quello della televisione a pagamento via satellite, in modo da rispettare l'obbligo della neutralita' tecnologica, cosi' come disposto dall'articolo 26 del Contratto di servizio 2007-2009, il quale prevede l'impegno della Rai a realizzare la cessione gratuita della propria programmazione di servizio pubblico su diverse piattaforme. La trasmissione sulla piattaforma a pagamento, ovviamente, non e' una soluzione all'esigenza della neutralita' tecnologica poiche' subordinerebbe la fruizione di un programma di servizio pubblico alla sottoscrizione di un abbonamento a pagamento a vantaggio terzi. La Rai utilizza tre trasponder satellitari a 13 Est per i suoi servizi di diffusione televisiva via satellite e non sono disponibili risorse di trasmissione sufficienti per l'alta definizione (almeno 12 Mbit/s) su questi mezzi, in quanto l'alimentazione dei trasmettitori interessati dalla diffusione del canale HD e' stata realizzata con collegamenti in ponte radio e/o fibra ottica. In proposito, si precisa che i trasponder a 13 Est servono anche per l'alimentazione della rete digitale terrestre e fungono da riserva per l'alimentazione della rete terrestre analogica, rendendo impraticabile qualsiasi ipotesi di chiusura, anche parziale, dei segnali. Si evidenzia, inoltre, che il parco ricevitori via satellite funziona basandosi su standard MPEG-2 e, risulta, pertanto, inadatto alla ricezione del segnale trasmesso dalla Rai. La trasmissione degli Europei di calcio da parte della Rai e', infatti, avvenuta in MPEG-4, standard tecnologico che consente una migliore qualita' di trasmissione e di ricezione nonche' una consistente riduzione di spazio in trasmissione. Tale standard MPEG-4, inoltre, e' comunemente adottato dai broadcaster europei per la trasmissione dell'alta definizione. Alcuni operatori telefonici che offrono ai propri clienti servizi Video su IP hanno dotato i propri abbonati di set-top box cosiddetti «ibridi» con ricevitori interni sia IP che DTT; in tal caso gli utenti residenti nelle aree servite dal segnale HD hanno la possibilita' di ricevere via antenna terrestre il segnale stesso. Le scelte di posizionamento di mercato per i set-top box sono fatte dai singoli produttori in funzione delle loro strategie industriali; la Rai non opera in modalita' integrata verticalmente (come ad esempio Sky Italia). I set-top box sono di proprieta' degli utenti che li acquistano scegliendoli liberamente, in base alle proprie esigenze, tra quelli distribuiti in commercio. Riguardo a quanto affermato circa il costo e le caratteristiche tecniche di tali apparecchi, la Rai ha precisato che almeno un modello tra quelli venduti aveva il bollino di conformita' DGTVI ed il prezzo per i set-top box HD varia tra i 149 e i 249 euro. Per cio' che riguarda gli incontri dei campionati europei di calcio, la Rai, infine, precisa che il segnale di Rai Uno in definizione standard 4:3 e' stato trasmesso comunque sul satellite con codifica NDS, mentre Rai Uno sul mux A del digitale terrestre e' stata trasmessa in formato panoramico 16:9 e con un'elevata qualita' dell'immagine. Il Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico: Paolo Romani.