Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00379 presentata da BIANCOFIORE MICHAELA (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20080617

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00379 presentata da MICHAELA BIANCOFIORE martedi' 17 giugno 2008 nella seduta n.018 BIANCOFIORE. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno, al Ministro degli affari esteri, al Ministro per i rapporti con le regioni. - Per sapere - premesso che: la stampa locale ha riportato e personalmente ho potuto constatare - ictu oculi - che la dottoressa Eva Klotz esponente del neo partito «Süd-Tiroler Freiheit» (liberta' sudtirolese), figlia del condannato per le stragi del terrorismo irredentista sudtirolese, Georg Klotz, ha nuovamente issato un cartello al confine del Brennero in terra austriaca che da' il benvenuto in Italia sostenendo che «l'Alto Adige non e' Italia Sudtirol ist nicht Italien»; ella utilizza l'astuzia di issare tale cartello su terreno privato e soggetto alle leggi austriache; ella ha anche di recente predisposto 800 cartelli monolingui in lingua tedesca da apporre all'entrata di ogni comune, sotto la regolare toponomastica a norma di legge, riportanti testualmente la frase «L'Alto Adige non e' Italia»; la stessa ha dichiarato che quei cartelli sarebbero di benvenuto per i turisti e per costoro didascalici affinche' sappiano che appunto «l'Alto Adige non appartiene all'Italia e che gli stessi turisti e la popolazione autoctona riflettano e capiscano bene dove si trovano»; una tale iniziativa e' palesemente illecita e affissioni non autorizzate sono soggette a sanzioni amministrative che le autorita' locali devono esigere; tale atto e' tanto piu' grave non solo perche' compiuto da una consigliera regionale che ha giurato sulla Costituzione italiana ma soprattutto perche' mette a rischio la pacifica convivenza cosi' difficilmente raggiunta al solo fine di pubblicizzare il neo movimento nato dalla scissione con l'Union für Südtirol in vista delle elezioni regionali e provinciali che si terranno nell'ottobre 2008; questo e' l'ennesimo atto posto in essere da esponenti politici del mondo di lingua tedesca altoatesino contro lo Stato italiano e di pesante provocazione nei confronti della comunita' italiana dell'Alto Adige, minoranza in terra italiana -: quali iniziative intendano porre in essere a tutela della pacifica convivenza in Alto Adige e a tutela dell'identita', dell'integrita' e dell'onore dell'Italia; se ricorrano gli estremi - come parrebbe evidente - per l'assunzione di iniziative, anche normative, per la messa al bando del movimento politico presieduto dalla consigliera Eva Klotz, sull'esempio di quanto accaduto in Spagna per il movimento irredentistico Batasuna; se ritengano di voler tutelare per via legale l'immagine dell'Italia anche innanzi ai tanti turisti stranieri che affollano le meravigliose vallate dell'Alto Adige e che ritengono di trascorrere le proprie vacanze in Italia e non nel sedicente «Stato del Südtirol»; se intendano manifestare sorpresa alla Repubblica federale austriaca, per non essere ancora riuscita a persuadere il proprietario del terreno su citato, a togliere un cartello offensivo per l'Italia, i trattati di pace e i trattati europei. (4-00379)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedi' 16 febbraio 2009 nell'allegato B della seduta n. 133 All'Interrogazione 4-00379
presentata da MICHAELA BIANCOFIORE Risposta. - In merito a quanto rappresentato dall'interrogante nell'atto parlamentare in esame si forniscono i seguenti elementi di risposta. La reinstallazione del cartello anti-italiano sul versante austriaco del Brennero e' stata oggetto di rinnovati interventi, per il tramite dell'ambasciatore d'Austria in Italia e del nostro ambasciatore a Vienna, intesi a sollecitare da parte delle autorita' austriache sia il perseguimento del procedimento penale gia' avviato nei mesi scorsi dalla prefettura territorialmente competente contro i responsabili (in particolare i proprietari del terreno sul quale e' collocato il cartello), sia una dissociazione formale dall'iniziativa degli autonomisti altoatesini. Si e' cosi' avuta conferma che il procedimento penale non e' mai stato interrotto, nonostante l'abbattimento del cartello in parola avvenuto agli inizi di marzo ad opera di ignoti. Inoltre, la stessa prefettura ha comminato ai responsabili una pena pecuniaria per violazione della legge austriaca sui simboli dello Stato, considerato che il cartello riporta i colori della bandiera austriaca. Contro tale ammenda, gli interessati hanno presentato ricorso al tribunale amministrativo regionale di Innsbruck. Negli incontri avuti, gli interlocutori austriaci hanno ribadito la loro piena dissociazione dall'iniziativa degli autonomisti altoatesini e dai contenuti del cartello, pur confermando la difficolta', sotto il profilo giuridico, di disporre una rimozione coercitiva del medesimo da un'area di proprieta' privata. Negli stessi incontri e' risultato inoltre confermato il disappunto di Vienna per questa continuata provocazione degli attivisti di Süd-Tiroler Freiheit, nella sostanza diretta non solo contro l'Italia, ma anche contro il Governo austriaco di «Grande Coalizione», nel cui programma non figura alcun riferimento alla cosiddetta «funzione di tutela». La nostra rappresentanza a Vienna continua comunque a seguire la vicenda in stretto contatto con le Autorita' austriache, non tralasciando alcun tentativo possibile per ottenere la rimozione del cartello. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Alfredo Mantica.



 
Cronologia
giovedì 12 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    In Irlanda, si svolge il referendum sulla riforma istituzionale dell’Ue prevista dal Trattato di Lisbona. Il 53,4% degli elettori respinge la riforma. Il risultato blocca l’entrata in vigore del Trattato prevista per il 1° gennaio 2009. Si apre una nuova crisi istituzionale dell’Ue.

mercoledì 25 giugno
  • Parlamento e istituzioni

    La Camera approva, con 326 voti favorevoli, 260 contrari e 3 astenuti, l'emendamento Dis. 1.1 del Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, recante disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie (C. 1185-A), sul quale era stata posta la questione di fiducia.

    Il provvedimento, recante l'abolizione dell'ICI sulla prima casa, sarà approvato definitivamente dal Senato il 17 luglio 2008 (legge 24 luglio 2008, n. 126).